(UniversitArea)
Cosa succede alle sale cinematografiche di Firenze?
(M. Paoli) "La chiusura di importanti sale cinematografiche negli
ultimi anni (ricordo Alfieri Atelier, Ariston, Astra, Ciak Alter, Eolo,
Excelsior, Goldoni, Ideale, Supercinema, Teatro della Compagnia,
Vittoria) ormai è sotto gli occhi di tutti. Come una
realtà sono i Multiplex, i giganti che possono raggiungere
anche i quindici schermi e i quattromila posti.
Il fatto è che
l'aumento nel tempo del numero
degli schermi non ha portato più spettatori nelle sale
fiorentine: se nel 1993 con 22 schermi le presenze annuali
erano di 1.961.927, nel 2006 con 46 schermi le presenze annuali sono
calate a 1.823.049 (in pratica + 109,09% di schermi e - 7,08% di
affluenza).
L'avvento dei Multiplex penalizza una fascia di
pubblico meno giovane, con difficoltà o scarsa
propensione alla mobilità, e non porta neanche un
miglioramento nell'offerta cinematografica, sia in termini qualitativi
che quantitativi; infatti, queste strutture proiettano i film
commerciali in più sale ad intervalli di tempo ravvicinati,
mentre i prodotti di qualità ed i film commercialmente meno
appetibili non trovano spazio. Anche dal punto di vista dei prezzi la
loro politica non è certamente dalla parte del pubblico."
Quali i danni provocati dalla chiusura degli esercizi storici?
"Quando un cinema chiude sono molto rilevanti i contraccolpi
sulle attività limitrofe con un inevitabile aumento del
disagio sociale e della microcriminalità, per non parlare
dei gravi problemi che comporta la richiesta di cambiamento di
destinazione d'uso. L'apertura di un Multiplex, rispondente quasi
sempre a logiche immobiliari più che cinematografiche, causa
sicuramente la chiusura degli esercizi circostanti.
Poi, in casi non infrequenti, il Multiplex chiude a sua volta per
riconvertirsi in attività più redditizie,
provocando la desertificazione dal punto di vista cinematografico di
alcune zone. È il caso di Francia e Germania, paesi che
stanno correndo ai ripari dopo essere arrivati ad una situazione
insostenibile.
Nel 1998, l'allora ministro Veltroni promosse l'apertura di nuove sale
cinematografiche, con dei parametri precisi da rispettare; ma chi
avesse costruito, insieme alle sale, un "centro commerciale" - bastava
in realtà qualche negozio - non avrebbe dovuto rispettare
alcun parametro. Faccia le Sue considerazioni...
Per fortuna nel 2004 la potestà autorizzatoria è
stata delegata alle Regioni che con proprie leggi dovevano
regolamentare la materia."
>> La chiusura dei cinema
storici fiorentini ( II parte ) >>