Erasmus: perchè partire?

Di Marta Fanelli.

Ogni anno tantissimi studenti provenienti da tutti gli atenei italiani decidono di partire per l’Erasmus, ma quali sono le motivazioni che li spingono a prendere questa decisione? Ecco alcune testimonianze di ragazzi che hanno vissuto un periodo di studio all’estero

NORVEGIA - Irene, studentessa presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi è partita il 9 agosto 2012 per un Erasmus di 5 mesi con destinazione BI Norwegian Business School di Oslo.

Il criterio di selezione utilizzato dall’Università Bocconi prevede la possibilità di scegliere 5 mete da mettere in ordine di preferenza, viene poi fatta una graduatoria generale tra tutti coloro che fanno domanda e in base a questa si viene scelti per lo scambio. Per stilare la graduatoria si tiene conto della media e del numero di esami sostenuti così da agevolare chi è in corso rispetto ai fuori corso. Non è previsto alcun colloquio individuale, diversamente da altre università. Irene non ha avuto grandi problemi con la lingua inglese, prima della partenza era in possesso della certificazione IELTS e dopo poche settimane a Oslo ha subito notato un grande miglioramento sia nel parlare che nella comprensione. L’università di Oslo offre, agli studenti Erasmus, aiuto per trovare alloggio e organizza attività ed eventi per coinvolgere tutti gli studenti Erasmus.

MIGLIORI CITTA' IN CUI FARE L'ERASMUS

Per Irene è stata un’esperienza molto positiva, le ha dato possibilità di girare il nord Europa “sono stata a Copenaghen, Bergen, Stoccolma e Tromso” e aggiunge “Non ho particolari suggerimenti eccetto quello di partire senza paura, i primi giorni possono essere un po’ duri perché si è catapultati in una nuova realtà ma poi tutto è in discesa! E’ un’esperienza che cambia, ti fa crescere tantissimo”.

TEST: SEI PRONTO PER L'ERASMUS?

TURCHIA - Francesca, studentessa di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano ha ottenuto una borsa Erasmus di 5 mesi, come università estera ha scelto la Business School della Koç University di Istanbul. I criteri e la procedura di selezione del Politecnico di Milano sono i seguenti: tutti gli studenti con il punteggio sopra una certa soglia vengono presi in considerazione, per il punteggio si tiene conto della media, dei Cfu acquisti e dell’anno d’iscrizione. Chi ha un punteggio sotto tale soglia viene rimandato al secondo bando , come è successo a Francesca. Dopo un mese dal primo bando vengono comunicate le mete ancora disponibili e si possono esprimere massimo tre preferenze: Francesca in entrambi i bandi aveva messo Istanbul come prima opzione. Al secondo bando è stata selezionata, terminata la trafila burocratica è partita.

A Istanbul si è trovata benissimo, avrebbe voluto prolungare il soggiorno ma

per la facoltà di Ingegneria Gestionale non vengono convertiti più di 30 crediti all'estero, questo significa che puoi anche stare via per un anno, ma tutti gli esami che fai oltre ai 30 crediti è come se non fossero mai stati fatti” e aggiunge “mi sarebbe piaciuto stare via di più perché 5 mesi volano e lì si vivono proprio come una lunga 'vacanza'. Stando via di più, credo, riesci a cambiare le tue abitudini e ad avere la tua vita in un altro posto.

Per quanto riguarda la lingua ovviamente viene richiesto l’inglese, professori e studenti lo parlano perfettamente. All’inizio Francesca si è trovata un po’ in difficoltà perché in Italia non aveva mai frequentato un corso universitario interamente in inglese e quindi, una volta a Istanbul, seguire i corsi era faticoso e stancante ma dopo poco tempo ha preso dimestichezza e seguire le lezioni era diventato quasi piacevole.

TEST: QUALE META E' PIU' ADATTA A TE?

PERCHE' PARTIRE?- Molti i motivi che hanno spinto Francesca a partire, prima di tutto per l’esperienza di vita e universitaria che l’Erasmus è:

abitando vicino a Milano sono sempre stata a casa con la mia famiglia, non ho mai vissuto da sola. Non sapevo quindi se me la sarei cavata o meno, 5 mesi sono un giusto tempo: se fosse andata male, dopo poco sarei tornata, quindi nessun problema”. L’esperienza di Francesca invece è andata tutt’altro che male “sono partita anche per rimettermi in gioco, ho 23 anni e l'ultima volta che mi sono buttata in una nuova realtà è stato l'ingresso nel mondo universitario, cioè 4 anni fa ormai. In 4 anni sono cambiata totalmente e conoscendo nuove persone ho capito ancora di più la persona che sono ora.

CONSIGLI - “Fa sempre paura buttarsi in qualcosa di nuovo, ma penso che un'esperienza come l'Erasmus non la si debba far scappare, ovviamente se si ha l'opportunità di farla”, un’esperienza utile non solo a livello di vita ma anche per la carriera universitaria “ti accorgi del tuo livello di preparazione rispetto a quello dei tuoi coetanei di tutto il mondo, sperimenti un nuovo approccio allo studio, a Istanbul le lezioni erano molto più partecipate con progetti e lavori in gruppo”. Francesca vuole sottolineare l’importanza dell’Erasmus anche per il mondo del lavoro, aspetto da non sottovalutare “per quanto riguarda la mia università ogni anno si laureano tantissimi ragazzi della mia stessa facoltà quindi credo che andare via qualche mese può essere una prima esperienza che ti differenzia dagli altri”.

FRANCIA - Daniele, studente di matematica presso l’Università Statale di Milano è partito con una borsa di studio Erasmus di 10 mesi per Bordeaux, periodo prolungato poi di un mese per poter discutere la tesi di laurea in loco. Per quanto riguarda la lingua Daniele non aveva mai studiato francese, ha così seguito dei corsi intensivi di dieci giorni dove ha imparato il necessario per la sopravvivenza. Il suo livello linguistico è migliorato grazie ad ulteriori corsi ma soprattutto con la pratica. L’ufficio relazioni internazionali di Bordeaux ha aiutato Daniele per tutte le procedure burocratiche, quali, ad esempio, certificato di permanenza, assicurazione, conto bancario (necessario in Francia).

Ho deciso di partire per diverse ragioni, in primis avevo intenzione di laurearmi seguendo il programma ALGANT che tratta le tematiche della matematica che sento più vicine e sulle quali inizierò a fare ricerca l'anno prossimo.

Il programma ALGANT prevede in ogni caso uno spostamento all’estero: o 2 anni all'estero in 2 posti diversi, 1 per anno, oppure un anno in sede, in questo caso in Italia, e 1 all’estero. Daniele ha fatto domanda tardi e in quel momento non era intenzionato a passare all’estero due anni. Perché ha scelto proprio Bordeaux?

Tra le sedi del programma mi sembrava la più consona in relazione ai programmi, al tipo di ambiente e, inoltre, al tipo di vita che avrei potuto fare. Di questo sono tutt'ora certo, infatti ho deciso di restare per il dottorato, passerò infatti in Francia i prossimi tre anni!

CONSIGLI - Daniele consiglia l’Erasmus o una qualsiasi altra esperienza all’estero a tutti “tornassi indietro farei l’anno all’estero al liceo, l’Erasmus in triennale e questo programma di scambio, con ben due anni all’estero, in specialistica!” e aggiunge “per chi vuole provare un programma di scambio posso solo dire che bisogna muoversi, prima lo si fa e meglio è. Cambi un po' il tuo stile di vita e, probabilmente, intuisci prima cosa vorresti nel tuo futuro”. Inoltre Daniele ha raccontato che alla cerimonia di laurea tutti gli studenti laureati sono stati presentati come detentori di una borsa di dottorato per l'anno prossimo o un posto di lavoro.

Il programma ALGANT è un programma valido, ma solo per coloro che amano la matematica. Ma la matematica non è stata la sola motivazione che ha spinto Daniele a partire:

penso che un periodo di scambio più o meno lungo possa fare solo bene, se vissuto con lo spirito giusto. Ovviamente bisogna essere motivati e se si hanno delle paure, superarle! Quello che si trova è sempre di più di quello che si perde perché, anche in caso di esperienza negativa, si ha la possibilità di confrontare la propria vita con qualcosa di più grande della routine a cui si è abituati! Vivere a contatto con persone totalmente nuove, sconosciute e provenienti da tutto il mondo può fare solo bene” e sottolinea “la cosa bella è che non la si vive da turista ma, in un certo senso, da autoctono, si impara quindi ad accettare la realtà straniera in misura molto più ampia.

Testimonianze piene di entusiasmo che non lasciano alcun dubbio: un’esperienza all’estero può soltanto essere costruttiva. Quindi è inutile aspettare, non resta che preparare le valigie e partire.