Pedagogia ed educazione: concetti di base

Di Barbara Leone.

Il concetto di educazione coinvolge tutti gli stimoli che ci provengono dal mondo esterno, dalle cure familiari ai contatti con il mondo della scuola, dall’incontro occasionale all’apporto dei mezzi di comunicazione. Ogni essere umano ha potenzialmente l'intelligenza e le energie affettive da esprimere e delle naturali attitudini. Dipenderà in gran parte dall’educazione, dagli stimoli ambientali che quelle energie potenziali trovino il modo più compiuto e più equilibrato di realizzarsi

Il concetto di educazione coinvolge tutti gli stimoli che ci provengono dal mondo esterno, dalle cure familiari ai contatti con il mondo della scuola, dall’incontro occasionale all’apporto dei mezzi di comunicazione. Interessa la crescita fisica e spirituale di ciascuno di noi. Il bambino che nasce porta in sé infinite possibilità, alcune sono comuni a tutti gli uomini, altre sono proprie e specifiche d’ogni individuo. L’educazione è lo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità umana, fisici, intellettuali, affettivi e del carattere.

Ciascun essere umano ha potenzialmente l’intelligenza che lo conduce alla conoscenza graduale del mondo circostante e all’impiego di certi mezzi per impadronirsene e affermare se stesso. Ha già delle energie affettive da esprimere e delle naturali attitudini. Dipenderà in gran parte dall’educazione, dagli stimoli ambientali che quelle energie potenziali trovino il modo più compiuto e più equilibrato di realizzarsi. Il concetto d’educazione è più ampio di quello di istruzione (che si riferisce alla sola educazione intellettuale).

Tutti siamo in un certo modo responsabili, con le parole, con gli atti, con gli atteggiamenti, dell’educazione delle persone che ci vivono accanto. L’educazione impegna tutta la vita e tutti noi, anche se non ne prendiamo coscienza. Possiamo sempre “crescere”, perfezionarci in qualche aspetto della nostra personalità. Ognuno di noi può essere educatore, col suo comportamento, con una parola, un gesto, la sola presenza.

Fattori dell’educazione
L’educazione ha due aspetti, uno interno ed uno esterno. L’aspetto più appariscente è quello esteriore, cioè quell’insieme di azioni, atteggiamenti, parole accorgimenti che una persona mette in opera per educarne un'altra. Si chiama etero-educazione tutto quel complesso di atti e di circostanze ambientali esterne che costituiscono il contributo indispensabile alla nostra formazione. Nel processo educativo vi è la possibilità di assorbire tutti gli elementi culturali che millenni di civiltà hanno accumulato. La cultura è tutto ciò che l’uomo ha ideato e costruito trasformando la natura a suo vantaggio. Cultura è pure il complesso delle abitudini sociali, delle tradizioni di un popolo.

La persona non è plasmabile a nostro piacimento: ciascuno, come ha la propria struttura fisica, così ha il proprio temperamento ereditario; possiede un certo quoziente intellettuale e una propria forma specifica di intelligenza (più teorica o più pratica, più intuitiva o più logica). Ha delle particolari attitudini e un proprio modo di sentire e di reagire alle situazioni più diverse. L’educazione non può prescindere da tutto questo, anzi deve porsi al servizio di queste doti naturali, offrendo loro la possibilità di esprimersi. Ciascuno collabora alla sua personale formazione e tale contributo viene chiamato auto-educazione.

L’educazione è non soltanto un fattore indispensabile, ma il più importante, è frutto di un rapporto tra persone, oltre che tra soggetto e ambiente. L’educazione nasce dal concorso di tanti fattori, ambientali, ereditari, voluti ed occasionali; cresce nella convivenza di adulti e bambini, nell’incontro di certi stimoli (etero-educazione) con l’attiva ricezione degli stessi da parte di un individuo dotato di una sua insostituibile personalità (auto-educazione).

Principali istituzioni educative
Esistono delle istituzioni educative specifiche e universalmente riconosciute come tali:
- la famiglia: sotto protezione e con l’appoggio dei genitori, il processo educativo ha la possibilità di svolgersi naturalmente e di portare i suoi frutti a tempo debito; quando la famiglia viene a mancare, l’intero sviluppo del bambino è compromesso: persino la crescita fisica, la deambulazione e lo sviluppo del linguaggio vengono ritardati;
- la scuola: oggi viene vista non soltanto come organo di trasmissione del sapere ma come organo di educazione nel senso più ampio del termine. È attraverso la scuola che il bambino si educa alla socialità;
- la chiesa: le è affidata la formazione morale e religiosa, a completamento di quella iniziata nella famiglia. Un tempo ebbe anche il compito dell’istruzione quando mancavano le scuole municipali o statali. Oggi continua l’opera educativa anche attraverso istituzioni ricreative che offrono la possibilità di gioco o di attività agonistica e occasioni per l’educazione nel significato più proprio.

Pratica educativa e pedagogia
La pedagogia è intesa come scienza dell’educazione. L’educazione precede di gran lunga la pedagogia; questa non sorge all’inizio della storia dell’uomo, ma più tardi quando gli uomini, presa maggiore coscienza dei propri atti, cominciano a discutere sulle finalità che l’educazione deve raggiungere e i suoi mezzi migliori per realizzarle. La pedagogia è nata quindi insieme con il pensiero filosofico e mantiene stretti rapporti con la filosofia.

Pedagogia e filosofia
La filosofia ha dalle origini il compito di ricercare quale sia il significato della vita umana nell’universo e quale si il suo destino. La filosofia ci indica che cos’è la realtà e che cos’è l’uomo. La pedagogia in base a essa, ci suggerisce come l’uomo debba essere educato; quindi la pedagogia è una scienza filosofica. La pedagogia deve tener conto delle circostanze ambientali, psicologiche, sociali nelle quali si svolge l’educazione. Perciò essa ha rapporto anche con la psicologia e la sociologia. Non solo, la pedagogia, oltre che scienza è un arte, infatti l’educazione, per la sua buona riuscita, necessità di inventiva, di sensibilità, da parte dell’educatore, di particolari tecniche; quindi non si può escludere una componente “artistica”.

Pedagogia e psicologia
Nel nostro secolo sono molto sviluppati gli studi scientifici intorno alla psicologia dell’età evolutiva (del periodo che va dalla nascita alla completa formazione del giovane). Oggi la pedagogia non può prescindere dagli studi psicologici, che hanno approfondito la conoscenza sia dei processi dell’apprendimento sia delle reazioni emotive e comportamentali; soprattutto non può fare a meno delle scoperte relative alle motivazioni ( in psicologia si chiama motivazione la spinta interiore che porta all’azione) che sollecitano il bambino alla conoscenza del mondo che lo circonda, che lo stimolano al gioco, che ne formano e orientano il carattere, l’affettività e l’agire.

La psicologia ha messo in evidenza quanto sia dovuto all’ereditarietà e quanto all’influenza dell’educazione e dell’ambiente; ha fornito indicazioni preziose per orientare i metodi di insegnamento nella scuola, contribuisce all’individuazione delle cause di eventuali difficoltà dell’alunno, all’orientamento scolastico e professionale, al recupero del disadattato. La psicologia, offre tanti e tali contributi che è stato tentato di ridurre la pedagogia ad una psicologia applicata, ma non è possibile in quanto la pedagogia ha un fondamento filosofico e ha sempre comunque mantenuto la propria autonomia.

Pedagogia e sociologia
La pedagogia ha ricevuto molti contributi anche dallo sviluppo della sociologia, essa è una scienza abbastanza recente, si occupa di indagare le leggi che regolano lo sviluppo dell’organizzazione sociale umana; il costruirsi di determinate istituzioni, di determinati simboli e modelli di comportamento, riconosciuti nell’ambito di una data società. Poiché l’educazione è un fatto sociale, essa è pure oggetto della sociologia.