Eros e Thanatos

Di Micaela Bonito.

"pulsione di vita" e "pulsione di morte" alias Eros e Thanatos. Scopri cosa sono per Freud. Scopri che ruolo hanno nella teoria psicoanalitica

I METODI CLINICI

- Introduzione - Il metodo del colloquio clinico - Il metodo psicoanalitico

Il metodo psicoanalitico

Argomenti trattati:
Cenni sul fondatore - Studi sull’isteria - Il metodo delle "libere associazioni" - L’inconscio - I "punti di vista" psichici: le "topiche" freudiane - La "libido" - Il significato e la funzione del sogno - Eros e Thanatos - La psicopatologia della vita quotidiana: gli atti mancati - Il motto di spirito - Il significato dei sintomi - Transfert e controtransfert: significati e funzioni - La psicoanalisi come metodo scientifico: conclusioni

Eros e Thanatos

Come abbiamo visto, nella sistemazione complessiva che Freud elabora, la vita psichica appare dominata da 2 principi contrapposti: il "principio del piacere", che domina le pulsioni e la loro soddisfazione allucinatoria, e il "principio della realtà", che governa il processo secondario, e per il quale ci si rappresenta non ciò che è piacevole, ma ciò che è reale, anche se spiacevole.
Nell’ulteriore elaborazione, F. ricorre ad un’altra polarità: egli cioè ritiene che in ogni uomo operino essenzialmente 2 tipi di pulsioni:
- "pulsione di vita" ("Eros"), comprendente libido e pulsione di autoconservazione,
- "pulsione di morte" ("Thanatos"), che si manifesta in tendenze auto ed eterodistruttive. L’eterna lotta tra Eros e Thanatos costituisce la forma più profonda dell’ambivalenza, dell’angoscia e del senso di colpa nell'uomo.
Questi 2 principi, infine, consentono a Freud di estendere la teoria psicoanalitica anche a fenomeni sociali e culturali.

La psicopatologia della vita quotidiana: gli atti mancati

F. introduce l’espressione "atto mancato" – nella sua "Psicopatologia della vita quotidiana" (1900) - per definire tipiche manifestazioni dell’inconscio come i lapsus, gli errori di lettura e di scrittura, l’oblio dei nomi, la sbadataggine, lo smarrimento di oggetti e simili.
L’atto mancato ha il valore di un sintomo perché rivela l’esistenza di un conflitto tra l’intenzione cosciente e la pulsione rimossa. Approfittando della riduzione della sorveglianza dell’ Io, la pulsione rimossa riesce ad esprimersi, alterando il comportamento cosciente.
Così, distrazione, disattenzione, stanchezza e affini sono, di per sé, tutte condizioni che tutt’al più possono facilitare il verificarsi di un atto mancato, non però produrlo.
L’atto mancato rientra nei meccanismi di "spostamento" e, proprio in quanto soddisfa in modo manifesto un desiderio inconscio, rispetto a tale soddisfacimento costituisce un atto pienamente riuscito.

Il motto di spirito

Il motto di spirito – che possiamo caratterizzare in spirito di parola o spirito di pensiero, e che va opportunamente distinto dal comico, e accostato casomai all’arguzia – è una frase, una battuta o un breve racconto che serve ad esprimere, in maniera mascherata, e quindi accettabile, ciò che altrimenti sarebbe male accolto o quantomeno sconveniente.
Ciò, operando distorsioni di senso nelle singole unità lessicali (nel caso dello spirito di parola) o sulla struttura e sulla formulazione concettuale della frase (nel caso dello spirito di pensiero).
F. intese il motto di spirito come un atto creativo "liberatorio" (le istanze morali volte alla repressione dei desideri inaccettabili vengono sollevate dal loro compito censorio, permettendo un risparmio di energia psichica) ed il "piacere" che ne consegue è testimoniato dalla reazione del riso.
Così, se i motti si diversificano, per gli scopi, in tendenziosi ed innocenti, condividono in ultima analisi lo stesso obbiettivo, che è il ritorno al mondo infantile, luogo in cui per eccellenza è consentita la libera espressione.
Anche nel motto di spirito intervengono i 2 meccanismi psichici della "condensazione" e dello "spostamento" che operano nel sogno, per cui F. trova una corrispondenza tra motto di spirito e sogno (anche se questo, a differenza del primo, è per eccellenza un’attività intima e asociale) dato che, in entrambi i casi, è necessario risalire dal "contenuto manifesto" al "contenuto latente". Questo itinerario fa del motto di spirito una via d’accesso per l’inconscio.