Le Rivoluzioni Russe e la fine della Prima Guerra Mondiale

Di Elisa Chiarlitti.

Dopo la Rivoluzione del 1917 la Russia bolscevica di Lenin avvia le trattative per porre fine al conflitto. L’esercito italiano, dopo la sconfitta di Caporetto, insieme agli altri membri dell’Intesa batte le truppe dell’Impero Austro-Ungarico che si disgrega. Nel 1918 segue la resa della Germania

FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE - Nel corso della prima guerra mondiale nonostante la Russia stesse riscuotendo successo su tutti i fronti di combattimento subì numerosissime perdite e il malcontento tra le truppe diventò sempre più presente e in alcuni casi sfociò in ammutinamento, sia al fronte sia in patria il bolscevismo (Corrente del Partito Operaio Socialdemocratico Russo che inneggiava alla rivoluzione contro il potere dello Zar) stava sempre più diffondendosi. Il 3 marzo 1917 gli operai delle officine Putilov, le quali producevano gli armamenti per i soldati al fronte, scioperarono e in pochi giorni anche le altre fabbriche e quasi tutte le fasce di lavoratori scioperarono: ovunque vi erano manifestazioni di piazza contro lo Zar, persino i soldati inviati a disperdere la folla si unirono a essa generando così la caduta dello Zar che dovette dimettersi il 15 marzo 1917. Fu proclamata la Repubblica Russa con un governo provvisorio, il quale continuò a portar avanti la campagna militare, ma l’esercito ormai sfinito e lo scontento popolare comportarono la caduta della Repubblica e l’avvento della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa con a capo Vladimir Lenin. Il nuovo governo di stampo bolscevico avviò immediatamente le trattative per l’abbandono del conflitto e il 3 marzo 1918 con il Trattato di Brest-Litovsk la Russia abbandonò definitivamente il conflitto. Riassunti e temi svolti: iscriviti al gruppo su Fb

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Lenin
Lenin

Gli Stati Uniti in conflitto - La guerra sottomarina tedesca si intensificò nel 1917 diventando indiscriminata ovvero i sottomarini tedeschi ebbero l’ordine di abbattere e colpire qualsiasi tipo di nave anche battente bandiera neutrale in maniera da evitare i rifornimenti di qualsiasi genere ai nemici. Gli Stati Uniti con l’affondamento della propria nave Lusitania sciolse ogni riserva e il 6 aprile 1917 fu ratificata alla Germania l’ufficiale dichiarazione di guerra.

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Caporetto e la fine di un Impero - Le truppe italiane mantennero fermamente i confini sull’Isonzo contro l’Austria la quale congiuntamente alle truppe tedesche attuò una controffensiva ad ampio raggio: il 24 maggio 1917 l’artiglieria austriaca colpì fortemente l’esercito italiano, le linee italiane vennero ben presto forzate e un’armata tedesca riuscì ad arrivare a Caporetto e in pochi giorni arrivarono fino a Udine disperdendo le truppe italiane che ripiegarono sul Piave. Le truppe austro-tedesche furono fermate proprio in prossimità del Piave. Armando Diaz occupò il posto di Cadorna dopo la sconfitta di Caporetto e riuscì ad arginare l’ulteriore attacco austro-tedesco della Battaglia del solstizio del 15 giugno 1917. Successivamente, le truppe francesi e americane con continui e mirati attacchi alle linee nemiche riuscirono a far indietreggiare le truppe austro-tedesche; l’8 agosto ad Amiens le truppe dell’Intesa sconfissero pesantemente le truppe dell’Impero Asburgico il quale iniziava a risentire anche a livello politico delle numerose sconfitte riportate sui campi di battaglia. Il 24 ottobre con la Battaglia di Vittorio Veneto le truppe italiane coadiuvate dagli eserciti franco-statunitensi conquistarono la vittoria definitiva.

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Il 4 novembre 1918 l’Impero Austro-Ungarico firmò con l’Italia l’Armistizio di Villa Giusti il quale sanciva la chiusura del conflitto tra Austria e Italia e, anche la fine dell’Impero Austro-Ungarico, di fatti, la resa dell’Austria provocò nei Paesi annessi all’Impero numerosi tumulti per l’indipendenza da Vienna: a Praga il Consiglio nazionale cecoslovacco prese piene funzioni di Governo e si dichiarò indipendente da Vienna; Croazia e Dalmazia delinearono la loro indipendenza e la futura creazione di uno Stato in cui serbi, croati, e sloveni potessero convivere pacificamente, l’ultimo governo a staccarsi da Vienna fu il governo di Sarajevo.

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La fine del Conflitto - La caduta dell’impero Austro-ungarico e la sua completa disgregazione alla firma dell’armistizio con l’Italia non fermò la Germania, la quale continuò ad oltranza e nonostante le numerose perdite umane, a combattere sui fronti ancora aperti contro le truppe dell’Intesa maggiormente rinvigorite con l’arrivo dei sostegni Statunitensi. Ben presto però lo scontento popolare per le vicissitudini della guerra provocò disordini all’interno dello Stato generando una vera e propria Rivoluzione (Prima Rivoluzione Tedesca) e all’interno delle truppe che molto più frequentemente si rifiutarono di combattere consegnandosi direttamente al nemico, portarono la Germania alla resa e alla firma del Trattato di Compiègne entrato in vigore l’11 novembre 1918.