Professione fecondatore laico

Di Marta Ferrucci.

E' un professionista che raccoglie le domande provenienti dagli allevatori organizzando il lavoro presso le aziende nelle quali provvede al miglioramento della razza

a cura di Marta Ferrucci

Questa figura professionale si interessa del

miglioramento genetico della razza zootecnica attraverso un processo di fecondazione artificiale effettuata mediante l'uso di seme di riproduttori selezionati in laboratorio.

Non é un masturbatore nazista bensì un professionista che raccoglie le domande provenienti dagli allevatori, in coordinamento con le associazioni e con le istituzioni pubbliche, organizzando il lavoro presso le aziende nelle quali provvede, d'intesa con il veterinario, all'identificazione delle femmine riproduttrici più adatte (mucche, scrofe e pecore) al miglioramento della razza, ed opera la fecondazione per mezzo del seme selezionato. Egli inoltre collabora con gli enti preposti alla sorveglianza delle riproduzioni mediante la registrazione dei diversi atti fecondativi.
Al fecondatore laico, che ha una funzione di consulente del veterinario presso gli allevatori, è richiesto una notevole esperienza nonchè la capacità di collegamento tra l'attività di ricerca e quella di miglioramento genetico.

Come si accede a questa professione? Il livello di qualificazione richiesto é la laurea in Scienze della Produzione; il corso di laurea è stato istituito come sintesi innovativa della cultura agraria e veterinaria per corrispondere alle esigenze moderne di tutte le attività che sono coinvolte nel sistema delle produzioni animali: dalla realizzazione dei mezzi di produzione, all'allevamento delle diverse specie, alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, al complesso dei servizi, alle tematiche ambientali, ecc.

Le migliori sedi dove frequentare questa facoltà: secondo un articolo della "Repubblica.it" le migliori sedi della facoltà di Agraria sono a Bologna, Milano, Padova, Piacenza e Napoli.

Il master: da quest'anno la facoltà ha anche un master ad hoc: il "master in sviluppo sostenibile".

Leggi sanitarie di riferimento: RD 27 luglio 1934, n.1265