De Lingua Latina

Di Redazione Studenti.

Trattato suddiviso intre parti per spiegare l'etimologia, le declinazioni e la sintassi della grammatica latina

Varrone si occupò anche di storia della lingua latina, spesso iniziando da problemi e metodologie della cultura ellenistica. Era una trattazione sistematica ed approfondita, che muoveva dai problemi di etimologia e d'origine della lingua e, successivamente, affrontava la morfologia, la sintassi e la stilistica.

Varrone dava forte rilievo all'assimilazione di elementi stranieri nella formazione della lingua latina.

Questo primo trattato sistematico di grammatica latina, era diviso in tre parti: sull'etimologia (libri II-VII), la teoria delle declinazioni (VIII-XIII) e la sintassi (XIV-XXV).
Dei libri superstiti (V-X), i primi 3 parlano dunque di etimologia, mentre gli altri della flessione, e in particolare discutono la questione, allora in voga, dell' "anomalia" e dell' "analogia". Varrone propende sostanzialmente per l'ultima.
Le etimologie varroniane sono spesso originali e fantasiose, basandosi sull'idea, di matrice stoica, che i nomi delle cose contengano in sé una recondita verità, ossia che i segni linguistici non sono arbitrari (imposti per convenzione) bensì "motivati" (la parola contiene in sé il senso di ciò che designa, quindi la forma apparente del significante "assomiglia" al suo significato).

Circa la contesa fra analogisti (che pretendevano dalla lingua una regolarità razionale (Cesare scrisse il trattato De analogia in difesa della purezza linguistica) e anomalisti (che accettavano le molte irregolarità dell'uso), Varrone sostenne la complementarità di analogia e anomalia, indicando l'ideale di una lingua attenta nel raccogliere le innovazioni, ma senza grette chiusure puristiche.

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