Esame all'università: come funziona una raccomandazione

Di Valeria Roscioni.

Le intercettazioni dei carabinieri di Firenze

Per prendere 30 a un esame basta conoscere la persona giusta. O almeno così sembra stando a quanto riportato da Repubblica.it che ha reso pubblica una parte delle intercettazioni effettuate dai carabinieri del Ros di Firenze. Stando alla trascrizione ai due capi del telefono ci sarebbero state Maria Rita Lorenzetti, ex presidente Pd della Regione Umbria e allora presidente di Italferr, e la professoressa Gaia Grossi, ordinaria di Chimica generale all'università di Perugia e suo ex assessore alle Politiche sociali alla Regione Umbria. Oggetto della discussione: uno studente di odontoiatria che, avendo urgenza di aprire uno studio a Terni, deve assolutamente superare l’esame di patologia generale.

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Come in una strana versione della Fiera dell’Est, quindi, il padre del povero studente avrebbe chiamato la Lorenzetti, che a sua volta si sarebbe rivolta alla Grossi che, dal canto suo, avrebbe contattato il Rettore affinché parlasse direttamente con la professoressa da ammorbidire.

IL CONCORSO TRUCCATO A LA SAPIENZA

Il risultato? Un giro di telefonate e incontri che si sarebbero concluse con la seguente frase della professoressa Grossi: "Istruzioni per l'uso. Il capo è andato in laboratorio ieri. Ha parlato con i suoi, ha visto le analisi, sono tutte positive. Quindi la prognosi è positiva". Detto, fatto: “Tutto a posto. 30. Grazie e ringrazia il capo" sarebbe stato poi, sempre secondo Repubblica, il messaggio inviato dalla Lorenzetti per comincare il "felice" esito della vicenda. Felice, almeno dal suo punto di vista.