Dramma della disoccupazione: laureato e senza lavoro si suicida buttandosi dal treno

Di Gina Pavone.

Un trentottenne si è lanciato ieri da un treno in corsa, disperato per non riuscire a trovare un lavoro, nemmeno precario e nemmeno dequalificato.

Una carriera universitaria invidiabile e un libretto pieno di voti alti con cui dieci anni fa aveva conseguito la laurea in economia e commercio alla cattolica di Milano.

Eppure non riusciva a trovare un lavoro stabile e anzi negli ultimi mesi aveva perso anche il posto precario in un call center. Cosimo Damiano Nardelli, trentottenne di Ostuni, non ha retto più e si è suicidato buttandosi dal treno dove viaggiava da Milano verso la sua città d'origine.

Secondo i suoi conoscenti, Cosimo, figlio di operai, sognava un posto stabile e aveva tentato diversi concorsi, ma

senza successo. Intanto non aveva disdegnato lavoretti occasionali e non qualificati, pur di rendersi indipendente.

Aveva fatto per anni lo stagionale nelle masserie pugliesi, per poi adattarsi a trasferirsi di nuovo a Milano, città in cui aveva studiato e dove sperava ci fossero maggiori possibilità. Per diverso tempo era stato impiegato in un call center, ma quando anche quella porta si è chiusa la situazione deve essergli sembrata insostenibile e senza vie d'uscita, e proprio mentre tornava a casa si è tolto la vita.