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Il parco, una sottostimata fonte di investimento

La costruzione di aree verdi in un centro urbano porta con sé una serie di benefici fisici quantificabili anche in termini monetari, così come illustrato dalla ricerca del Professore Stefano Mancuso, della Dottoressa Simona Rizzitelli e del Geometra Alberto Giuntoli

di Universitarea 18 dicembre 2007

Tra i benefici fisici ricordiamo la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica da parte delle piante: apprendiamo così che quest’ultima fissandosi sulle piante , ed avendo essa un prezzo, potrà essere misurata e quantificata in termini monetari. Uno dei ruoli più importanti che le aree verdi rivestono, specialmente se collocate all’interno di un ambiente urbano, riguarda poi la capacità di assorbimento da parte delle piante dei principali agenti inquinanti, ed in special modo dei Pm10. “In parole molto povere sono semplicemente delle polveri così sottili da non essere bloccate dai filtri che abbiamo lungo le vie respiratorie, che quindi arrivano direttamente nei polmoni e poi passano nel sangue. I principali produttori di Pm10 sono gli autoveicoli, attraverso la combustione della benzina e soprattutto attraverso l’usura delle gomme e dei freni. Questa polvere che si forma è molto cancerogena”, ci spiega il professor Mancuso.

Una volta prodotti, questi Pm10 restano nell’atmosfera e l’unica cosa che attualmente è in grado di eliminarli sono le piante, le cui foglie funzionano da filtro. Nondimeno va sottovalutata la capacità delle piante di fungere da termoregolatori, riuscendo a raffreddare l’ambiente in misura significativa: tra la città e la campagna circostante si registra normalmente una differenza termica che si aggira tra i 3 e 6 gradi; in corrispondenza di parchi, all’interno della città, questa differenza scompare. Un beneficio che si traduce in un risparmio energetico notevole, in termini di condizionamento d’aria, nelle zone limitrofe al parco. L’ultimo dei benefici quantificabili è quello relativo al ciclo delle acque. Considerato che le fogne cittadine sono sottodimensionate per tutte le città, in presenza di piogge vi è spesso una difficoltà nel drenaggio dell’acqua che può portare a frequenti allagamenti. 

A tal proposito, un parco rappresenterebbe un’ ampia area non asfaltata la cui vegetazione svolgerebbe una specie di “effetto tampone”: in parte facendo evaporare l’acqua assorbita, ed in parte facendola percolare nel terreno, rallentando così il flusso dell’acqua e permettendo alla fogne di svolgere più agevolmente il lavoro di drenaggio. Oltre i succitati benefici fisici, vi sono poi benefici non immediatamente quantificabili, quali quello paesaggistico e quindi di riqualificazione di un’area, così come quello psicologico, la cui importanza è supportata da diverse teorie che hanno ampiamente dimostrato gli effetti positivi che la presenza di un parco o di una zona verde ha sulla concentrazione.


I propositi non fanno la soluzione: - dal CdA di Ateneo del 1997 alla Novoli anno zero del 2007-

Consiglio d’Amministrazione dell’Università, ordine del giorno del 25 luglio 1997: “Piano di sviluppo dell’Università per il periodo 1997/ 2001 e linee di sviluppo- Piano di recupero area Fiat di Novoli- Insediamento universitario”. Si tratta, quel giorno, di approvare il progetto predisposto da Futura Uno S.p.A. (l’attuale Immobiliare Novoli, NdR) relativo all’insediamento universitario; il tutto rientra nel piano di recupero dell’ Area Fiat di Novoli, piano che afferma di porre particolare attenzione al progetto delle sedi universitarie. In pratica, si tratta del via libera dell’Università ai lavori e di fatto la delibera viene approvata, alla fine della giornata, con nove voti favorevoli e quattro contrari. 

Tre nodi centrali di allora restano ad oggi tre passaggi sostanzialmente irrisolti. Innanzitutto, quello del parcheggio. Già nel ’97 è prevista la costruzione di un buon numero di parcheggi pubblici, in parte sotterranei e in parte di superficie; saranno costruiti da Futura Uno S.p.A. e da essa gestiti per i successivi 60 anni. Poi, precisa Furnari, sarà il Comune ad occuparsi dei criteri gestionali. Aspettando l’inaugurazione di questi nuovi parcheggi, che ancora non si è capito a chi saranno destinati, la situazione rimane quella di una zona totalmente congestionata dal traffico, con parcheggi scarsi ed onerosi. “Con Firenze Parcheggi avevamo chiesto almeno una tariffa agevolata”, ci informa Simone Migliarini, dirigente del Polo Sociale; evidentemente, le trattative tra Comune e Università non sono andate a buon fine. Siamo dunque in balia di Firenze Parcheggi? Sorvoliamo. Un altro tema affrontato nel ’97 e ad oggi insoluto è quello dell’ eventuale apertura al traffico urbano delle vie interne del Polo Sociale, strade private ad uso pubblico. Già allora, infatti, Natalini pronuncia una frase inquietante: “Le strade interne all’insediamento sono fondamentalmente a traffico pedonale”. Vorremmo cercare di capire se questo significa che dentro al Polo potrebbe cominciare a confluire un po’del traffico della zona; del resto i presupposti ci sono, visto l’asfalto (ben diverso dal progetto iniziale di Natalini, che prevede una distesa di gradevoli sampietrini), visti i marciapiedi e la misteriosa destinazione delle vetrine poste al piano terra degli edifici del Diritto allo Studio (e di proprietà di Immobiliare Novoli). “Noi (l’Università, NdR)- ci dice Migliarini- abbiamo sempre ribadito l’interesse affinchè tutta l’area dell’università sia assolutamente pedonale”. 

Allora in questo caso siamo alla mercè della discrezionalità del Comune? Lo avremmo volentieri chiesto alla Presidente del Quartiere 5, Stefania Collesei, se i suoi impegni avessero collimato con la possibilità di concederci un’intervista. Ultima, ma non meno irrisolta, la questione delle segreterie studenti. Vista l’ottica di funzionalità che regola il progetto di dislocazione a Novoli delle tre facoltà, ci saremmo aspettati che fosse data priorità al trasferimento di queste strutture, quantomeno per stemperare con un avvicinamento le congenite inefficienze che di fatto le caratterizzano. “Le segreterie studenti sono le uniche strutture del Polo che sono decentrate. E’ un disagio ed è poco logico che siano là. Era previsto ed è previsto tuttora che l’Università acquisti due palazzine unite proprio per le segreterie studenti; per ora è una cosa in stand by, ma nel disegno complessivo è previsto che ciò accada”, ci dice Migliarini. Siamo dunque in balia dell’Università? O, meglio ancora, di Immobiliare Novoli? Ci spaventa un po’ l’incertezza derivante dalla frammentata fisionomia del nostro interlocutore, l’impossibilità di porre una domanda e sapere da chi aspettarci (forse) la risposta.

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