Volumetto diviso in tre parte che affronta argomenti sull'agricoltura, allevamento e animali

Il "De Re Rustica" è un volumetto che contiene gli amori del Reatino per la campagna, si avverte subito una nota di fresca sentimentalità sabina, che riporta l’Autore al centro della propria esperienza di campagnolo e coltivatore.
L'opera è scritta nel 37 è indirizzata alla moglie Fundania in occasione dell’acquisto del podere.

È divisa in tre libri dedicati rispettivamente a Fudania e gli amici Turranio Nigro e Pinnio e consta di una serie di dialoghi tenute in date e luoghi diversi, con interlocutori il cui nome richiama la materia trattata (come Vaccius, Vitulus, Merula, Passer, ecc.).

Si discute:
nel 1° libro della coltivazione della terra e dell’agricoltura in generale (De agricoltura);
nel 2° libro del bestiame da pascolo e in particolare dell’allevamento del bestiame (De re pecuaria);
nel 3° libro degli animali da cortile e da villa (De villaticis pastionibus).

Varrone non ha in mente la piccola proprietà, ma parla ai ricchi possidenti e allevatori amanti del guadagno e del lusso. Egli dimostra un sincero amore per la campagna e tenta di esprimersi in una lingua corretta e, talora, artisticamente elevata.

Non destinata all’istruzione pratica del fattore (se non nelle apparenze), ma scritta piuttosto per alimentare e compiacere l’ideologia del ricco proprietario terriero – secondo il presupposto del processo di concentrazione delle terre – l’opera in qualche modo "estetizza" la vita agricola: essa testimonia anche il cambiamento profondo dell'ideale di "agricola", definitivamente trasformatosi in gentiluomo di campagna, che conosce tutti gli aspetti della gestione di un'azienda, ma non ha più alcun diretto contatto col lavoro dei campi.

Altre caratteristiche dell'opera sono: la profonda conoscenza della materia, la formula dialogica - spesso briosa ed arguta, quando non è soffocata dall’erudizione - e l’amore per la sana vita dei campi.

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