Terza media, genitori in ansia per l'esame più dei figli. I consigli della psicologa

Di Marta Ferrucci.

Assistono in tutto e per tutto in figli e sfogano sui social l'ansia per gli esami che stanno iniziando. Ecco chi sono i genitori 2.0 alle prese con gli esami di giugno e quali rischi stanno facendo correre ai loro ragazzi

TERZA MEDIA E GENITORI IN ANSIA - "Sono tesa come se l'esame lo dovessi fare io", scrive Costanza su Twitter. "Certo che le notti prima degli esami dei genitori sono forse peggio di quelle dei figli", cinguetta Claudio. Qualcuno posta addirittura la foto della tesina che sta preparando per il figlio.
Sono i genitori ansiosi 2.0 alle prese con i figli che crescono, forse increduli e quindi con il bisogno di tenere tutto sotto controllo e di vivere con loro e anche un po' al posto loro, le ansie e le emozioni dei figli.

I consigli dello psicologo contro lo stress

L'OPINIONE DELLA PSICOLOGA - Giugno è un mese di esami che tra studenti di terza media e maturandi coinvolge oltre 1 milione di ragazzi. Abbiamo voluto capire meglio quali sono i risvolti e le implicazioni di questi comportamenti intervistando la Dott.ssa Eleonora Manna, Psicologa e direttrice del Cipsal di Roma: "Queste forme di coinvolgimento mettono in mostra un attaccamento ansioso che ha molti altri risvolti. Non è solo una problematica inerente alle prestazioni ma una forma di attaccamento che nasce alle origini. E' un problema sempre più diffuso che riscontro in molti genitori" - ci dice la Dott.ssa Manna - "che li porta a stare sempre su un livello di iper vigilanza. Manca l'accettazione delle caratteristiche del bambino che nasce con qualità e propensione a certe competenze. Ma se non si parte dall'accettazione che il figlio è diverso da se' ed ha caratteristiche specifiche si stara' sempre alla ricerca di quello che non ha".

Quando l'identificazione è troppo forte il problema è nella relazione tra genitore e ragazzo che va rivista perché i figli non sono prolungamenti dei genitori e non hanno le stesse problematiche.

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Quali potrebbero essere, ad esempio, gli effetti collaterali di un genitore che fa i compiti o realizza la tesina al posto del figlio? "Questi comportamenti" - prosegue la Dott.ssa Manna" - annientano il livello di autonomia e autostima dei ragazzi perché non gli consentono di sperimentarsi come esseri fallibili. Se i ragazzi non prendono coscenza dei propri limiti non si conosceranno mai e non si sentiranno all'altezza della realtà circostante".