I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

La carestia e la divina provvidenza

Giunto a Milano, Renzo si trova di fronte ai primi segni dell’imminente rivolta, senza rendersene conto. Il giovane si meraviglia di fronte ad un sacrilegio: pane e farina gettati per terra. Esita a raccoglierli, ma alla fine la fame prevale su ogni considerazione. Si nota la riprovazione di un animo profondamente cristiano per l’indegno sciupo di farina e di pane, simbolo della Provvidenza. Apprende poi che gettare il pane e la farina fa parte di una rivolta. L’ordinamento sociale e la vita economica del paese sono ridotti in un miserevole stato per l'incapacità e la cattiva volontà dei governatori. All’umile e singolare vicenda dei due promessi sposi si intreccia la vita di tutto un popolo nella sua pluralità. Popolo che ha deciso di ribellarsi. Di questi sconvolgimenti la Divina Provvidenza si servirà per portare ad effetto i suoi disegni. Manzoni aveva avuto modo di accennare alla carestia, causata dallo scarso raccolto dell’annata. Ora ne analizza le cause e le conseguenze sulla psicologia della folla. La guerra per il ducato di Mantova, i saccheggi, la contrarietà delle stagioni, il disinteresse del governatore don Gonzalo che, tutto ingolfato nelle operazioni militari, ha delegato ogni potere all'incompetente Ferrer, hanno reso disastrosa la situazione alimentare del milanese. Imbestialito per la fame, il popolo si ribella, assalta il forno delle grucce, si impadronisce, facendone grande sperpero, della farina e del pane. Poi, non contento, si dirige verso la casa del vicario di provvisione per fare giustizia sommaria. In mezzo a questi burrascosi avvenimenti viene a trovarsi Renzo, prima come spettatore e poi come protagonista. La Divina Provvidenza è uno dei protagonisti del romanzo. La religione, non quella non corrotta, è l'unica via di salvezza del '600, poiché è universale. L'esaltazione dei temi religiosi ha il suo apice in Lucia che costituisce l'elemento provvidenziale nei pensieri altrui. Renzo trova in lei l'equilibrio morale, l'Innominato e Don Rodrigo sono attratti da ciò che non riescono ad essere ed "invidiosi" di tanta innocenza. Nulla succede per caso ed ogni avvenimento ha un ruolo preciso all'interno della storia. Come Lucia, anche Renzo è protetto dalla Divina Provvidenza: alla ricerca della propria identità, il promesso sposo continua ignaro a cacciarsi nei guai, ma in qualche modo riesce sempre a cavarsela.