Cyberbullismo, ecco la nuova legge. Intervista al sostituto Procuratore Valentina Sellaroli

Di Marta Ferrucci.

Valentina Sellaroli, sostituto procuratore presso il Tribunale di Torino, ci spiega cosa cambia con la nuova legge su cyberbullismo approvata a maggio dalla Camera

Cyberbullismo, è arrivata la nuova legge

A maggio 2017 è stata approvata la nuova legge sul cyberbullismo, proposta dalla senatrice del PD Elena Ferrara che era stata l'insegnante di una ragazza morta suicida a Novara dopo un grave episodio di cyberbullismo. Dopo un percorso tortuoso, la legge alla fine è stata approvata quasi all'unanimità, andando a colmare un grave vuoto visto che nel nostro Pese non esistevano leggi analoghe su questo tema.

Valentina Sellaroli
Valentina Sellaroli — Fonte: redazione

Per capire meglio come è cambiato l'approccio al cyberbullismo, come viene definito e cosa dice la legge, Valentina Sellaroli, sostituto Procuratore al Tribunale di Torino, collaboratrice dei portali giuridici ilpenalista.it e ilfamiliarista.it e autrice di Il nuovo reato di cyberbullismo edito da Giuffrè Editore, ha stilato per noi questo vademecum che spiega in modo chiaro e sintetico in cosa consiste il cyberbullismo e come funziona la nuova legge.

  • CHE COS’È IL CYBERBULLISMO:  la legge definisce come cyberbullismo qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali a danno di minorenni, realizzata per via telematica. Ma si parla di cyberbullimo anche per la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
  • A COSA SERVE LA LEGGE: La prima legge contro il cyberbullsimo serve avuole contrastare il fenomeno oltre che con i processi e le eventuali condanne anche sia con azioni di carattere preventivo sia E con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti. I destinatari delle disposizioni sono tanto le vittime, quanto i responsabili degli illeciti.
  • COSA PUOI FARE: Il minore con più di 14 anni coinvolto, il genitore o chiunque ne abbia la responsabilità, che ha subito atti di cyberbullismo può inviare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza (richiesta) per oscurare, rimuovere o bloccare qualsiasi altro dato del minore diffuso nella rete internet;
  • COSA POSSONO FARE GLI ALTRI: Forze dell’ordine: il questore può applicare, se la vittima o i suoi genitori lo chiedono,  la procedura di ammonimento, ovvero una sorta di cartellino giallo, anche nei confronti del minore di età superiore di anni quattordici che abbia commesso, in danno ad altro minorenne, il reato di ingiuria  diffamazione o minaccia mediante rete internet o qualunque atto di cyberbullismo;
    La scuola: Il dirigente scolastico o preside che viene a sapere di atti di cyberbullismo ha l’obbligo di informare tempestivamente i soggetti i genitori o i tutori dei minori e di attivare adeguate attenzioni di carattere educativo;
  • PREVENZIONE: Istituzione di un tavolo tecnico che redigerà un piano d’azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, a cui prenderanno parte anche saranno esperti nella promozione dei diritti dei minori e degli adolescenti e nelle tematiche di genere e degli operatori che forniscono servizi di social networking, una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori.
    - Adozione delle linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole attraverso la formula che si è rivelata vincente: i ragazzi per i ragazzi con progetti di sostegno e prevenzione tra pari;
    - Individuazione, in ogni istituto scolastico, tra i docenti di un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche insieme alle forze dell’ordine;
    - Promozione di specifici progetti personalizzati volti a sostenere i minori vittime di atti di cyberbullismo, nonché a rieducare, anche mediante attività riparatorie o di utilità sociale, i minori che sono coinvolti.

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