Esiste una Toscana, spesso poco conosciuta, che può ancora
sorprendere per la storia che narra e le emozioni che è in grado di
dare. Ruderi, resti di case, di terme e di teatri, antichi
tracciati stradali, tombe monumentali, percorsi sotterranei, grotte di
insediamenti preistorici, centinaia di musei con oggetti preziosi e
frammenti di materiali della vita quotidiana Ruderi, resti di case, di
terme e di teatri, antichi tracciati stradali, tombe monumentali,
percorsi sotterranei, grotte di insediamenti preistorici, centinaia di
musei con oggetti preziosi e frammenti di materiali della vita
quotidiana. Non c'è paese della regione che non abbia una testimonianza
dei suoi più antichi abitanti. Queste tracce stanno lì mute,
aspettando, quasi, che qualcuno le interroghi.
Le
Notti dell'Archeologia dal 3 al 26 luglio 2009 vogliono dar voce a
questo patrimonio. Lo fanno, quasi sempre, con un incontro
con gli archeologi che con scienza, ma anche con arte, cercano ogni
giorno di ricostruire il passato. Abituati all'analisi di migliaia di
dati, talvolta minimi, gli archeologi sanno che la loro disciplina
serve non solo a dare risposte, ma anche a porre interrogativi che
spesso, come si sa, sono più importanti delle prime.
Quella proposta dalle Notti dell'Archeologia è una storia del nostro
passato più antico ma anche della nostra conoscenza, dell'idea che
abbiamo elaborato di chi ci ha preceduto su questa terra determinando,
in alcuni casi, lo sviluppo stesso del territorio in cui viviamo.
Una storia affascinante che merita di essere conosciuta da un numero
sempre maggiore di persone perché solo la consapevolezza di quello che
ci circonda può garantire la conservazione dei beni che abbiamo avuto
in eredità. Per questo motivo
le Notti dell'Archeologia, come
ogni campagna di valorizzazione che viene promossa dalla Regione
Toscana, è attenta a rivolgersi a tutti.
Tutti gli appuntamenti sono sostenuti dalla
competenza
e dalla
passione di archeologi impegnati ogni
giorno nella Soprintendenza per i Beni Archeologici, nei musei, nelle
università, dei soci dell'Associazione Musei Archeologici della Toscana
e dei
volontari dei gruppi archeologici.