Controllo utente in corso...

Quella Cenerentola della ricerca

Lo Stato italiano investe in ricerca solo l'1,4% del Pil, la media europea è 2,2%. Tra professori e ricercatori sono circa 30 mila i giovani italiani che lasciano il Paese

di UniversitArea 17 aprile 2008

Dottori e dottorandi di ricerca, la Cenerentola del sistema universitario. L’università italiana forma ricercatori molto preparati, ma poi li “esporta”, li mette in condizioni di andarsene. Innanzitutto a causa della carenza di fondi, una costante che attraversa indenne gli anni e le riforme successive: lo Stato italiano investe in ricerca solo l’1,4% del Pil, contro il 2,2% della media europea.
ricercatoriInoltre gli investimenti in ricerca non sono defiscalizzati: un grave ostacolo al finanziamento da parte di privati.
Non ci possiamo lamentare se poi molti dei nostri ricercatori scelgono la via dell’esilio, contribuendo alla “fuga dei cervelli”.

Tra professori, ricercatori e studiosi in generale sono circa 30mila all’anno gli italiani che lasciano il paese, soprattutto alla volta degli Usa (34%), ma anche di Inghilterra (26%) e Francia (11,4%). Attratti non solo da stipendi migliori (si parla di tre volte tanto), ma da strutture efficienti e innovative.
Rendere i nostri centri di ricerca attraenti per i ricercatori: questa sarebbe la vera sfida e probabilmente la vera soluzione del problema. Le misure messe in atto finora sono invece apparse come placebo, operazioni di immagine o, per essere più benevoli, gocce nel deserto.

Nel 2001 il governo avviò un’iniziativa chiamata “acchiappacervelli” che avrebbe dovuto facilitare il rientro dei ricercatori, allettandoli con stipendi all’altezza della media europea. L’operazione fu inizialmente finanziata con 40 mld di lire, ma il budget si ridusse sempre più negli anni successivi, fino a determinare il congelamento del progetto.
Un progetto che si è dimostrato non solo poco attrattivo per i ricercatori, i quali avrebbero dovuto abbandonare il proprio posto all’estero in cambio di un incarico a tempo determinato, ma addirittura fallimentare. Al termine di tale contratto, infatti, la stragrande maggioranza degli studiosi è stata costretta a fare nuovamente le valigie. Su 466 rimpatriati, solo 45 hanno ottenuto un posto come professori e sono rimasti in Italia. Uno su dieci. 

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

0
Commenti

Chiudi
Aggiungi un commento a Quella Cenerentola della ricerca...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori