Diario di Anna Frank: storia, analisi e trama

Diario di Anna Frank: storia, analisi e trama A cura di Daniel Raffini.

Trama e analisi del Diario di Anna Frank, le memorie scritte da una ragazza ebrea tedesca durante il periodo dell'Olocausto

1Introduzione al Diario di Anna Frank

Il Diario di Anna Frank è il diario scritto da una ragazza ebrea tedesca, Anna Frank, che con l’ascesa al potere di Adolf Hitler in Germania è costretta prima ad emigrare nei Paesi Bassi e in seguito a nascondersi con la famiglia per non essere catturata dai nazisti. Anna Frank nel Diario racconta la sua storia e quella della sua famiglia; la particolarità di questo libro è di essere un’opera letteraria e allo stesso tempo un’eccezionale testimonianza storica del periodo della Seconda Guerra Mondiale e della persecuzione degli ebrei operata da Hitler in Germania e negli altri paesi che erano sotto il suo controllo.    

2L'Olocausto

Deportazione dei prigionieri nei campi di concentramento
Deportazione dei prigionieri nei campi di concentramento — Fonte: ansa

Il Diario di Anna Frank è un’importante testimonianza della Seconda Guerra Mondiale e in particolare dell’Olocausto. L’Olocausto, detto anche Shoah in ebraico, è stata la deportazione e uccisione di massa degli ebrei operata dai nazisti tra il 1933, anno della presa del potere di Hitler, e il 1945, anno della caduta del Nazismo. L’Olocausto ebbe luogo principalmente a partire dallo scoppio della guerra, a seguito di una politica razziale che prevedeva l’eliminazione delle cosiddette “razze impure”, al fine di stabilire la predominanza della “razza ariana”, quella considerata dai nazisti come puramente tedesca. Per raggiungere questo risultato Hitler decise di costituire dei campi di concentramento e sterminio, in cui gli ebrei, insieme ad altre categorie considerate non accettabili (zingari, omosessuali, testimoni di Geova, ma anche dissidenti politici), furono deportati in massa e nella maggior parte dei casi uccisi. L’operazione di deportazione ebbe luogo in tutti i territori controllati dai nazisti, dall’Ungheria alla Francia e, in seguito all’alleanza tra Mussolini e Hitler, anche in Italia. Alcune persone riuscirono a sopravvivere ai campi di concentramento e, una volta terminata la guerra, a raccontare al mondo questa terribile esperienza. I numeri di questo sterminio sono enormi: anche se non si ebbero mai numeri ufficiali di vittime, si calcola che morirono circa 15 milioni di persone, tra cui circa 6 milioni di ebrei.   

3La storia di Anna Frank

Riproduzione in cera di Anna Frank e il suo diario
Riproduzione in cera di Anna Frank e il suo diario — Fonte: getty-images

Il Diario di Anna Frank racconta l’esperienza della guerra vissuta da una ragazza ebrea di tredici anni. Anna Frank appartiene a una famiglia di ebrei tedeschi di Francoforte sul Meno, dove la ragazza nasce nel 1929. La famiglia si compone di Anna, la sorella maggiore Margot, il padre Otto e la madre Edith. Con la salita al potere di Hitler nel 1933 le condizioni di vita degli ebrei in Germania iniziano a farsi difficili e la famiglia di Anna decide di trasferirsi ad Amsterdam, in Olanda. Tuttavia i Frank si trovano di nuovo in pericolo quando nel 1939 Hitler inizia ad invadere le nazioni confinanti, iniziando dalla Polonia. L’evolversi degli eventi e in particolare l’invasione dei Paesi Bassi da parte della Germania del 10 maggio 1940 porta alla necessità per la famiglia Frank di nascondersi per non essere deportati nei campi di concentramento. Nel luglio del 1942 i Frank allestiscono con l’aiuto di alcuni colleghi del padre Otto un nascondiglio in Prinsengracht 263, dove c’era una sede dell’azienda di Otto, e vi si nascondono insieme alla famiglia Van Pels e al signor Fritz Pfeffer. Poco prima di entrare in clandestinità, Anna riceve in dono dalla sua amica un diario, che porta con sé nel nascondiglio. Per due anni i Frank vivranno nascosti in questo nascondiglio di Amsterdam, due anni che sono minuziosamente raccontati da Anna nel suo diario. 

Nel diario la piccola Anna racconta una storia di reclusione forzata: la necessità di rimanere in silenzio, l’impossibilità di uscire, la paura di essere scoperti da un momento all’altro e catturati. Anna racconta anche l’amicizia, che va nel tempo trasformandosi in amore, per Peter, figlio dei Van Pels. La ragazza scrive nel suo diario quello che succede, annota pensieri e sensazioni e progetta di farne un romanzo quando la guerra sarà finita. Ma le cose andranno diversamente perché il 4 agosto 1944 l’alloggio segreto viene scoperto e tutti coloro che vi erano nascosti vengono arrestati e deportati dalle autorità naziste verso i campi di sterminio. L’unico a uscirne vivo sarà il padre di Anna, Otto; tutti gli altri, compresa Anna, moriranno. Il Diario di Anna Frank si interrompe quindi bruscamente a causa dell’arresto e della deportazione della famiglia Frank, e l’ultima annotazione che riporta risale al 1 agosto 1944.  

Io continuo a star zitta e a rimanere fredda e anche in seguito non retrocederò davanti alla verità, che è tanto più difficile da udire quanto più a lungo è stata taciuta.

Anna Frank, Diario

4Le vicende editoriali

Una lapide commemorativa di Anna Frank
Una lapide commemorativa di Anna Frank — Fonte: getty-images

Dopo l’arresto e la deportazione dei Frank e degli altri abitanti del nascondiglio il diario con la storia di Anna Frank viene riscoperto da Miep Gries, una delle persone che aveva aiutato i Frank nel loro periodo di clandestinità, nel nascondiglio di Prinsengracht 263. Una volta conclusa la guerra, Miep consegnerà il diario a Otto Frank, unico superstite della famiglia. A seguito dell’incitamento di alcuni amici, Otto decidere di far pubblicare il diario, che esce per la prima volta in olandese nel 1947 con il titolo L’Alloggio Segreto. Il libro ottiene un grande successo e viene tradotto negli anni successivi in francese, inglese, italiano e tedesco. Da allora il Diario di Anna Frank è entrato nella memoria collettiva come una delle testimonianze più importanti di questo periodo buio della storia occidentale.  

5Le caratteristiche del Diario

Statua di Anna Frank ad Amsterdam
Statua di Anna Frank ad Amsterdam — Fonte: getty-images

Come dice il titolo stesso, ci troviamo di fronte a un’opera diaristica. Il diario è un genere letterario e la sua caratteristica è di raccontare in prima persona di eventi realmente vissuti dal narratore-protagonista e delle sensazioni e delle riflessioni che questi avvenimenti muovono in chi scrive. Altro elemento importante del diario è quello di essere suddiviso in giorni. In questo modo assistiamo allo sviluppo della storia in diretta e dal punto di vista personale di chi scrive.

Il Diario di Anna Frank presenta però anche elementi di altri generi letterari. Come detto, esso è anche una testimonianza storica, raccontando un periodo e degli eventi particolarmente importanti della storia contemporanea. Dall’altro lato, raccontando i propri sentimenti e la propria storia d’amore con Peter, Anna scrive in qualche modo anche un romanzo intimista. Non dobbiamo d’altronde dimenticare che l’intenzione di Anna era quella di rielaborare in seguito il suo diario per farne un romanzo e che la ragazza si proponeva di diventare una scrittrice. L’idea viene alla ragazza dall’appello lanciato dal Ministro dell’Istruzione olandese di conservare i diari e le testimonianze della guerra, in modo da poterli pubblicare una volta che tutto fosse finito. Anna voleva dunque fare del diario un romanzo e pubblicarlo dopo la fine della guerra. Per questa ragione il diario ha una grande qualità letteraria, che ha permesso all’opera di essere letta e apprezzata da milioni di lettori in tutto il mondo.