Lauree forti e lauree deboli

Di Marta Ferrucci.

Quali sono quelle che vanno per la maggiore e quelle che, invece, costringono ad una lunga disoccupazione?

Lauree forti e lauree deboli . E' così che si differenziano i corsi universitari che offrono rapidi sbocchi professionali ai propri laureati e quelli che, invece, non sono così efficienti.

I dati sull'assorbimento dei laureati in materie umanistiche da parte del mercato del lavoro non sono certamente ottimistici, soprattutto se confrontati con le opportunità di chi invece ha conseguito una delle cosidette lauree forti (ingegneria, economia, statistica...).
Se il 34% dei laureati in Lettere, a sei mesi dall'ottenimento del titolo è ancora alla ricerca di un lavoro, i laureati in Statistica che, a sei mesi dalla laurea cercano lavoro, sono lo 0%.
Un altro elemento che pregiudica i laureati in materie umanistiche sono i pregiudizi nei loro confronti che spesso hanno i selezionatori i quali li ritengono poco adatti alla vita aziendale.

Quali sono le lauree vincenti?
Quelle di sicuro rendimento, cioè quelle che assicurano migliori opportunità di un inserimento lavorativo, riguardano i corsi di odontoiatria ed economia aziendale (l'85% e l'84,9% dei laureati trova un impiego subito dopo la laurea),

chimica industriale (76,8%), scienze dell'informazione (76,5%) e tutti i corsi di ingegneria . Meno ricche di opportunità sono le lauree dei gruppi insegnamento, giuridico, geo-biologico e letterario. Se un titolo di studio più elevato offre più opportunità professionali, occorre però sottolineare che non sempre sussiste coerenza tra la formazione e il lavoro svolto. Da questo punto di vista sono i laureati del gruppo medico, chimico-farmaceutico e ingegneria ad avere più possibilità di trovare un'occupazione per la quale è richiesta proprio la loro laurea.

Laurea umanistica? Non tutto è perduto . Nuove tendenze
Negli ultimi anni si assiste ad una richiesta maggiore rispetto al sistema formativo attuale, con un sensibile aumento di richieste di figure professionali formate in ambito giuridico sociale e umanistico, rovesciando così le attuali statistiche relative allo stato occupazionale. Il dato è stato dato da Guido Caselli dell'Ufficio Studi di Unioncamere, nel corso della conferenza stampa indetta al termine del convegno "Lauree deboli e opportunità forti".

Il consiglio
Fate attenzione ai nuovi corsi di laurea: potrebbero essere un canale ancora poco battuto per trovare lavoro; il mercato potrebbe non essere ancora pronto ad assorbire immediatamente i nuovi profili professionali.