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Un caro vecchietto di nome George

Una vita colma di contraddizioni, azioni benefiche e complotti: ecco chi è George Soros

di UniversitArea 23 aprile 2008

UniversitAreaSpeculatore, filantropo, filosofo, convinto fautore della globalizzazione e oppositore dei principi dei fondamentalisti, secondo cui il mercato lasciato a se stesso garantirà l’allocazione ottimale delle risorse. Stiamo parlando di George Soros, uno degli uomini più ricchi e potenti al mondo.
Di lui se ne parla e se ne sparla da decenni. Più volte si è autodefinito Re Mida, Boss del Papa, sostenitore della società aperta e della legalizzazione delle droghe. Nasce nel 1930 in Ungheria da una famiglia ebrea. A 13 anni il Paese viene occupato dai nazisti. Riesce a fuggire nel 1946 e l’anno dopo è in Inghilterra dove, mantenendosi con diversi lavoretti, si laurea nel 1952 alla London School of Economics.
Qui entra in contatto con le idee del filosofo Karl Popper, suo docente, e in particolare con la sua teoria della Società Aperta che Soros riprende, definendola come “una società che permette a tutti i suoi membri il maggior numero di gradi di libertà nel perseguire il proprio interesse compatibilmente con l’interesse altrui”.

Nel 1956 si trasferisce a New York dove inizia una carriera in finanza che gli porterà grandi fortune. Creatore del Quantum Fund nel 1969, fondo privato di investimento di sua proprietà, e dell’Open Society Institute nel 1993, istituzione questa dedicata alla realizzazione della società aperta, ha ricevuto riconoscimenti onorari da diverse università, tra cui nel 1995 la Laurea Honoris Causa all’Università di Bologna.
Molte le polemiche mosse contro di lui. In particolare gli furono mosse diverse accuse che lo vedevano protagonista della speculazione che nel 1992 provocò il crollo della sterlina e della lira, forzandone la loro uscita dal Sistema Monetario Europeo (Sme). Time lo definì “un moderno Robin Hood che ruba ai ricchi per donare ai poveri, dove chi ne fa le spese sono le banche centrali mentre lui investe i suoi guadagni nelle economie emergenti per promuovere la sua utopia della società aperta, qualcosa che si spaccia come cultura di sinistra”.
George SorosL’economista statunitense Lyndon LaRouche ne denuncia le malefatte attraverso la sua rivista, l’Executive International Review. Secondo LaRouche, Soros ruba a tutti per una ristrettissima élite di ricchi.

Il Movimento Solidarietà, l’associazione di LaRouche in Italia per i diritti civili, ha stilato un approfondito rapporto, denominato Dossier Soros, che spiega come la speculazione della lira fu complottata a bordo del Britannia, il panfilo della corona inglese, nel luglio 1992, alla presenza della regina Elisabetta II. Fu per accertarne il suo ruolo che furono aperte due indagini, una dalla Procura della Repubblica di Roma e l’altra da quella di Napoli.
Indagini sollecitate da un esposto di Paolo Raimondi e Claudio Ciccanti, che al tempo rivestivano i ruoli di presidente e segretario del Movimento Solidarietà, riportate anch’esse nel Dossier Soros ma di cui non si legge l’esito (sempre che esito ci sia stato). In questo Dossier vengono segnalati altri attacchi monetari che Soros avrebbe condotto contro il marco tedesco, le monete della Thailandia, Malesia, Indonesia e Messico.
In risposta alle accuse volte ad appurare la sua responsabilità in molteplici disastri finanziari ha dichiarato: “nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie”. Un uomo camaleonte, Soros, dalle mille sfaccettature: polemiche, critiche e accuse da una parte; donazioni per le cause più disparate, al fine di realizzare la sua visione di società aperta, dall’altro. Insomma, personaggio da sostenere o criticare? A voi la scelta.  

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