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Chiusi i cinema storici a Firenze

La chiusura di importanti sale cinematografiche della città è sotto gli occhi di tutti; il parere di Maurizio Paoli, vice-presidente regionale dell'Anec-Agis: "“La chiusura penalizza i meno giovani ed aumenta il disagio sociale”"

di UniversitArea 23 novembre 2007
(UniversitArea) Cosa succede alle sale cinematografiche di Firenze?
(M. Paoli) "La chiusura di importanti sale cinematografiche negli ultimi anni (ricordo Alfieri Atelier, Ariston, Astra, Ciak Alter, Eolo, Excelsior, Goldoni, Ideale, Supercinema, Teatro della Compagnia, Vittoria) ormai è sotto gli occhi di tutti. Come una realtà sono i Multiplex, i giganti che possono raggiungere anche i quindici schermi e i quattromila posti.
Il fatto è che l'aumento nel tempo del numero degli schermi non ha portato più spettatori nelle sale fiorentine: se nel 1993 con 22 schermi le presenze annuali erano di 1.961.927, nel 2006 con 46 schermi le presenze annuali sono calate a 1.823.049 (in pratica + 109,09% di schermi e - 7,08% di affluenza). L'avvento dei Multiplex penalizza una fascia di pubblico meno giovane, con difficoltà o scarsa propensione alla mobilità, e non porta neanche un miglioramento nell'offerta cinematografica, sia in termini qualitativi che quantitativi; infatti, queste strutture proiettano i film commerciali in più sale ad intervalli di tempo ravvicinati, mentre i prodotti di qualità ed i film commercialmente meno appetibili non trovano spazio. Anche dal punto di vista dei prezzi la loro politica non è certamente dalla parte del pubblico”."

Quali i danni provocati dalla chiusura degli esercizi storici? “"Quando un cinema chiude sono molto rilevanti i contraccolpi sulle attività limitrofe con un inevitabile aumento del disagio sociale e della microcriminalità, per non parlare dei gravi problemi che comporta la richiesta di cambiamento di destinazione d'uso. L'apertura di un Multiplex, rispondente quasi sempre a logiche immobiliari più che cinematografiche, causa sicuramente la chiusura degli esercizi circostanti.
Poi, in casi non infrequenti, il Multiplex chiude a sua volta per riconvertirsi in attività più redditizie, provocando la desertificazione dal punto di vista cinematografico di alcune zone. È il caso di Francia e Germania, paesi che stanno correndo ai ripari dopo essere arrivati ad una situazione insostenibile.
Nel 1998, l'allora ministro Veltroni promosse l'apertura di nuove sale cinematografiche, con dei parametri precisi da rispettare; ma chi avesse costruito, insieme alle sale, un "centro commerciale" - bastava in realtà qualche negozio - non avrebbe dovuto rispettare alcun parametro. Faccia le Sue considerazioni...
Per fortuna nel 2004 la potestà autorizzatoria è stata delegata alle Regioni che con proprie leggi dovevano regolamentare la materia”."

>> La chiusura dei cinema storici fiorentini ( II parte ) >>

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