I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

Il matrimonio a sorpresa e l'addio ai monti

Dopo il rinvio del matrimonio, Renzo, su consiglio di Agnese, si reca dall'Azzecca-garbugli, un avvocato di Lecco, che potrebbe risolvere il loro problema, dato che è conosciuto per la sua abilità nel togliere dai guai le persone. Inizialmente l'avvocato scambia Renzo per un Bravo e, per intimorirlo, gli legge confusamente una grida che annuncia pene severissime per chi impedisce un matrimonio. Ma è pronto a trovare una soluzione al suo problema. Quando però Renzo capisce l'equivoco e chiarisce la situazione, l'Azzecca-garbugli si infuria e rifiuta ogni aiuto, mettendolo alla porta. Così Agnese propone ai due promessi sposi di effettuare il matrimonio di sorpresa, presentandosi davanti al parroco con due testimoni e pronunciando la formula del matrimonio. Sebbene celebrato contro la volontà del parroco, il matrimonio avrebbe valore a tutti gli effetti. Renzo si mostra entusiasta, ma Lucia è contraria al progetto perché prevede dei sotterfugi. Alla fine Lucia cede ed acconsente. Renzo si accorda con Tonio ed il fratello Gervaso come testimoni. Tonio, con la scusa di dover saldare un vecchio debito, si fa ricevere da Don Abbondio, insieme al fratello Gervaso. A un segnale convenuto entrano anche i due promessi sposi: Renzo pronuncia l'intera formula del matrimonio, mentre Lucia viene interrotta dal curato, che si rifugia in un'altra stanza e chiede aiuto dalla finestra. Fallito il matrimonio a sorpresa, Renzo e Lucia, insieme ad Agnese, si rifugiano da Fra Cristoforo, che ha organizzato un piano di fuga per loro. I tre si dirigono quindi verso il lago, dove salgono su di una barca che li sta aspettando e Lucia, guardando il paesaggio così familiare, piange segretamente e dà l'addio ai monti e ai luoghi natii: "Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio!".