Esame terza media 2017, prova di italiano: come scrivere la relazione di una gita

Di Chiara Casalin.

Prova italiano esame terza media: come si scrive la relazione di una gita o di un’attività scolastica. Guida completa con le regole su scaletta, stile e linguaggio

RELAZIONE SU UNA GITA SCOLASTICA

Per prepararsi ad affrontare l’esame di terza media di italiano è importante capire fin da subito come svolgere le diverse tipologie di tracce della prova, tra le quali troverai la relazione su una gita d’istruzione o su un’attività di laboratorio. Sappiamo bene che per quanto riguarda le gite non abbiamo nulla da insegnarti, ma in questa guida ti spieghiamo come mettere nero su bianco le tue esperienze, ovvero come scrivere nel migliore dei modi una relazione su una gita scolastica per l’esame di italiano.

1. Cos’è la relazione su una gita o un laboratorio
2. Lo stile e il linguaggio della relazione su una gita o un laboratorio
3. La scaletta per scrivere la relazione
4. Come scrivere la relazione su una gita
5. Come si scrive la relazione su un laboratorio
6. Esempio di relazione su un viaggio d’istruzione

Esame terza media: come scrivere una relazione di una gita
Esame terza media: come scrivere una relazione di una gita — Fonte: istock

1. COS’È LA RELAZIONE SU UNA GITA O UN LABORATORIO

La relazione è un testo di carattere informativo, che ha per l’appunto lo scopo di informare il lettore su ciò che è accaduto durante l’attività presa in considerazione, sia che si tratti di una gita (ok, chiamiamolo viaggio d’istruzione…) di un’attività di laboratorio o di un altro argomento.
La relazione su una gita, quindi, racconterà in modo dettagliato come si è svolta, dal momento della partenza fino a quello del ritorno, e la stessa cosa vale per gli altri argomenti.


2. LO STILE E IL LINGUAGGIO DELLA RELAZIONE SU UNA GITA O UN LABORATORIO

La relazione è un testo di tipo formale che cerca di descrivere in maniera il più possibile oggettiva le fasi di un evento o di un’attività. Per questo per scrivere la relazione su una visita di istruzione o su laboratorio ricorda ti usare uno stile e un linguaggio semplice e descrittivo, evitando di dare interpretazioni e di fare considerazioni personali. Chi legge deve capire con facilità come si è svolto il tutto, passo per passo.


3. LA SCALETTA PER SCRIVERE LA RELAZIONE

Prima di iniziare a svolgere la tua relazione per l’esame di italiano di terza media devi prenderti qualche minuto per ricordare bene come si è svolta l’uscita didattica o l’attività di laboratorio. Una volta che hai raccolto le idee inizia ad impostare il tuo tema tenendo bene in mente la scaletta da seguire. Ogni relazione, infatti, deve avere la seguente struttura, qualsiasi sia l’argomento trattato:

- Un’introduzione
- Un corpo centrale
- Una conclusione


4. COME SCRIVERE LA RELAZIONE SU UNA GITA PER L’ESAME DI TERZA MEDIA

Vediamo cosa scrivere nelle varie parti della tua relazione su un viaggio d’istruzione:

- L’introduzione: in questa sezione spiega al lettore di quale gita parli nel tuo tema. Scrivi in che giorno si è svolta, qual era la meta, lo scopo della visita e quali classi e professori hanno partecipato.

- Il corpo centrale: questa è la parte più ampia della relazione. Qui devi descrivere tutte le fasi dell’uscita didattica, iniziando dal momento della partenza e del viaggio. Scrivi a che ora siete partiti, quale mezzo di trasporto avete usato e quando siete arrivati a destinazione. Racconta poi cos’avete fatto durante la visita: c’era una guida? Di quali argomenti avete parlato? Riporta in modo preciso le informazioni e gli eventi più importanti.
Parla poi del rientro a casa e dell’orario di arrivo.

- La conclusione: in questa parte puoi fare delle considerazioni personali e dare delle opinioni, chiarendo il perché delle tue affermazioni. Spiega perché secondo te la visita è stata interessante e utile, oppure quali sono state le cose che potevano essere migliorate.
Es: “La gita mi è piaciuta perché…”, oppure “La visita al museo non si è dimostrata molto interessante perché…”


5. COME SI SCRIVE LA RELAZIONE SU UN LABORATORIO PER L’ESAME DI TERZA MEDIA

Nel caso di una relazione su un’attività di laboratorio, invece, gli argomenti di cui parlare nelle varie parti che la strutturano sono un po’ diversi. Ecco come qualche consiglio per svolgere la tua relazione su un attività svolta in classe:

- L’introduzione: spiega in modo molto breve quale attività avete svolto tu e i tuoi compagni e con quale professore o professoressa. Descrivi quale argomento avete trattato, qual era lo scopo del laboratorio e quali strumenti avete usato (attrezzi, libri, foto, film, ecc.)

- Il corpo centrale: in questa sezione devi invece descrivere in ordine cronologico tutte le fasi del lavoro. Cos’avete fatto all’inizio? Qual era il tuo compito e quello degli altri tuoi compagni? Quali sono stati gli step successivi? Cosa avete potuto osservare in ogni stadio del lavoro?
Esponi in modo chiaro, semplice e preciso cos’avete fatto e in quale modo.

- La conclusione: nella parte che chiude a tua relazione parla di quali risultati sono stati raggiunti. Cos’avete creato? Oppure quali dati avete raccolto? A quale conclusione siete arrivati con il vostro esperimento o ricerca?
Nelle ultime frasi puoi esprimere una tua opinione personale sull’attività che avete svolto, su com’è stato organizzato il laboratorio e sugli eventuali problemi che avete incontrato.


6. ESEMPI O DI RELAZIONE SU UN VIAGGIO D’ISTRUZIONE

Di seguito puoi leggere un esempio di una relazione su una gita scolastica, tratto dagli appunti di Studenti.it:

Relazione della visita al Parco archeologico di Populonia

Il giorno lunedì 28 marzo 2016 la classe terza A della scuola media “Mattei” ha svolto una gita d’istruzione al Parco archeologico di Baratti e Populonia, con l’accompagnamento degli insegnanti di lettere.
La visita è stata preceduta dalla spiegazione in classe e dallo studio storia del popolo etrusco.
Il giorno dell’uscita didattica siamo partiti dall’istituto alle ore 9:00 e, percorrendo con il pullman la superstrada con sbocco a Piombino, siamo giunti sul luogo di destinazione verso le ore 10:00. Una volta arrivati ci siamo incamminati verso il Centro Visita, dove abbiamo pagato il biglietto d’entrata, che includeva anche un servizio di visita guidata. Ci è stato spiegato che comunque era possibile circolare nel parco in modo autonomo, a patto di attenersi al rispetto dei monumenti e dell’ambiente.
Durante la visita abbiamo appreso che la tesi più corrente vuole che il nome Populonia derivi da quello della divinità etrusca di Popluna ,che qui avrebbe avuto un tempio votivo, luogo sacro per gli etruschi marittimi che costruirono la città diventata, poi, una delle più forti e più ricche dell’Etruria.
Populonia, unica città etrusca sorta sul mare, si sviluppò e divenne potente grazie alla lavorazione del minerale di ferro proveniente dall’Elba. La zona era immersa nei fumi delle fonderie a tal punto che i greci definirono l’Isola d’Elba, e probabilmente l’intero territorio del Golfo, con il nome di Aethalia: colei che fuma.
Il parco archeologico di Populonia è un bell’esempio di come deve essere valorizzato il patrimonio culturale del nostro Paese. In un’area molto vasta, dotata di ampi parcheggi, trovano posto il Centro Visita, il Centro di Archeologia Sperimentale, i percorsi naturalistici e, ovviamente, i percorsi archeologici guidati.
Il centro di Archeologia sperimentale introduce alla lavorazione della ceramica, della pietra e alla simulazione di scavi archeologici. I sentieri sono attrezzati con cartelli esplicativi, con tavoli ed aree per la sosta.
Le guide del parco sono appassionate e competenti e le visite hanno inizio ad orari stabiliti, con punti di partenza segnalati sulla carta: presso la Necropoli di San Cerbone e la Necropoli delle Grotte.
Il Centro Visita offre un’esauriente documentazione, con pannelli che spiegano la storia del luogo, degli scavi archeologici e degli usi delle antiche popolazioni locali.
Tra le cose particolarmente interessanti del Centro Visita c’è il corredo completo di una tomba della necropoli delle grotte, collocato dentro una teca così come è stato ritrovato dagli archeologici.
I servizi del Centro sono completati da un negozio dove si possono acquistare libri, videocassette e gadget, un punto ristoro e una sala multimediale.
Dopo una mezzora di sosta nel centro ristoro, all’arrivo della guida, ci siamo diretti a piedi verso la Via delle Cave, che permette di percorrere la parte alta del Parco, con un sentiero circolare che inizia al Campo dell’Arpia e conduce attraverso il bosco alla scoperta delle cave etrusche di calcarenite (pietra da costruzione detta anche “panchina”). Tutta l’area è stata utilizzata in età ellenistica (IV-III sec. a.C.) per ricavarvi tombe a camera, necropoli delle Grotte, (tombe cosiddette “limitrofe”, Tomba della Protone. Durante questo sentiero abbiamo potuto ammirare le tombe che gli etruschi vi scavarono, tra le quali, le tombe a schiera nella macchia attorno alle cave e la Tomba del Corridietro, che prende il nome dalla delicata decorazione a forma di onda che ne impreziosisce la camera.
Nella necropoli di Populonia sono presenti quasi tutte le tipologie dell’architettura funeraria etrusca: tombe a tumulo, a edicola, a cassone, sepolture scavate nella roccia e vere e proprie tombe rupestri. Nell’area bassa del Parco è situata la necropoli del Casone (VI-V secolo), con alcuni tumuli a pseudo-cupola, tombe a edicola, come la bellissima Tomba del Bronzetto di Offerente, e tombe a cassone. In prossimità del Centro Visita si trova la necropoli di San Cerbone e la tomba delle Pissidi Cilindriche (VII-VI secolo).
Dopo aver terminato la visita di questa necropoli, durata due ore, abbiamo proceduto verso la Via del Ferro, che mette in collegamento la parte bassa del Parco con il Centro di Archeologia Sperimentale attraverso i resti di antichi edifici legati all’attività siderurgica, vicino ai quali è stata riscontrata traccia di nuclei abitativi. Gli edifici industriali rimasero in funzione dalla seconda metà del VI sec. all’inizio del III sec. a.C. quando furono distrutti e al loro posto vennero ad accumularsi le scorie che, con il passare del tempo, coprirono anche le vicine necropoli, come quella del Cerbone.
Al termine della seconda parte della visita abbiamo raggiunto i pullman e siamo partiti per fare ritorno al nostro istituto scolastico, dove siamo arrivati alle 17.15.
La visita al Parco archeologico di Baratti e Populonia è stata una lezione molto interessanti e pratica, che ha permesso a noi studenti di consolidare le conoscenze apprese in modo teorico a scuola.