Decameron di Giovanni Boccaccio: trama e analisi

Decameron di Giovanni Boccaccio: trama e analisi A cura di Silvia Corelli.

Struttura e temi del Decameron, l'opera più importante di Giovanni Boccaccio. Analisi delle giornate, dei temi e delle novelle

1Composizione e diffusione dell'opera

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio — Fonte: ansa

Giovanni Boccaccio comincia la stesura del suo capolavoro, il Decameron, a pochissima distanza dalla grave epidemia di peste che devastò l’Europa nel Trecento, intorno al 1349 quindi, e continuando il lavoro di scrittura e revisione fino al 1353.
Alcuni dati lasciano intendere che almeno le prime tre giornate, e le rispettive novelle, circolassero già prima della stesura definitiva dell’opera: in apertura della quarta giornata infatti, troviamo un’introduzione dell’autore in cui questo difende il suo lavoro dalle critiche che dovevano essere state rivolte alle prime novelle.     

Nonostante le critiche, l’opera trova un pubblico immediatamente entusiasta! Fino al XVII° secolo vengono copiati manoscritti di ogni fattura e in ogni ambiente sociale (codici ricchi o poveri, posseduti da mercanti oppure a corte) e con la nascita della stampa il Decameron sarà uno dei testi più diffusi dalle tipografie.
Pietro Bembo, nel delicato periodo che nel Cinquecento è noto come “questione della lingua” propone di utilizzare il Decameron come testo a modello della prosa letteraria, una proposta accolta con grandissimo successo.
Non fu sempre una storia felice quella della circolazione dell’opera però: nel 1559 venne inserita nell’Indice dei libri proibiti ma continuò a circolare sia in forma clandestina – schivando la censura – sia in strane copie “moralizzate”, cioè mutile delle parti più licenziose e corrotte secondo il giudizio della Chiesa.

2Struttura e trama

La brigata del Decameron
La brigata del Decameron — Fonte: ansa

In riferimento alla struttura narrativa del Decameron si parla di una “cornice” entro cui vengono ad inserirsi le novelle. Questo espediente, è un tipo di struttura molto diffuso nella letteratura medievale (sempre molto attenta a offrire testi ordinati, coerenti e ricchi di richiami interni ragionati). In cosa consiste allora? La cornice è la situazione di base e di partenza del racconto, è la situazione narrativa entro la quale si decide di raccontare novelle che figurano come una seconda situazione narrativa, un secondo grado della narrazione

2.1La cornice narrativa: la peste e la brigata

Baldassarre Calamai, dipinto raffigurante la peste del 1348 descritta da Boccaccio
Baldassarre Calamai, dipinto raffigurante la peste del 1348 descritta da Boccaccio — Fonte: ansa

La cornice viene presentata subito all’inizio dell’opera: un gruppo di giovani, sette ragazze (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Lauretta, Neifile ed Elissa) e tre ragazzi (Panfilo, Filostrato e Dioneo) si incontrano a Firenze, nella chiesa di Santa Maria Novella, mentre la città è devastata dalla terribile peste del ’48.
Per sfuggire alla malattia e per dimenticare la sofferenza e la desolazione che regna a Firenze, i dieci ragazzi decidono di abbandonare la città e di trasferirsi, un mercoledì mattina, in campagna, in una villa circondata dalla natura, luoghi ameni, e da una pace incontrastata. Per tenere lontano ogni cattivo pensiero e ogni cattiva notizia che potrebbe giungere dall’esterno, i giovani decidono che, a turno, racconteranno ognuno una novella per intrattenersi e riflettere sul significato di ogni storia. A decidere il tema a cui ogni novella dovrà rispondere sarà il re o la regina della giornata: ogni giorno verrà eletto un giovane del gruppo che arbitrerà i racconti.
Pensando a questo passatempo dobbiamo ricordarci che le letture e l’ascolto pubblico di novelle, cantari e facezie, era un’attività diffusissima nel medioevo. Immaginare dei ragazzi che si incontrano per raccontarsi novelle e storie fantasiose potrebbe far pensare al prototipo di un gruppo di ragazzi di oggi che si consigliano – e poi vedono assieme – dei film famosi e particolarmente appassionanti!   

E fu questa pestilenza di maggior forza per ciò che essa dagli infermi di quella per lo comunicare insieme s'avventava a' sani, non altramenti che faccia il fuoco alle cose secche o unte quando molto gli sono avvicinate.

Giovanni Boccaccio, Decameron giornata I

2.2Le novelle come passatempo: argomenti e personaggi

Questa, quindi, la cornice entro la quale si vengono ad inserire cento racconti diversi, ognuno con un proprio tempo, una sua trama, un tema, uno spazio. Non potendo riassumerli tutti ecco di seguito un piccolo schema dove, associato ad ogni argomento del giorno, vengono presentate le novelle più significative della giornata. 

  • Prima giornata: partenza da Firenze, tema delle novelle libero. La regina è Pampinea e lascia che ognuno racconti la novella che più lo aggrada (novella di Ser Ciappelletto)
  • Seconda giornata: si racconteranno storie con un lieto fine, raggiunto malgrado le avversità che i protagonisti incontrano. La regina è Filomena (novella di Andreuccio da Perugia)
  • Terza giornata: dopo la pausa del venerdì e del sabato ricominciano i racconti, incentrati in questa giornata su raggiungimento di un obiettivo. La regina è Neifile (novella rappresentativa è quella di Masetto da Lamporecchio).  
  • Quarta giornata: Il tema della giornata è l’amore infelice, re della giornata è Filostrato e novella rappresentativa è quella di Lisabetta
  • Quinta giornata: il tema è quello, stavolta, dell’amore felice raggiunto dopo numerose peripezie da parte degli amati. Regina è Fiammetta (novella rappresentativa è quella di Federigo degli Alberighi)
  • Sesta giornata: tema delle novelle è quello delle risposte argute che riescono a liberare il personaggio da situazioni imbarazzanti o pericolose, la regina è Elissa (novella di Chichibio cuoco)
  • Settima giornata: si parlerà di storie in cui i mariti si sono beffati delle loro mogli. Re della giornata è Dioneo e novella rappresentativa è quella di Madonna Isabella
  • Ottava giornata: si continua a parlare di storie di beffa ma stavolta non ai soli danni delle donne, qualsiasi storia in cui si tratta di personaggi beffati è accettata. La regina è Lauretta e novella rappresentativa è quella de Il marito geloso
  • Nona giornata: di nuovo un tema libero per questa giornata che vede come regina Emilia.
  • Decima giornata: si parla di storie d’amore vissute con cortesia e bontà di cuore. Il re della giornata è Panfilo e novella da ricordare è quella di Madonna Dianora.

3Temi del Decameron

Temi e argomento delle novelle sono suggeriti dal re o regina della giornata ma, a prescindere da questa scelta, tutta l’opera è caratterizzata dal ricorso a quattro particolari tematiche che è necessario avere ben chiare:  

  • Le donne: Boccaccio compone il suo capolavoro pensando alle donne, ai loro tormenti amorosi e al fatto che, a differenza degli uomini, queste non hanno modo di distrarsi dalle pene sentimentali se non ricorrendo al piacere del racconto. Oltre a essere delle dedicatarie d’eccezione, le donne sono nel Decameron un personaggio costante. Troviamo donne sensualissime che suscitano desiderio erotico, personaggi invece più timidi e materni e addirittura figure fiabesche e magiche. Attraverso tutte queste sfaccettature è possibile rappresentare ogni possibile angolazione delle femminilità.
  • Alla donna si accompagna il tema dell’amore e del desiderio amoroso. Anche qui Boccaccio mostra una grande versatilità perché l’amore non è rappresentato in una sola accezione ma lo troviamo a volte comico, altre struggente e passionale, altre ancora casto o idealizzato.
  • L’avventura è un altro importante tassello in questo gigantesco quadro: la stragrande maggioranza delle novelle si dispiega attraverso la narrazione di viaggi avventurosi che recuperano materiale e ambientazioni dal romanzo francese o dalla fiaba. Non vengono visitati solo mondi terreni ma anche territori magici che mettono l’uomo in rapporto con forze benigne o maligne dando l’opportunità all’autore di riflettere sulla volubilità dell’animo umano e dei vizi. A questo si collega il discorso sul rapporto fra Natura e Fortuna: l’uomo nel suo vagabondare per il mondo avrà sempre a che fare con due forze, una esterna che è la Fortuna, e una interna che è la sua stessa e personale Natura. Gestire questi due stimoli significa saper affrontare la vita.
  • Tematica religiosa: religione e clero sono elementi centrali intorno a cui ruota tutta la vita del comune uomo trecentesco e medievale in generale. Nonostante questo, e in linea con un certo gusto canzonatorio e polemico, Boccaccio non si lascia scappare l’occasione di criticare, attraverso i personaggi ignobili delle sue novelle, gli atteggiamenti più ipocriti di tanti uomini di chiesa.

4Le fonti

Decameron, raffigurazione di una novella della decima giornata
Decameron, raffigurazione di una novella della decima giornata — Fonte: ansa

Boccaccio è stato un grandissimo umanista e come tale la sua formazione prevedeva la conoscenza dei classici latini e greci oltre che di una vastissima parte della letteratura volgare contemporanea, soprattutto quella di matrice popolare. Il suo spirito curioso e sensibile lo porta a saper interpretare e rielaborare le suggestioni che riceve da questi due poli apparentemente antitetici (letteratura classica e volgare sono in opposizione a partire dalla questione linguistica che mette latino contro appunto popolare fino ad arrivare ai temi: molto più elevati e profondi quelli della prima, licenziosi e bassi quelli della seconda).
Boccaccio riprende soprattutto materiale dalle Metamorfosi di Apuleio e dalle opere di Macrobio, in particolare i Saturnalia dove troviamo personaggi eruditi del tempo che conversano e si intrattengono su questioni letterarie.
Dalla letteratura popolare, molto più importante perché è da qui che trae il materiale per le novelle e non solo lo spunto di una conversazione fra dotti, sono importanti i cantari, i fabliaux, e soprattutto il Novellino, un’antica raccolta di novelle di origine toscana molto simili ai cantari.   

[...] e chi scontrati gli avesse, niuna altra cosa avrebbe potuto dire se non: O costor non saranno dalla morte vinti o ella gli ucciderà lieti.

Giovanni Boccaccio, Decameron giornata IX