L'identikit di chi studia al Dams

Di Rosario Morabito.

Tutti nel mondo dello spettacolo. Studiare al Dams e non sentirlo

Questa sigla sta per Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Niente di più bello e interessante, potreste pensare. Probabilmente avrete anche ragione. Ma la realtà è che questo corso di laurea, nonostante sia ormai diffuso in quasi tutti gli atenei, viene vissuto come un grande compromesso sia dai suoi studenti che dal mondo del lavoro, scettico nel prenderlo in seria considerazione.

Il compromesso di cui si parla è il tentativo di supplire alla mancanza, nell’offerta dell’istruzione pubblica del nostro paese, di strutture quali le statunitensi School of Performing Arts e quello di dare legittimità ai titoli di studio, facendone una sorta di facoltà “eccentriche” ma non troppo.

Gli studenti lamentano la scarsa considerazione che viene loro riservata dal mondo del lavoro in cui, tra profili altamente qualificati e provenienti dalle varie Accademie d’Arte Drammatica e dai Conservatori - in cui l’apprendimento discende dalla pratica – e quelli di ragazzi che, usciti dal DAMS, hanno dalla loro una grande preparazione teorica che però, di per sé, non è sufficiente per i ruoli cui ci si propone, quasi sempre hanno la meglio i primi.

Generalmente gli studenti del DAMS riescono a supplire a questa mancanza grazie ad un generale fermento che ruota attorno ai loro studi, fatto di seminari – a volte anche gratuiti – di compagnie teatrali, stages, gruppi che nascono all’interno della facoltà stessa e che organizzano mostre o performances.

Ed è proprio questo movimento underground a fare la differenza rispetto ad altri istituti : il principio ispiratore è quello della “unicità delle scienze e delle arti”, ovvero la naturale complementarietà dei due settori. Ne deriva una totale apertura mentale che fa dello studente un ricercatore, uno sperimentatore.

Gli studenti del DAMS si dividono in tre grandi categorie, una per ogni materia di studio. Lo studente tipo di spettacolo aspira immancabilmente a fare l’attore. Non importa se di cinema o teatro : sulla voglia di popolarità, prevale la passione per la recitazione.

Spesso si tratta di ragazzi che vedono scontrarsi la loro ambizione con l’autorità dei genitori, che preferiscono vedere i propri figli in contesti più “istituzionali” , bollando come capriccio dell’età ciò che invece, se coltivato a dovere, potrebbe trasformarsi in un mestiere splendido e tutt’altro che incerto.

Ma l’amore per la ribalta non è sufficiente: al DAMS molta importanza viene data alla preparazione teorica, per cui la voglia di esibirsi deve essere sostenuta da una passione per il teatro ed il cinema in genere e da attitudine allo studio, dal momento che bisogna conoscerne storia e critica. Chi sceglie di studiare recitazione al DAMS è più interessato alle forme di teatro non convenzionali: segue già da tempo le avanguardie e nomi come Barba o Grotowski non gli suonano affatto nuovi.

Lo stesso discorso può essere fatto per gli studenti di Arte o Musica: a premiare come scelta il DAMS è la consapevolezza di uno studio diverso, più attuale, che prende in considerazione le avanguardie del settore. Il requisito principale che fa di voi dei candidati ideali è quindi un grande amore per la materia accompagnato da un’ intelligenza critica che vi abbia spinto già da qualche anno a documentarvi su tutto ( dalla Body Art ai virtuosismi di Ryuichi Sakamoto o Philip Glass).