La condizione femminile oggi

Di Carlotta Ricci.

Il movimento di emancipazione femminile è un fenomeno tipicamente moderno anche se è possibile individuare fenomeni significativi anche nel mondo antico. Terza parte dell'approfondimento di Studenti.it

Il movimento femminista prosegue tuttora la sua lotta contro ogni forma di violenza subita dalle donne. Nella sua visione acquista inoltre rilevanza l'effettiva considerazione dei modi di vita attuali della donna. Sono problemi a cui le leggi possono porre qualche rimedio, ma che saranno risolti soltanto attraverso un'evoluzione profonda della nostra società.

La famiglia può ritenersi una piccola società i cui componenti sono legati, soprattutto, da vincoli affettivi. Affinché la famiglia "funzioni a dovere, il solo affetto non è sufficiente: è anche necessario che tutti i membri diano il proprio contributo pratico per risolvere i numerosi problemi. E chi, fra tutti, offre il maggior contributo in questo senso, è senza dubbio la madre, la donna".

L'apporto insostituibile è della Legge n.151 del 20 settembre 1975, che ha profondamente modificato il diritto di famiglia; in base alla legge, col matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri. Da nuove disposizioni sul diritto di famiglia emergono chiaramente delle novità. Il marito, ad esempio, è stato "rinnovato" fin dalle radici a cominciare dall'età: mentre prima ci si poteva sposare perfino nel periodo dell'adolescenza, ora ciò è consentito solo se si è maggiorenni; evitando i matrimoni prematuri e affrettati, perciò più esposti al fallimento.

Un altro aspetto della nuova legge è pure particolarmente importante: oltre al fatto che ambedue i coniugi siano obbligati a contribuire alle esigenze della famiglia col loro lavoro, è importante che questo lavoro possa essere, indifferentemente, "professionale" o "casalingo". Con questa affermazione si è voluta riconoscere che anche l' attività delle casalinghe, dunque, è considerata una vera e propria professione. In effetti, il contributo di una casalinga alla vita familiare non è inferiore a quello del marito.

Per meglio sottolineare la parità tra i due coniugi anche sotto questo profilo, la legge prevede la comunione dei beni: ambedue sono considerati ugualmente proprietari dell' intero patrimonio familiare; ed ambedue hanno il diritto di amministrare tale patrimonio. Se lo desiderano, tuttavia, possano accordarsi perché ciascuno di essi conservi la proprietà dei beni acquistati personalmente durante il matrimonio.

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