Il diritto allo studio? Lo pagano gli studenti

Di Tommaso Caldarelli.

I fondi per il sostegno agli studenti ai minimi da anni, le associazioni: "Inaccettabile"

Il diritto allo Studio? Tutto sulle spalle degli studenti. Le cifre parlano chiaro: mentre il decreto Istruzione voluto da Maria Chiara Carrozza si avvia alla discussione al Senato, qualche numero ci aiuta a capire che il sostegno dello Stato per gli immatricolati e gli alunni è davvero ai minimi da tanti anni; per la precisione, dai tempi della riforma di Maria Stella Gelmini.

DIRITTO ALLO STUDIO, LE NEWS

FONDI AI MINIMI - L'attuale stanziamento per il Diritto allo Studio Universitario, così come modificato dagli emendamenti della Camera dei Deputati, arriva a 137 milioni di euro. UniNews24 riassume qualche cifra.

La realtà è che il fondo per il diritto allo studio è il più basso dal 2008. Il totale di 140 mln circa per il DSU previsto per il 2014 è più basso dei 154 del 2013 e molto più basso dei 175 del 2012.

Se a questo si aggiunge l'aumento della tassa regionale per il diritto allo Studio, si arriva a calcolare che gli studenti, sostanzialmente, si pagano da soli la propria università, senza nessun aiuto da parte dello Stato. Già, perché se 415 milioni di euro sono complessivamente la cifra a disposizione per il Dsu, ben 220 di questi arrivano dalla tassa regionale (aumentata).

I SOLDI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO USATI PER LE ARMI?

VERGOGNOSO - Alle tasche degli studenti è dunque chiesto di pagare la metà della contribuzione complessiva per sostenere il sistema universitario. Per le associazioni degli studenti questo è un vero e proprio scempio: "Assurdo e vergognoso", secondo Gianluca Scuccimarra, nuovo responsabile Unione degli Universitari.

La copertura prevista delle borse di studio con questo D.L. è al 65,53% ciò significa che la figura tutta italiana degli idonei non beneficiari di borsa rimane

Quasi 60mila studenti sarebbero dunque idonei a ricevere una borsa di studio, ma per mancanza di fondi non ne riceveranno alcuna. Il Parlamento può ancora fare qualcosa, stanziando più fondi tramite la legge di Stabilità.