I personaggi dei Promessi Sposi

Cardinale Federigo Borromeo

Federigo Borromeo è uno dei personaggi storici di maggior rilevanza all’interno del romanzo. Uomo dotto, scrittore prolifico ed eclettico (è stato autore di opere di morale, storia, letteratura, arte ecc.) Federigo ha voluto mettere liberalmente la cultura alla portata di tutti, anche attraverso l’istituzione della Biblioteca Ambrosiana, come argomenta Manzoni: "pensate che generoso, che giudizioso che benevolo, che perseverante amatore del miglioramento umano”. Il Cardinale viene presentato come un modello da seguire, al contrario di don Abbondio che non rappresenta un buon esempio. Federigo fin da piccolo ha cercato di trovare il modo di rendere utile la sua vita. Nel 1580 è entrato in collegio ed ha cercato di soddisfare tutti i suoi doveri nel modo migliore possibile. Ha inoltre insegnato la dottrina religiosa ai “rozzi” del paese ed ha soccorso gli infermi. Ha intrapreso la carriera religiosa, seguendo la sua vocazione, perché voleva fare del bene e ad aiutare le persone in difficoltà. Quando l’Innominato si reca dal Cardinale per confessarsi, questi lo accoglie con benevolenza e lo aiuta nella sua conversione come avrebbe fatto con ogni altra persona che avesse chiesto il suo aiuto. Discende da una nobile famiglia, non ha mai badato ai privilegi che dava la chiesa, ha sempre vestito umilmente, non ha mai voluto avere privilegi ed ha caricato il suo mantenimento e quello dei suoi servi sulle proprie entrate. Il cardinale è sempre disposto ad aiutare chiunque ne abbia bisogno, che sia un ex criminale o un poveretto. Manzoni lo paragona ad "un ruscello che, scaturito limpido dalla roccia, senza ristagnare né intorbidarsi mai, in un lungo corso per diversi terreni, va limpido a gettarsi nel fiume”. 

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(Foto tratta da it.wikipedia.org)