Bruner: Evoluzione - Cultura e Istruzione

Di Micaela Bonito.

La cultura secondo Bruner. Il processo cognitivo. Spiegazione della Teoria dell'apprendimento di Bruner.

Argomenti trattati: orientamenti della psicologia americana nel primo 900 - evoluzione - cultura e istruzione - oltre la scuola attiva - basi pedagogiche di Bruner - Caduta del Mito

EVOLUZIONE - CULTURA E ISTRUZIONE

Bruner chiarisce ciò che va considerato innato e acquisito nei fattori che intervengono nei processi cognitivi.
Introduce la nozione di modello: sistema psichico di riferimento sia delle modalità della rappresentazione che dell’inferenza percettiva e concettuale (è personale, del soggetto quando conosce) e sostiene che i fondamenti di simili modelli appartengono al patrimonio innato e sono:
- l’idea di causa e effetto, come struttura di connessione tra dati
- l’idea di identità, come fondamento del riconoscimento percettivo
- il principio di gerarchia, come struttura di ordinamento per classi
- modalità strutturali del linguaggio o universali linguistici
questi modelli si sviluppano in funzione degli usi della cultura e in seguito vengono adattati agli usi individuali

Innatismo: i fattori invarianti della conoscenza (i principi della sua organizzazione) risultano connessi alla trasformazione dei modelli rappresentativi, in funzione degli usi sociali e della cultura --> l’essere umano è portatore di qualcosa di universale che lo accomuna ad ogni altro essere umano, ma nello stesso tempo ha tratti distintivi di natura individuale; questi tratti vincolano le nostre attività percettive e concettuali.
E' importante anche l’evoluzione che gli esseri umani conoscono grazie alla loro esperienza sociale --> fondamentale è l’uso degli oggetti:
- amplificatori delle capacità motorie umane: grande varietà di arnesi
- amplificatori delle capacità sensorie: mezzi di comunicazione
- amplificatori delle capacità raziocinative umane: linguaggio, mito, teoria, spiegazione

La cultura diventa lo strumento principale per garantire l’adattamento con le sue tecniche di trasmissione. Una pedagogia dell’adeguamento alla natura del bambino non è più proponibile perché:
- il bambino è il prodotto di un’evoluzione biologica e sociale
- l’adattamento ad una società in trasformazione e caratterizzata da un’informazione altamente simbolica richiede abilità naturali sempre più specializzate, sostenute dalla rappresentazione simbolica.

Se il ritmo evolutivo è quello che va dall’azione all’immagine al simbolo, all’istruzione della civiltà contemporanea è un’adeguata accelerazione dei ritmi di sviluppo. Per dare forza alla sua tesi Bruner riporta ai termini estremi le forme dei processi di apprendimento nelle società primitive:
- fra gli adulti e i bambini le sfere sociali sono differenziate solo secondo le relative capacità;
- fin dall’inizio il bambino è orientato verso la stessa realtà degli adulti.

Al contrario in una civiltà tecnologicamente avanzata:
- il processo di apprendimento perde il suo carattere di continuità con la vita adulta;
- l’apprendimento si svolge al di fuori del contesto dell’azione e lontano dalla percezione diretta della realtà;
- prevale la comunicazione simbolica;
- la conoscenza e l’abilità diventano sempre più smisurate e così anche i limiti di queste che tutti possono raggiungere;
- si sviluppa una netta distinzione tra il mondo degli adulti e quello dei bambini;
- si sviluppa una nuova tecnica per istruire i giovani fondata soprattutto sul conoscere e sul sapere anziché sul fare;
- il mondo dell’apprendimento del fanciullo a scuola si distacca dalla vita, dal contesto immediato dell’azione sociale.

Bruner prende atto della crisi irreversibile della scuola attiva di Dewey:
occorre prendere atto che la società è sempre più formalizzata, quindi la scuola deve rapidamente superare i momenti dell’azione e dell’immaginazione per introdurre gli alunni nel mondo dei simboli; occorre anche lasciare spazio alle emozioni, alla metafora, al mito, all’invenzione e alla creatività; richiama l’attenzione sui tratti reali della società di oggi per permettere la sopravvivenza e l’evoluzione degli esseri umani; il fine formativo dell’uomo del presente-futuro è l’eccellenza o l’ideale della perfezione.
Il soggetto è protagonista e occorre che vada al di là dell’informazione data.
Il modello formale di Bruner che sta sotto a tutte le strategie cognitive è di grande interesse pedagogico per l’importanza che dà all’inferenza, all’intuizione e alla creatività.

Il processo cognitivo secondo Bruner è diviso in 2 fasi:

  1. salto dai dati dei sensi ad un’ipotesi di prima approssimazione derivante dal rapporto tra l’informazione in arrivo e un modello formatosi internamente e basato sull’esperienza passata.
  2. ricerca di conferma in cui l’ipotesi iniziale viene messa alla prova di dati ulteriori (se c’è concordanza l’ipotesi viene mantenuta, altrimenti viene modificata fino alla soluzione).

Al contrario dell’uomo del comportamentismo (trattenuto da relazioni meccaniche), dell’uomo della psicanalisi (che agisce sulla base di impulsi), dell’uomo attivo di Dewey (che necessita dell’azione come movente del suo pensiero), l’uomo di Bruner è visto come un elaboratore di informazioni all’interno di un processo cognitivo nel quale i dati della situazione ambientale e di esperienza sono superati dall’inferenza o dalla creatività (mie capacità cognitive, atti di conoscenza).

Il soggetto va sempre al di là dell’informazione data attraverso:
- l’inferenza --> gli esseri umani riescono a risalire da pochi spunti o indizi ad una classe si identità o equivalenza (grande economia di processi adattivi all’ambiente).
- invenzione o atto intuitivo o creatività --> uno schema viene trasferito a dei dati precedentemente giudicati eterogenei rispetto ad esso (inscrizione di dati entro un nuovo sistema di codificazione).
L’inferenza intuitiva non è una sequenza per prove ed errori (comportamentismo), né un’ipotesi da mettere alla prova mediante le conseguenze dell’azione (dewey), ma è un atto autonomo di conoscenza, tanto più produttivo quanto più ricco è l’insieme dei modelli già posseduti dal soggetto. Intuizione e creatività non nascono dal vuoto ma dal patrimonio conoscitivo del soggetto e dalla sua abilità di utilizzare i propri modelli. Ricordare è riflettere o ricostruire sulla base di un principio una serie di dati.

Teoria dell’apprendimento di Bruner --> un apprendimento efficace:
- richiede la sollecitazione di un atteggiamento che guidi la persona a procedere in modo non meccanico
- postula uno stato motivazionale ottimale
- richiede che la comprensione sia considerata un fattore più importante dell’esercizio
- apre la mente alla generalizzazione e al transfert
- sollecita strategie inventive e creative in funzione della costruzione di modelli formali e della creazione di sistemi di codifica generalizzanti che consentano di andare oltre i dati, verso nuove e fruttuose previsioni .