Dacia Maraini: vita e opere

Dacia Maraini: vita e opere A cura di Silvia Corelli.

La biografia di Dacia Maraini dall’infanzia in Giappone all’incontro con Moravia. Il pensiero, i libri e l’analisi di alcune opere

1Introduzione a Dacia Maraini

Dacia Maraini è una delle autrici viventi fra le più attive e impegnate dell’ultimo secolo. Nata a Fiesole il 13 novembre del 1936, protagonista di una vita frenetica, conta una produzione letteraria come poetessa, romanziera, saggista, drammaturga e sceneggiatrice, scrivendo, inoltre, racconti per bambini e impegnandosi nella promozione delle più varie iniziative culturali, anche quelle dei piccoli editori nascenti negli ultimi decenni.

2La generazione degli anni Trenta

Dacia Maraini stata inserita dalla critica in quella che viene definita la “generazione degli anni Trenta”, cioè di quel gruppo di autori viventi (o da poco scomparsi) nati negli anni Trenta, appunto, del Novecento.
È un insieme di autori ed artisti di notevole importanza per chi si occupa di letteratura contemporanea: basti pensare ad uno fra i nomi che figurano, insieme alla Maraini, fra i romanzieri di questo gruppo, quello di Umberto Eco, semiologo, filologo e scrittore noto in Italia e nel mondo come uno dei più grandi intellettuali del secolo scorso. Nel gruppo dei poeti figura invece il nome di un’autrice di straordinaria importanza, ed è quello, sicuramente altrettanto noto, di Alda Merini, autrice di poesie di straordinaria bellezza, cariche di un profondo turbamento psichico e di una vitalità estrema.  

3Vita di Dacia Maraini

Dacia Maraini nasce a Fiesole da un etnologo orientalista, Fosco Maraini, e da una nobildonna siciliana, Topazia Alliata. Al seguito del padre l’intera famiglia si trasferisce in Giappone nel 1938: sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale e gli eventi bellici non mancano di ripercuotersi anche sulla famiglia Maraini che, nel 1943, viene internata in un campo di concentramento patendo una lunga – e affamata – agonia.
Dopo la liberazione la famiglia torna stremata in Italia, precisamente in Sicilia, dove si stabilisce al seguito dei nonni materni di Dacia Maraini e dove l’autrice, insieme alle sue sorelle, si avvia agli studi. Pochi anni dopo però si rende necessaria una separazione in famiglia: il padre si trasferisce a Roma e per Dacia la speranza di seguire il padre nella Capitale resta un costante sogno di fuga che si realizzerà solamente al raggiungimento dei diciotto anni. 

Dacia Maraini: foto della giovinezza
Dacia Maraini: foto della giovinezza — Fonte: ansa

A Roma la Maraini prosegue gli studi liceali e, per guadagnare qualcosa, si dedica a dei lavori da archivista, da segretaria, e da giornalista. All’età di ventuno anni fonda insieme ad altri giovani scrittori e intellettuali impegnati, la rivista letteraria «Tempo di letteratura», e comincia a collaborare ad altre riviste già affermate come «Paragone», «Nuovi Argomenti», «Il Mondo». 

È nel 1962 che pubblica il suo primo romanzo, La vacanza, e soltanto l’anno successivo, raggiunge il successo affermandosi nel mondo culturale romano e italiano con il romanzo L’età del malessere. Tra i suoi romanzi più importanti è comunque annoverato soprattutto La lunga vita di Marianna Ucria, uscito solo nel 1990.

Dacia Maraini durante una conferenza
Dacia Maraini durante una conferenza — Fonte: ansa

Gli anni Sessanta si pongono come un periodo decisivo per la sua febbrile attività culturale: inizierà a pubblicare le sue prime raccolte di poesie, ad avvicinarsi al teatro per cui scriverà ben trenta opere come sceneggiatrice, arrivando anche a fondare un teatro gestito da sole donne, segnale, questo, del suo interesse e della sua attività come femminista; questi sono anche gli anni in cui si lega ad Alberto Moravia, suo compagno di vita fino agli anni Ottanta. Nel corso della sua vita è in contatto con altri personaggi, scrittori, registi che nel panorama culturale italiano rivestono sempre un ruolo di primo piano: consideriamo ad esempio Pier Paolo Pasolini o Maria Callas.
Della sua attività letteraria e del significato delle sue opere ci occuperemo di seguito.
Ricordiamo comunque che, pensando a Dacia Maraini, dobbiamo avere ben presente: 

  1. L’infanzia in Giappone e la reclusione nel campo di concentramento dove entrò in contatto diretto con numerose sofferenze psichiche e fisiche.
  2. Gli anni in Sicilia e il passaggio tanto sognato a Roma che segnò per lei una svolta per la sua carriera letteraria.
  3. Il successo arrivato a partire dagli anni Sessanta, momento a partire dal quale comincia un’intensissima attività che dura tutt’oggi.

Viviamo in un Paese abbastanza curioso perché soffre di una specie di schizofrenia, perché ha teoricamente una grandissima ammirazione e considerazione per la scrittura però una pratica molto pigra nei riguardi della lettura.

Dacia Maraini, intervista di Lidia Vitale

4Il pensiero e le opere di Dacia Maraini

Nei suoi romanzi, dalle prime opere in cui gli ideali risultano più sfumati fino alle prove successive molto più forti e sicure, il pensiero costante della Maraini si è sempre articolato attraverso le seguenti tematiche:  

  • Scrivere è un modo per superare l’alienazione di cui si è vittima in un mondo frenetico e violento come quello moderno. Attraverso la scrittura la giovane Dacia Maraini ha saputo affrontare le sue emozioni più intime e i suoi ostacoli interiori.
  • Esprimere l’emozione, dare spazio all’interiorità intesa come un groviglio di sensazioni e inquietudini, è un obiettivo costante dei suoi lavori.
  • È sempre attivissima in campo sociale: la condizione delle donne, le violenze contro queste ultime, tanto in un clima familiare quanto in un clima sociale e lavorativo, sono un tema e una lotta sociale, per la Maraini, costante, insieme al dibattito sulla legalità e alla lotta contro le mafie.
  • Espresse queste idee attraverso i suoi romanzi e le sue poesie, la Maraini vede sicuramente nel teatro un luogo privilegiato per sensibilizzare il pubblico.

5Alcune opere

5.1La lunga vita di Marianna Ucria

Pubblicato nel 1990 e vincitore del Premio Campiello, questo romanzo, trasportando il lettore nella Sicilia del Settecento, riesce a rappresentare la grande attualità delle idee di Dacia Maraini riguardo alla questione della condizione femminile. La protagonista, Marianna, è una giovanissima ragazza sordomuta e appartenente alla nobile famiglia Ucria che si è fatta strada attraverso una scalata sociale di matrimoni d’interesse. In nome del denaro e dell’onore è costretta a sposare, appena tredicenne, suo zio, uomo che non manca di punirla ogni qualvolta la giovane tenta di sottrarsi ai suoi doveri derivati dalla figura di moglie che investe. Il ruolo della moglie diventa per la donna una ragione d’essere, non c’è spazio per ribalte o desideri personali nel mondo fermo della Sicilia dell’epoca (l’epoca dei lumi, per giunta, quando tutto il mondo culturale e politico europeo vive i fermenti e le aperture mentali dell’illuminismo in contraddizione con tutto quanto accade nel romanzo). Marianna sarà comunque vittima di scandali, insoddisfatta della sua vita, sposata con un uomo che non ama e che non rispetta, tentata dalle seduzioni di altri ricchi uomini riuscirà alla fine a svincolarsi da questo mondo e convogliare a nozze, a Roma, con il padrone di una locanda.    

Via Maqueda a Palermo
Via Maqueda a Palermo — Fonte: ansa

5.2La ragazza di via Maqueda

Si tratta di una raccolta di racconti pubblicata da Rizzoli nel 2009, un’opera piuttosto recente quindi e molto utile per orientarsi nel vissuto di una Dacia Maraini ormai matura e carica di ricordi e suggestioni che hanno attraversato la sua intera vita.
È sempre attraverso il racconto della vita di varie donne da lei conosciute, o che rappresentano la stessa autrice nei personaggi letterari presenti, che si snodano questi racconti portando in scena tanto paesaggi conosciuti e impressi nella memoria (la Sicilia e Roma prima di tutti), quanto le piccole e grandi lotte quotidiane a cui queste donne sono costrette. Il titolo della raccolta è quello di uno dei racconti contenuti in questa edizione. Ma molte altre sono le storie che compongono questo volume: troviamo ad esempio Ada che decide di separarsi da suo marito nel corso di un viaggio aereo verso Toronto, oppure Splendor che a soli dodici anni si trova in un paese straniero proveniente da un paese dell’est di cui non solo non vuole parlare ma che neppure può ricordare, e poi ancora troviamo i racconti di alcune ragazze di Palermo accomunate tutte da un passato difficile e da un tempo presente che rappresenta una continua riflessione verso una presa di coscienza di se stesse, contro ogni tentazione di rassegnazione e di adesione a etichette precostituite a cui ascriversi.