I personaggi dei Promessi Sposi

L'Azzecca-garbugli

L’Azzeccagarbugli è un avvocato di Lecco. Compare per la prima volta nel capitolo III per opera di Agnese, che propone a Renzo di consultarlo per ottenere un parere legale, dopo le minacce dei bravi di don Rodrigo che hanno trattenuto Don Abbondio dal celebrare il matrimonio fra i due protagonisti: “quello è una cima d’uomo!”, sentenzia Agnese. Egli è in realtà un avvocato secentesco che usa ingannevolmente la legge al servizio dei potenti. Ciò si nota già nello suo studio in cui campeggiano i ritratti dei dodici Cesari (gli imperatori romani da Giulio Cesare a Domiziano), simboli dell’assolutismo e anche dell’asservimento del dottore non alla legge ma al potere. Il dialogo fra l’Azzeccagarbugli e Renzo è interamente costruito su un equivoco, in cui la parola non è altro che forma vuota e ingannevole: quando il giovane popolano racconta la vicenda del matrimonio impedito, il dottore crede di aver di fronte un bravo responsabile dell’intimidazione del curato e lo rassicura: “perché, vedete a saper maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente”; “purchè non abbiate offeso persona di riguardo, intendiamoci”.  Sono parole che attuano un rovesciamento radicale di ogni principio di diritto e che esprimono una denuncia sottintesa dell’autore a questo episodio: la giustizia degli uomini non difende gli umili da chi detiene il potere. Questo concetto viene evidenziato ancor di più dalla reazione del popolano il quale, resosi conto del sopruso, pensa ancora che l’ordine della verità possa essere ripristinato (“vengo da lei per sapere come ho da fare per ottener giustizia”) e, invece, viene cacciato via in malo modo dal dottore.

Analisi del dottor Azzecca-garbugli nei Promessi Sposi

(Foto tratta da braidense.it)