Domande sulla vita sessuale durante il colloquio di lavoro: è giusto?

Di Barbara Leone.

Durante un colloquio di lavoro per un posto da dirigente in un ufficio tecnico sono state poste ai candidati domande molto personali sulla sfera sessuale: quale è la domanda più strana che ti è stata fatta ad un colloquio?

COLLOQUIO DI LAVORO: LE DOMANDE - Il momento del colloquio di lavoro è sempre particolare. Gli aspiranti dipendenti hanno poco tempo per convincere il datore di lavoro ad assumerli, mettendo in evidenza quali sono le proprie caratteristiche che ritengono adatte al tipo di lavoro. In alcuni casi ai candidati viene chiesto di rispondere ad un questionario, con domande che a volte non riguardano soltanto l'ambito lavorativo, ma possono, ad esempio, ipotizzare situazioni particolari esterne al lavoro. Magari al candidato viene chiesto come si comporterebbe davanti ad una situazione specifica. Situazioni che non riguardano il lavoro per cui ci si propone. E spesso i candidati possono non capire il senso di quelle domande. In realtà le persone che si occupano di selezionare il personale utilizzano questi test per capire il carattere e la personalità del candidato e per decidere se la persona può essere adatta a svolgere una particolare mansione.

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ESEMPI DI DOMANDE - Alcuni esempi? Per un posto di customer care, può capitare di essere sottoposti ad un test durante il quale viene raccontata la storia di una donna che ha litigato col fidanzato ed è uscita da sola. La donna viene aggredita ed uccisa da un maniaco. E ai candidati, divisi in gruppi, si chiede di decidere insieme chi è il responsabile di questo omicidio: la donna che è stata incosciente ad uscire da sola, il fidanzato che le ha permesso di allontanarsi senza seguirla o il maniaco che ha commesso l'omicidio. Oppure può capitare di sentirsi chiedere durante il colloquio per un posto in banca se a scuola si sottolineavano i libri o dove si tiene il libro che si sta leggendo.

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Ad alcuni candidati che si sono presentati per un posto da dirigente dell'ufficio tecnico organizzati dall'Aler (Azienda lombarda edilizia residenziale) di Brescia è successo anche di peggio. I candidati infatti sono stati sottoposti ad un questionario con domande specifiche sulla sfera sessuale.

I candidati in questione è stato chiesto di rispondere alle domande di un questionario. Normale amministrazione, avranno pensato in molti. In questo modo il selezionatore vuole capire la personalità del candidato. Ma quando hanno letto le domande, parecchi di loro hanno provato un certo imbarazzo. Non si chiedevano soltanto gli interessi personali in generale (hobby, genere letterario preferito e via dicendo), ma le domande indagavano sulle abitudini sessuali: Ha problemi di vaginismo? Soffre di eiaculazione precoce? Ha un ciclo mestruale regolare? Ha avuto esperienze omosessuali? Ha avuto aborti? Con che frequenza ha rapporti sessuali? Ha perdite involontarie di urina durante il giorno o durante il sonno?

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LE DENUNCE - Molti candidati hanno iniziato a discutere con gli amici di queste particolari domande a cui erano stati sottoposti. E la notizia del colloquio particolare ha raggiunto Mirko Lombardi, consigliere del Cda dell'Aler di Brescia, che ha deciso di denunciare l'accaduto, in quanto "queste domande fanno parte del Batteria Cba, un test di tipo clinico utilizzato per compiere diagnosi psicologiche e psichiatriche. Non è certo un test da utilizzare per assumere i dipendenti". Ettore Isacchini, presidente dell'azienda, ha dichiarato di non sapere nulla sulle domande dei colloqui, in quanto la selezione era stata affidata ad un'azienda specializzata. Ora saranno effettuate le dovute indagini per capire come possa essere successa una cosa del genere.