Anniversario delle Fosse Ardeatine: tutto quello che devi sapere

Di Valeria Roscioni.

Eccidio delle Fosse ardeatine 24 marzo 1944: tutto sulla commemorazione dell’anniversario e su questa drammatica vicenda storica

ANNIVERSARIO DELLE FOSSE ARDEATINE: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE. Oggi a Roma si commemorano le 335 vittime del massacro delle Fosse Ardeatine avvenuto il 24 marzo 1944 per mano dei militari tedeschi. Si tratta di un anniversario importante, di un modo per rendere omaggio ad ebrei, antifascisti, militari, religiosi e a tutti quegli uomini e quelle donne che sono caduti a causa della feroce rappresaglia nazifascista. Così questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e alla presenza dei presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, del Sindaco Marino e del Presidente della Regione Zingaretti, ha deposto una corona di alloro in quelle che un tempo erano semplicemente le cave di pozzolana, nei pressi di Via Ardeatina. Riassunti e temi svolti: iscriviti al gruppo su Fb

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STRAGE DELLE FOSSE ARDAETINE: UNA RAPPRESAGLIA PER L’ATTENTATO DI VIA RASELLA. Le 335 vittime civili commemorate oggi sono morte a causa del desiderio di vendetta tedesco scatenato dall’attentato di Via Rasella, organizzato dai partigiani e avvenuto il 23 marzo del 1944, che costò la vita a 33 tedeschi. Un atto di Resistenza estrema avvenuto a Roma, occupata dai tedeschi dall’8 settembre del 1943, che mandò Hitler su tutte le furie spingendolo a chiedere di uccidere 30,50 italiani per ogni nazista morto. Un ordine che, però, gli ufficiali tedeschi decisero di non rispettare per paura di un effetto controproducente nei confronti del Reich. Fu, infine, il Feldmaresciallo Albert Kesselring a sentenziare che per ogni tedesco che aveva perso la vita sarebbero stati uccisi dieci italiani che, nel corso della nottata, vennero rastrellati ovunque tra i detenuti del Regina Coeli e di via Tasso, ebrei e civili portati via anche grazie alla collaborazione della polizia fascista.

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ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE: UNA STRAGE SEGRETA. Le vittime designate vennero quindi portate in gran segreto alle antiche cave di Tufo sulla via Ardeatina. Una volta giunti Priebke e il capitano SS Karl Hass si accorsero di aver effettuato male i calcoli portando via cinque prigionieri in più ma, per non compromettere la segretezza della strage, decisero di non salvar loro la vita. 335 persone vennero così fucilate, in ginocchio, a gruppi di cinque. Man mano che l’eccidio procedeva uomini e donne furono costretti ad inginocchiarsi sui cadaveri di coloro che avevano già perso la vita. Alla fine l’ingresso della cava venne fatto saltare. Le fosse Ardeatine rimasero un segreto fino al mese di giugno del 1944 e a lungo le famiglie delle vittime dovettero accontentarsi di un semplice certificato di morte che nulla diceva loro sulla fine dei loro cari. La portata della tragedia si verrà a conoscere solo nel giugno nel 1944. La notizia dell’eccidio, infatti, non venne fatta circolare in maniera dettagliata: “Il comando germanico ha, perciò, ordinato che, per ogni tedesco ucciso, dieci criminali comunisti badogliani siano fucilati. Quest'ordine è già stato eseguito” scrisse un cronista de Il messaggero all’indomani dei fatti, il 25 marzo 1944.