Federico Barbarossa: biografia, eventi e dieta di Roncaglia

Federico Barbarossa: biografia, eventi e dieta di Roncaglia A cura di Edoardo Angione.

Federico Barbarossa: biografia ed eventi legati alla storia dell'Imperatore del Sacro Romano Impero. Dalla discesa in Italia, al rapporto con i comuni

1Biografia di Federico Barbarossa

Conosciuto in Italia come Federico Barbarossa, Federico I Hohenstaufen (1123 circa - 1190) fu il duca di Svevia (dal 1147), re di Germania e sacro romano imperatore (dal 1152 al 1190). Barbarossa ha sfidato l’autorità papale e tentato di stabilire una predominanza tedesca nell’Europa occidentale, ma lo ricordiamo in particolare per la sua lunga lotta contro i comuni della Lombardia (1154-1183) durante la quale inviò sei spedizioni verso sud. Morì improvvisamente nell’odierna Turchia, durante l’attraversamento di un fiume, diretto verso la Terrasanta nel corso della Terza Crociata

2I primi anni

Miniatura rappresentante Federico Barbarossa
Miniatura rappresentante Federico Barbarossa — Fonte: ansa

Federico Barbarossa nasce in una delle famiglie più potenti dell’Europa medievale: suo padre è il duca di Svevia Federico II di Hohenstaufen (1090-1147), detto il guercio; sua madre Giuditta, figlia del duca di Baviera Enrico IX, detto il superbo, appartiene alla potente dinastia dei Guelfi. Dopo aver ereditato il titolo di Duca di Svevia da suo padre (1147), Federico verrà eletto Re di Germania il 4 marzo del 1152, a Francoforte, succedendo così a suo zio Corrado III, anche grazie all’appoggio del duca di Sassonia (nonché suo cugino) Enrico il Leone. Riunendo due delle dinastie più importanti dell’epoca, i Guelfi e gli Hohenstaufen, si pensava che Barbarossa avrebbe portato la pace nell’Impero. In realtà Barbarossa, che godeva in Germania di appoggi concreti e compatti, dovrà da subito fare i conti con una situazione geopolitica difficile.

  • Come avevano fatto molti suoi predecessori, l’Imperatore si rifiuta di riconoscere la preminenza del papato, iniziando immediatamente a nominare vescovi in aperta violazione del Concordato di Worms (1122)
  • La politica dell’Europa Occidentale stava cambiando: l’Impero Bizantino, sotto la guida di Manuele I Comneno, era diventato un fattore determinante in Italia e nel Mediterraneo. La Sicilia e l’Italia meridionale si erano riunite nel regno normanno di Ruggero II (1130). Nell’Italia settentrionale le città Lombarde, che già avevano dato qualche problema ai predecessori del Barbarossa, erano diventate molto potenti, arrivando spesso a cacciare i propri vescovi perché erano stati investiti dall’Imperatore, e non dal papa, e spesso costituendosi in comuni.

Contrariamente al suo predecessore, Federico Barbarossa non rinnova il trattato di alleanza che c’era stato tra il suo predecessore, Corrado III, e Manuele Comneno contro Ruggero II di Sicilia. A causa di ciò, il papa Eugenio III era concretamente minacciato a sud dai Normanni, mentre all’interno doveva fare i conti con le insurrezioni comunali a Roma. Il papa sarà così costretto, in occasione della Dieta di Costanza nel marzo del 1153, a stabilire un accordo con l’imperatore, che si impegnava a non appoggiare il comune a Roma e a non riappacificarsi con i Normanni senza il parere favorevole di Eugenio III, che in cambio avrebbe incoronato Federico come imperatore, permettendogli di mantenere i diritti imperiali. Per questo motivo Barbarossa, nell’ottobre del 1154, scende per la prima volta in Italia.

3La prima discesa in Italia di Federico Barbarossa

Diretto verso sud per appoggiare il papa contro il re di Sicilia, Federico Barbarossa si ferma in Lombardia. Nella prima metà del XII secolo, i comuni italiani settentrionali si erano appropriati di una serie di diritti che spettavano all’imperatore. Alcuni comuni poi, ed in particolare Milano, stavano tentando di dominare i feudatari locali ed i comuni minori: le città di Lodi, Pavia e Como avevano inviato degli ambasciatori alla Dieta di Costanza per implorare l’aiuto imperiale. A Roncaglia, Federico Barbarossa promulga un editto per ribadire i propri diritti di Imperatore in Italia, revocando ai comuni tutte le regalie usurpate da molti decenni.

Monumento ad Arnaldo da Brescia
Monumento ad Arnaldo da Brescia — Fonte: ansa

Milano si era rifiutata di far passare le truppe imperiali nel proprio territorio, rifiutando l’editto di Roncaglia. Per questo motivo Federico Barbarossa aveva assediato Tortona, importante alleato di Milano, prendendola per sete e radendola al suolo (aprile 1555). Ma Barbarossa non risparmierà una serie di comuni come Chieri ed Asti.

A Monza, l’Imperatore sarà incoronato re d’Italia per poi proseguire il suo viaggio verso Roma, dove lo attendeva la corona imperiale. Nel frattempo Eugenio III era morto, riconoscendo il Comune di Roma come entità politica. Il nuovo papa, Adriano IV (1154) era riuscito, colpendo la città di Roma con un interdetto, a far espellere il predicatore Arnaldo da Brescia, tra le voci più importanti della ribellione di Roma, e tra i più appassionati avversari, in seno alla Chiesa, del potere temporale del papa. Federico Barbarossa consegna il religioso ribelle al prefetto di Roma, che ne autorizzerà la condanna a morte. A questo punto Adriano IV può onorare il Trattato di Costanza, e Federico Barbarossa, nonostante i tumulti ed il parere contrario dei romani, viene incoronato imperatore a Roma il 18 giugno del 1155. Rimaneva da affrontare il problema dei Normanni.

Ritratto di Papa Adriano IV
Ritratto di Papa Adriano IV — Fonte: istock

Nel Regno di Sicilia, dal 1154 governato da Guglielmo I, c’era stata una ribellione di baroni ribelli appoggiati da Manuele Comneno e dal Papa. Federico Barbarossa, anche su richiesta del papa, vorrebbe intervenire, ma è costretto a tornare in Germania perché i nobili tedeschi si rifiutavano di appoggiare un attacco al regno di Sicilia. Il papa tenta comunque di muovere guerra a Guglielmo I, che però riesce a sedare la rivolta interna, e costringe il papa a ratificare il Trattato di Benevento (1156), con cui otterrà, tra le altre cose, alcuni diritti speciali sulla chiesa siciliana. Questo andava in diretto contrasto con i diritti imperiali stabiliti a Costanza qualche anno prima, e sembrava quasi che il papa volesse servirsi dei Normanni contro l’Imperatore, come ai tempi di Gregorio VII. Nel 1157 il papa manda un suo delegato, il grande giurista Rolando Bandinelli (il futuro papa Alessandro III) alla Dieta di Besançon, ed in questa occasione, a causa di una serie di fraintendimenti più o meno voluti, l’Impero ed il papato entreranno in conflitto aperto.

4La seconda discesa in Italia di Federico Barbarossa

Tornato in patria, Federico Barbarossa risolvere alcune importanti questioni. Nel 1156 restituisce la Baviera a suo cugino Enrico il Leone. A luglio consolida la sua influenza sulla libera contea di Borgogna sposando Beatrice, figlia del conte Rinaldo III. In Germania, l’obiettivo di Federico Barbarossa è stabilire il proprio dominio personale in contrapposizione a quello dei feudatari. Nel frattempo però i conflitti col pontefice non si erano arrestati: approfittando dell’assenza del Barbarossa, Milano aveva ripreso ad agire autonomamente, tra le altre cose ricostruendo Tortona. Per questo nel luglio del 1158 l’imperatore torna in Italia per la seconda volta: per far valere fino in fondo i suoi diritti, già sanciti 4 anni prima, sui comuni lombardi, è accompagnato da un esercito ben più cospicuo.

Federico Barbarossa con suo figlio Enrico VI e Federico duca di Svevia
Federico Barbarossa con suo figlio Enrico VI e Federico duca di Svevia — Fonte: ansa

Per “punire” la città di Milano, Federico Barbarossa la assedia, costringendola dopo la resa a pagare una pesante penale e a riconoscere la nomina imperiale dei consoli. Ridotta Milano all’impotenza, Federico Barbarossa può convocare una nuova dieta a Roncaglia, nel novembre del 1158: stavolta, con la constitutio de regalibus la revoca delle regalie usurpate dai comuni è pressoché totale, nonché basata sul diritto romano grazie alla collaborazione con insigni giuristi dell’Università di Bologna. I comuni che non volevano rinunciare alle regalie erano tenuti a pagare pesanti tributi annui, ma anche a riconoscere formalmente che la fonte di questi poteri era comunque l’Impero. Sempre a Roncaglia, con la constitutio pacis, venivano proibite le alleanze tra città e qualunque forma di guerra intestina.

Per controllare l’Italia da un punto di vista politico ed economico, Federico Barbarossa tenterà di stabilire un sistema di amministrazione efficiente, dove i comuni sarebbero stati controllati da ufficiali imperiali fidati (i ministeriales). Ciò che per l’Imperatore erano diritti naturali, tuttavia, per le città italiane (anche quelle filo-imperiali), abituate ormai alla libertà, erano soprusi. A questo si aggiungeva il contrasto con il papato per le elezioni dei vescovi, che stava diventando sempre più insanabile.

5Papi e antipapi

Ritratto di Papa Alessandro III
Ritratto di Papa Alessandro III — Fonte: ansa

A non apprezzare la politica accentratrice dell’Imperatore in Italia non erano soltanto le città, ma anche e soprattutto il papa. Adriano IV muore improvvisamente il 1º settembre del  1159, e la maggioranza dei cardinali nomina suo successore Alessandro III (1159 - 1181). Proprio come ai tempi della Dieta di Besançon, questo papa giurista sostiene con fermezza la supremazia del papato sull’impero.

Federico Barbarossa accetta la sfida: nel febbraio del 1160 nomina un papa a lui favorevole, o per meglio dire un antipapa: Vittore IV. Per ufficializzarne l’elezione, l’imperatore convocherà anche un concilio a Pavia, disertato naturalmente dalla maggioranza dei cardinali non tedeschi, dove Alessandro III viene scomunicato. D’altro canto Alessandro potrà contare sul supporto di moltissimi cardinali, ma soprattutto dei comuni lombardi e di Guglielmo di Sicilia. Alla luce di ciò, il papa - che si rifugia nella campagna romana e poi in Francia - scomunica a sua volta Federico Barbarossa e Vittore IV.

Dipinto di Federico Zuccari: Federico Barbarossa che rende i suoi pubblici omaggi a Alessandro III
Dipinto di Federico Zuccari: Federico Barbarossa che rende i suoi pubblici omaggi a Alessandro III — Fonte: ansa

Con il supporto di ingenti rinforzi provenienti dalla Germania e dall’Ungheria, nel 1162 Federico Barbarossa torna a colpire Milano: la città non solo continuava a non accettare le direttive dell’imperatore, ma si era schierata con Alessandro III, scomunicando i vescovi che avevano giurato fedeltà al Barbarossa, ed aveva approfittato dell’occasione per espandere il proprio territorio, conquistando la città di Lodi. Dopo un assedio di circa un anno, Milano capitola il 10 marzo del 1162, i milanesi vengono dispersi e la città viene rasa al suolo. A questo punto Federico Barbarossa fa distruggere le mura di altre città ribelli (Brescia e Piacenza). Giunto all’apice del suo potere, può finalmente tornare in Germania.

6La terza e la quarta discesa in Italia di Federico Barbarossa

Il Barbarossa torna di nuovo in Italia nell’ottobre del 1163, stavolta sedare una ribellione di comuni nell’attuale Veneto. Stavolta la permanenza è breve e priva di successo: l’imperatore non dispone di una quantità di forze sufficiente a domare la rivolta. Ammalato e privo del supporto di cui aveva bisogno da parte degli alleati, è costretto a ripiegare per il momento in Germania. In sua assenza Alessandro III, ormai riconosciuto da quasi tutti i sovrani d’Europa, può insediarsi nuovamente a Roma nel 1165.

Alla morte di Guglielmo I di Sicilia (1166), principale protettore del papa, Federico Barbarossa, in testa ad un possente esercito, parte alla fine dell’anno per riconquistare l’Italia e assestare il colpo decisivo ad Alessandro III. In Lombardia si rende conto che l’accoglienza, anche da parte delle città che in passato lo avevano appoggiato contro Milano, è molto fredda.
Federico Barbarossa combatte per alcuni mesi in Lombardia e marcia su Ancona, e nel frattempo la sua avanguardia sconfigge le forze dal papa a Roma. L’imperatore raggiunge finalmente Roma, da vincitore, il 24 luglio: occupa la città e si fa di nuovo incoronare imperatore dall’antipapa, preparandosi ad attaccare il regno di Sicilia. Sarà una violenta epidemia, probabilmente di malaria a costringere le forze imperiali a tornare di nuovo in Germania, dopo che alcuni dei più fidati uomini dell’imperatore avevano trovato la morte. Quanto ad Alessandro III, per il momento era riuscito a rifugiarsi presso i Normanni a Benevento. 

7Federico Barbarossa e la Lega Lombarda

Federico Barbarossa e l'assedio di Alessandria
Federico Barbarossa e l'assedio di Alessandria — Fonte: ansa

Ancora una volta, l’assenza dell’imperatore fornisce ai comuni Lombardi tutto il tempo necessario per organizzarsi in modo efficace. La Constitutio pacis del 1158 proibiva ai comuni riunirsi in leghe, ma in aperta contravvenzione a ciò i comuni veneti si riuniscono nella Lega Veronese. In Lombardia anche le città più fedeli al Barbarossa, come Cremona, rendono possibile la formazione di una Lega Lombarda: secondo una tradizione molto incerta, il solenne giuramento dei comuni Lombardi sarebbe avvenuto a Pontida il 7 aprile del 1167, e l’unione definitiva sarebbe avvenuta a dicembre. La Lega Lombarda, che attirava anche i signori feudali, ed era appoggiata dal Regno di Sicilia e da Bisanzio, ricostruisce rapidamente Milano, e nel 1168 fonda una nuova città, Alessandria, in onore del papa. 

Federico Barbarossa nel frattempo aveva risolto alcune controversie in patria e fatto eleggere suo figlio Enrico re dei Romani. Nel 1174, radunato ancora una volta un possente esercito, torna per la quinta volta in Italia, dove, senza successo, tenta di assediare Alessandria e poi Ancona. La Lega Lombarda è in possesso di un esercito perfettamente in grado di competere con quello imperiale: per questo le ostilità continuano per tutto il 1175. Per sconfiggere la Lega Lombarda, Federico Barbarossa ha bisogno di rinforzi militari, ma suo cugino Enrico il Leone, il più potente tra i suoi feudatari, non gli fornisce gli aiuti militari sperati. Anche per questo motivo, quando l’esercito della Lega Lombarda sorprende le forze di Federico Barbarossa a Legnano, il 29 maggio del 1176, l’esito per l’imperatore è disastroso.

Papa Alessandro III che pesta il collo di Federico Barbarossa, dopo averlo sconfitto
Papa Alessandro III che pesta il collo di Federico Barbarossa, dopo averlo sconfitto — Fonte: ansa

A questo punto Federico Barbarossa è costretto a firmare la pace con Alessandro III, che riconosce come pontefice unico e legittimo in occasione della pace di Venezia del 21 luglio del 1177. Nel frattempo, l’imperatore firmava una tregua di sei anni con i comuni. Soltanto con la pace di Costanza (25 giugno del 1183) il Barbarossa riconoscerà formalmente la Lega Lombarda e le libertà dei comuni, che dal canto loro si impegneranno a pagare un indennizzo e ad accettare formalmente il potere imperiale.

8La terza crociata di Federico Barbarossa

In Germania, nel frattempo, il potere di Enrico il Leone, cugino di Federico Barbarossa e Duca di Sassonia, era cresciuto a dismisura. Oltre ad essersi rifiutato di prestare aiuto militare a Barbarossa nel 1176, il duca aveva ripetutamente molestato altri principi tedeschi: nel 1180 Federico Barbarossa lo priverà delle sue terre, dividendole poi a feudatari di comprovata fedeltà. L’imperatore sarà in Italia per la sesta volta nel 1184, stavolta senza intenti bellicosi, ma per formalizzare l’incoronazione di suo figlio Enrico VI ad imperatore, richiesta a cui il papa Lucio III non acconsentirà per paura che la carica diventasse ereditaria.

Miniatura raffigurante il viaggio di Federico Barbarossa verso la terza crociata, nel quale egli morirà
Miniatura raffigurante il viaggio di Federico Barbarossa verso la terza crociata, nel quale egli morirà — Fonte: ansa

Poco tempo dopo la caduta di Gerusalemme nel 1187, papa Gregorio VIII proclamerà una crociata, la terza, per la riconquista della terra santa. Federico Barbarossa aveva partecipato in gioventù alla fallimentare Seconda Crociata, e stavolta, prima di farsi crociato in occasione della dieta di Magonza (27 marzo 1188), prenderà una serie di precauzioni

Federico Barbarossa intendeva portare fino in fondo il ruolo di guida della cristianità che era convinto gli spettasse in quanto Imperatore, ma le cose andranno diversamente. Dopo aver attraversato l’Ungheria, i Balcani e l’Ellesponto, Federico I Barbarossa, ormai piuttosto anziano per l’epoca, morirà per affogamento in Anatolia nel giugno del 1190, mentre il suo esercito attraversare il fiume Göksu.