"Scrivo questa lettera perché mi sento abbastanza confuso, non so di preciso che pensare, e mi farebbe piacere avere un aiuto da una persona "distante" che non mi può giudicare.
Ho 20 anni, ho sempre avuto una vita apparentemente "normale", ma dentro sapevo di essere "diverso". A circa 13 anni comincio a pensare di essere omosessuale, la cosa devo ammettere mi fece soffrire parecchio, che insieme ad un periodo poco felice della mia vita, un periodo dove ho anche imparato precocemente il concetto di solitudine essendo praticamente rimasto senza amici, mi fece arrivare, se non proprio, almeno molto vicino ad uno stato di depressione.

Inutile dire come nessuno si sia mai accorto di come stavo, e
a farmi stare male era proprio la mia diversità (...) In più
riusci a capire che la mia reale inclinazione sessuale non era proprio omosessuale, ma più tendente alla bisessualità piena, per cui volendo avrei pure potuto nascondere la cosa. Ho vissuto momenti in cui
ho dato per scontato la mia parte "omo", e altre in cui non avevo la minima attrazione verso ragazzi del mio stesso sesso.
A febbraio, circa, di quest'anno capì che non potevo andare avanti (...).
Cominciai a visitare siti della comunità gay locale per conoscere nuove persone, e in particolare avere le mie prime esperienze con lo stesso sesso.
Ogni volta che però stavo per incontrare una persona "dal vivo" avevo attacchi di panico (...). Però, preso di coraggio, e con la voglia di vivere e capire chi fossi realmente decido di avere un vero incontro.
Conosco un ragazzo, molto carino e ci vediamo. Con mia ENORME sorpresa mi accorgo che durante il rapporto non riesco ad avere grosso piacere, anzi, quasi subito comincio a sentirmi a disagio, e a provare quasi repulsione per quello che sto facendo. (...)
Una volta finito mi resta solo uno strano senso di confusione.
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