
Non
a caso il primo
sciopero indetto contro il governo
Prodi, è stato, nel
novembre del 2006,
quello dei lavoratori pubblici delle università
per
protestare contro i tagli alla ricerca effettuati dal ministro Mussi.
Gli addetti ai lavori vorrebbero maggiori risorse investite nella
ricerca, stabilizzare i
circa 30 mila precari presenti nelle
università e trovare i fondi necessari per il
rinnovo del contratto del personale.
In questi anni l’università è passata
attraverso lo scandalo dei test d’ingresso,
l’aumento delle tasse studentesche, le dimissioni del
responsabile dell’università dei Ds, che accusa il
ministro di rispettare gli obiettivi proposti in campagna elettorale.
Per protesta contro la finanziaria la Conferenza dei Rettori
aveva radiato il ministro dagli Atenei italiani, esortando i Presidi a
non invitarlo:
"La CRUI chiede agli Atenei di
sospendere ogni invito a membri del Governo a partecipare a
significative manifestazioni nelle Università".
Nel mirino anche i decreti: la Corte dei conti, ad
esempio, vede nella riforma, che fissa a priori e in modo omogeneo un
limite al numero di esami, un danno per l'autonomia didattica.
"Ogni
università", dicono i magistrati,
"dovrebbe
poter scegliere il modello didattico da offrire agli studenti".
Inoltre, uniformare il limite di esami a tutte le classi
significherebbe, per la magistratura contabile,
"non tenere
conto delle differenze esistenti fra le diverse classi di studio".
Riforma universitaria: entro il 2010 le novità introdotte
dal ministro Mussi
Aspetto di vedere le tabelle con i piani di studi
Prima di giudicare la riforma aspetto che siano disponibili le tabelle dei piani di studi per vedere nei dettagli i cambiamenti.