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Contraccettivi di emergenza: la pillola del giorno dopo

La contraccezione di emergenza riduce  la probabilità di una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale non protetto

di Marta Ferrucci 26 marzo 2010
I metodi contraccettivi di emergenza non si sostituiscono alla contraccezione convenzionale.

Può offrire diverse possibilità, adatte a ogni caso particolare: tra i criteri di scelta il tempo trascorso dal rapporto sessuale non protetto (in genere entro 12-24 ore, massimo 72 per i contraccettivi ormonali) è il fattore essenziale, ma intervengono anche le controindicazioni a ciascun metodo (per esempio la spirale d'emergenza non è consigliabile alle adolescenti) e il desiderio personale della donna che ne fa richiesta.

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PILLOLA DEL GIORNO DOPO
ll metodo oggi utilizzato con maggiore frequenza è quello della cosiddetta "pillola del giorno dopo", che utilizza due compresse di progestinico (levonorgestrel), da assumersi a distanza di 12 ore ed entro non oltre le 72 ore dal rapporto ritenuto a rischio. L’efficacia è massima (95%) se la pillola è assunta entro 12 ore dal rapporto, è dell’85% se entro le 24 ore, scende al 58% se assunta circa 72 ore dopo il rapporto. 
Fra qualche mese sarà disponibile anche in Italia una pillola di emergenza che può essere utilizzata fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio.
sosEsistono anche altre "pillole del giorno dopo", a base di soli estrogeni o associazioni di estrogeno e progestinico, ma sono usate con minore frequenza.

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La contraccezione d'emergenza agisce principalmente sull'endometrio (la mucosa dell'utero), rendendolo inadatto all'annidamento dell'ovulo eventualmente fecondato. Come meccanismo secondario si ha anche un'alterazione del trasporto dell'ovulo, per rallentamento della motilità delle cellule ciliate all'interno delle tube di Falloppio.
Va considerato a rischio qualunque rapporto non protetto, indipendentemente dal giorno del ciclo. Prima si ricorre alla pillola d'emergenza e minore sarà la probabilità di rimanere incinta.


La contraccezione di emergenza è in genere ben tollerata, utilizza una bassa quantità di ormoni e il suo uso è comunque episodico. Gli eventuali effetti collaterali (nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa) sono transitori e di lieve intensità. L'uso contemporaneo di alcuni farmaci può interferire con l'efficacia della contraccezione di emergenza.

Le principali controindicazioni sono:

·         Emorragia vaginale di origine non accertata.
·         Tromboembolismo venoso.
·         Emicrania (non la comune cefalea).
·         Allergia a uno dei componenti della pillola.


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Il ginecologo o il vostro medico è l'unico che può stabilire con certezza se avete una specifica controindicazione alla contraccezione d'emergenza che è comunque un trattamento temporaneo di breve durata. Per poterla utilizzare è necessaria infatti la ricetta, quindi bisogna rivolgersi al medico curante, al ginecologo o al consultorio di zona. Quando i consultori sono chiusi, in Guardia medica o in un ospedale il personale è tenuto al segreto professionale e deve considerarla una prescrizione d'urgenza, poiché il ritardo espone a un rischio maggiore di una gravidanza indesiderata. La visita ginecologica non è obbligatoria. Può essere richiesto un test di gravidanza.

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Commenti

Claudio giovedì, 22 aprile 2010

Fuorviante

L'articolo è gravemente fuorviante,poichè contraccettivo è ciò che impedisce il concepimento (dal latino "Concìpere")e non ciò che va ad agire dopo che il concepimento può già essere avvenuto (eticamente si tratta di un abortivo).

n° 1
leocapo lunedì, 5 luglio 2010

R: Fuorviante

> L'articolo è gravemente fuorviante,poichè contraccettivo è ciò che impedisce il concepimento (dal latino "Concìpere")e non ciò che va ad agire dopo che il concepimento può già essere avvenuto (eticamente si tratta di un abortivo).

Eh già, come sempre perifrasi o eufemismi utilizzati per nascondere la grave verità.

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