Essere belli e magri aiuta a trovare lavoro e fa guadagnare di più

Di Gina Pavone.

I dati di due recenti ricerche parlano chiaro: le donne in sovrappeso sono penalizzate sul lavoro. Stesso discorso per gli uomini, ma solo per chi è obeso.

Di fronte a un mondo del lavoro sempre più difficile e inacessibile, con poche possibilità per chi, per ragioni anagrafiche, ci si affaccia solo ora, suggeriamo una piccola, amara riflessione. Essere belli e magri aiuta a trovare lavoro: per quanto spietata, questa affermazione sembra ormai confermata da una serie di studi, di cui gli ultimi due realizzati separatamente da ricercatori americani e tedeschi. Giungendo alle stesse conlusioni: essere magri, letteralmente, paga.

Entrambe le ricerche, infatti, hanno evidenziato sostanziali differenze retributive non in relazione a competenze, bravura o impegno. Invece quel che sembra davvero essere importante è il peso corporeo: donne e uomini più snelli sono risultati avere lavori più gratificanti e meglio pagati.

Allora l'ingiusto parametro di selezione tocca anche agli uomini, ci si potrebbe consolare. Invece no, in realtà non proprio: le cose sono comunque più gravi e difficili per le donne. Perché per loro le discriminazioni cominciano già col sovrappeso, mentre per gli uomini le cose si fanno più difficili solo una volta superata la soglia dell'obesità.

Secondo i dati raccolti dai ricercatori, le donne sottopeso, o comunque più magre rispetto alla media, guadagnano circa 15mila dollari l'anno in più rispetto alle altre. Mentre, all'inverso, le donne più rotonde rispetto alla media risultano guadagnare circa 13mila dollari l'anno rispetto alle altre.

Andando a guardare i dati maschili, invece, si scopre che la penalizzazione che tocca i più grassi si ferma a circa 8mila dollari l'anno, e che riguarda solo quelli che superano la soglia dell'obesità, e quindi non quella del semplice sovrappeso, come per le donne.

Fonte: feministe.us