Donne e lavoro, la parità esiste? 50 anni di battaglie per i diritti rosa: tutto iniziò nel 1960

Di Andrea Maggiolo.

Le donne hanno superato gli uomini in numerosi campi; se negli anni cinquanta era molto esigua la presenza di ragazze nelle università, la situazione si è ormai ribaltata. Ma le differenze ci sono ancora: il tasso di occupazione femminile è inferiore del 22% rispetto a quello maschile e le donne sono occupate più degli uomini in attività poco remunerate. Rosa Oliva ammonisce: "E' facile tornare indietro se non si tiene alta la guardia"

Rosa Oliva, un nome sconosciuto ai più. Fu proprio lei, 50 anni fa, ad aprire la strada ai vertici della pubblica amministrazione per le donne. Nel 1946 le donne avevano ottenuto il diritto di voto, ma le discriminazioni erano ancora più forti che mai nell'Italia del secondo dopoguerra.

Una legge del 1919 escludeva infatti le donne "da tutti gli uffici pubblici che implicano l'esercizio di diritti e potestà politiche". Rosa Oliva ha portato avanti la sua battaglia dopo essersi laureata in Scienze Politiche all'Università Sapienza di Roma nel 1958. Voleva diventare prefetto, e la sua battaglia legale fu sostenuta anche da tanti uomini, come il famoso costituzionalista calabrese Costantino Mortati. I giudici della Consulta le diedero ragione e alla fine dichiararono illegittima la legge del 1919.

Sono passati 50 anni
, le donne si sono fatte strada e hanno conquistato posizioni prestigiose in tanti campi. Ma le differenze ci sono ancora: basta pensare che il tasso di occupazione femminile è inferiore del 22% rispetto a quello maschile e le donne sono occupate più degli uomini in attività poco remunerate. Qualche dato: le donne, nonostante il loro massiccio ingresso nei vari campi del mondo del lavoro hanno poche possibilità di fare carriera. In generale sono solo il 4,2% tra gli ambasciatori, il 15,1% tra i prefetti, il 12% tra i dirigenti medici primari, il 17% tra i professori ordinari, il 14,7% tra presidenti di sezione ed equiparati della Corte dei Conti.

Le donne hanno superato gli uomini in numerosi campi; se negli anni cinquanta era molto esigua la presenza di ragazze nelle università, la situazione si è ormai ribaltata (il sorpasso è avvenuto negli anni novanta): adesso il tasso di scolarità femminile è superiore dell'1,7% nelle scuole superiori e del 28% nelle università. Le ragazze si laureano prima e con voti in media più alti. Con la maternità però spesso iniziano a "restare indietro" in ambito lavorativo, e se i figli sono più di uno a volte rinunciano a tonare al lavoro.

La vice direttrice di Bankitalia Anna Maria Tarantola, intervenendo a un convegno sulle pari opportunità, ha sottolineato le difficoltà che trovano molte donne a fare strada nel mondo del lavoro: "Le donne continuano a essere occupate con tipologie contrattuali meno favorevoli perché sulla donna ricadono sostanzialmente i compiti di cura dei figli in primis, ma anche dei genitori anziani, di conduzione della casa. Questa situazione si riflette sui percorsi di carriera delle donne e sulla qualità della loro vita", dice Tarantola.

Nelle forze armate c'è una legge che regola la parità tra uomo e donna, ma la percentuale di donne è ancora limitata e il ritardo dell'apertura al gentil sesso della carriera militare ha come effetto un inevitabile ritardo nel turn over nelle posizioni di vertice. Il grado gerarchio più alto attualmente di una donna è quello di capitano, e bisognerà aspettare fino al 2028 per vedere la prima donna generale.

Cinquanta anni dopo, Rosa Oliva continua portare avanti la sua battaglia: è infatti promotrice di un Comitato Nazionale (con Gigliola Corduas, Gerardo Marotta, Carla Mazzuca Poggiolini) che vuole appunto celebrare il cinquantenario della sentenza 33 del 13 maggio 1960 e ha fondato un'associazione no profit, "Aspettare stanca", rivolta proprio alla promozione delle donne in politica e nei luoghi decisionali. Il percorso è ancora lungo: "Abbiamo fatto molta strada. Pensiamo alle conquiste in tema di emancipazione dopo le battaglie femministe degli anni settanta. Ma ora le ragazze danno per scontate molte cose - dice Rosa Oliva - dimenticando la fatica che è stata fatta per ottenere conquiste, diritti. E' facile tornare indietro se non si tiene alta la guardia. Poche, ancora pochissime le donne nei posti di comando. Una sola donna giudice alla Corte Costituzionale, un'ambasciatrice, una al vertice della Banca d'Italia. Questa non è parità".