Maturità 2016: stop del Miur ai diplomifici

Di Chiara Casalin.

Maturità: dal Ministero parte la lotta contro i diplomifici. Ecco le misure per fermare il fenomeno della vendita dei diplomi

MATURITA’ 2016 – Ogni anno, già mesi prima della maturità, si inizia a sentir parlare sempre più spesso del fenomeno dei “diplomifici”, cioè di quelle scuole private che permettono di ottenere il diploma di maturità senza frequentare un solo giorno di lezione, e di solito anche senza aver passato molto tempo sui libri. Come? Basta pagare la rata di iscrizione alla scuola (di solito abbastanza alta) e con l’aiuto di professori compiacenti si ottiene il diploma senza troppa difficoltà. Negli anni questo fenomeno è diventato sempre più evidente: secondo un’analisi svolta da Repubblica.it prima dell’ultima maturità, infatti, negli ultimi cinque anni il numero di privatisti che si sono iscritti all’esame di Stato presso scuole paritarie è rimasto stabile, mentre è calato il numero di quelli che si iscrivono nelle scuole pubbliche, nonostante lì il costo per sostenere l’esame sia molto inferiore.
Ora però, in vista della maturità 2016, il Miur ha stabilito le misure per fermare questo fenomeno.

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MATURITA, STOP DIPLOMIFICI - Nel seminario su "La Buona scuola e il sistema delle scuole paritarie” tenutosi il 30 settembre, il Ministro Giannini e il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi hanno parlato del piano straordinario per contrastare i diplomifici e per garantire maggiore qualità e merito anche nelle scuole private. Secondo quanto si legge in un comunicato del Miur, le “armi” contro il fenomeno del “diploma facile” saranno: “maggiori controlli, anche grazie ai 52 ispettori in più previsti dalla Buona Scuola, e una task force per mettere a punto apposite linee guida di intervento sul tema dei cosiddetti diplomifici.”

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ESAME MATURITA’ - Lo scopo di questo piano straordinario sarà quello di individuare le scuole superiori nelle quali c’è un numero di diplomati molto più alto rispetto a quello degli studenti iscritti alle prime classi e a quelle intermedie.
Il Ministro Giannini ha affermato: “Sulla scuola paritaria abbiamo infranto molti tabù, trattandola come una gamba fondamentale del nostro sistema di istruzione. Ma dobbiamo affermare sempre di più il principio di qualità separando ciò che funziona da ciò che non funziona, chi fornisce un servizio da chi fa balzare i numeri degli studenti in occasione degli Esami di Stato. Metodo e merito sono due parole chiave della Buona Scuola e valgono anche per le paritarie".

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