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Metodi contraccettivi: il cerotto a rilascio transdermico

Il cerotto a rilascio transdermico è facile da utilizzare ed è adatto per tutte quelle donne che, per diversi motivi, non possono prendere la pillola

di Barbara Leone 26 marzo 2010
Il cerotto è un sistema contraccettivo a rilascio transdermico di un estrogeno (etinilestradiolo) e di un progestinico (norelgestromin). Introdotto in Inghilterra nel 2003, è disponibile in Italia dal 2004. Si deve applicare sulla pelle pulita e asciutta una volta alla settimana (sempre allo stesso giorno della settimana) per 21 giorni (3 settimane), seguite da una settimana di intervallo. Una volta applicato, il cerotto rilascia in circolo ogni giorno una quantità fissa dei due ormoni. Dopo l'applicazione, ci vogliono circa 48-72 ore perché vengano raggiunti livelli circolanti costanti di ormoni, che si mantengono per tutti i 7 giorni di impiego.

logo_sceglituSi consiglia di cambiare l'area di applicazione ogni volta che si sostituisce il cerotto. Mentre la pillola deve essere presa sempre alla stessa ora, per il cerotto non c'è problema di orario. L'importante è ricordarsi il giorno in cui si deve cambiare. Ogni donna che lo utilizza inoltre deve controllare ogni giorno che i bordi del cerotto siano ben attaccati alla pelle.

cerottoIl cerotto a rilascio ormonale transdermico è adatto per tutte le donne, anche adolescenti, che non vogliono assumere una pillola ogni giorno o che fanno fatica a ricordarsene, hanno difficoltà all'assunzione orale o vogliono sostituire il metodo contraccettivo.


Il cerotto è controindicato in gravidanza e allattamento e in presenza di gravi malattie o di alto rischio cardiovascolare. Il meccanismo di azione del cerotto è simile a quello delle pillola estroprogestinica e la sua efficacia contraccettiva è molto elevata. E’ stato tuttavia documentato che nelle donne obese l'efficacia contraccettiva si riduce.

Altri casi di riduzione dell'efficacia contraccettiva:
- distacco, anche parziale, del cerotto prima della scadenza;
- ritardo nella sostituzione o nella nuova applicazione dopo la sospensione;
- terapie prolungate con antibiotici di comune impiego e altri farmaci.
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