Determinazione del costo prodotto

Di Redazione Studenti.

Le scelte necessarie, L'oggetto di calcolo dei costi, Le configurazioni di costo sono alcune caratteristiche a determinare il costo prodotto

DETERMINAZIONE DEL COSTO DI PRODOTTO

Argomenti trattati: Le scelte necessarie - L'oggetto di calcolo dei costi - Le configurazioni di costo - Full Costing e Direct Costing - Metodi di imputazione delle Spese Generali di Produzione - Situazioni particolari per il calcolo del costo di prodotto - Determinazione preventiva del costo di prodotto

Determinazione del costo: le scelte necessarie

Per poter determinare il costo di un'area ristretta della nostra impresa, ad esempio soltanto l'area industriale, oppure un singolo reparto dell'area industriale o addirittura un singolo prodotto, dobbiamo operare una serie di scelte, cioè:
Determinare l'Oggetto (cioè decidere se vogliamo trovare il costo totale dell'area industriale, o di uno specifico reparto o di un solo prodotto e nel caso in cui vogliamo trovare il costo di prodotto, decidere se vogliamo farlo per commessa, per processo o per lotti, a questo proposito vedi anche "L'Oggetto di calcolo dei costi");
Determinare lo Scopo, cioè definire per quale motivo vogliamo conoscere il costo dell'oggetto della nostra analisi, perché da questo dipendono tante altre scelte quali ad esempio l'includere o meno i costi indiretti (vedi anche "Full Costing e Direct Costing") e in quale misura includerli (vedi anche "Configurazioni di Costo");
Determinare il tempo di riferimento, cioè definire se vogliamo svolgere un'analisi preventiva (vedi anche "Determinazione preventiva del costo di prodotto"), contestuale o consuntiva;
Determinare gli Elementi del costo, cioè definire quali sono i costi che, tenuto conto dell'oggetto dell'analisi, possono essere definiti diretti, quali indiretti (che quindi poi vanno ripartiti, a questo proposito vedi anche "Metodi di imputazione delle Spese Generali di Produzione") e quali del tutto trascurabili (a seconda dello scopo dell'analisi visto al punto 2, infatti, può anche capitare che ci siano dei costi che non mi interessano per niente, come capita spesso per i costi dell'area amministrativa e commerciale o per gli oneri finanziari di lungo).

L'oggetto di calcolo dei costi
L'oggetto di calcolo dei costi dipende in larga misura dal tipo di prodotto che l'impresa produce e commercializza.
Ci sono infatti delle attività che prevedono la produzione di diversi prodotti ben distinguibili l'uno dall'altro ognuno dei quali ha una sua fisionomia e un suo costo di produzione che può essere anche notevolmente diverso da quello degli altri prodotti della stessa impresa. Pensiamo ad esempio ad un cantiere navale che produce sia le barchette da diporto per i pescatori che le navi da crociera, beni che sono molto diversi tra loro e che hanno anche costi di produzione tanto diversi da rendere assurdo calcolare il costo di prodotto semplicemente facendo la media tra i vari prodotti. In casi come questo il costo del prodotto viene quindi calcolato per commessa, cioè per ogni singolo bene prodotto.
Poi ci sono invece delle attività che prevedono la produzione di tante varietà di beni, che però possono essere raggruppati in gruppi omogenei composti da prodotti simili tra loro. E' il caso ad esempio delle industrie automobilistiche: le autovetture prodotte sono molte e tra loro diverse, ma possono essere raggruppate a seconda del modello in gruppi omogenei i cui elementi differiscono soltanto per gli accessori installati all'interno. In questo caso il costo del prodotto viene ricercato per lotti, ovvero per gruppi omogenei di prodotti.
Ad esempio la FIAT ricercherebbe il costo totale sostenuto per le Punto, poi a parte il costo totale sostenuto per le Stilo, poi ancora il costo totale per le Barchetta e così via. Le Punto, le Stilo, le Barchetta sono i lotti, cioè gruppi omogenei di prodotti che differiscono tra loro solo per qualche particolare di poco rilievo, nel caso specifico per un accessorio in più o in meno o cose di questo tipo.
Infine ci sono alcune imprese che attuano delle produzioni in cui non è possibile distinguere con esattezza un bene da un altro. Pensiamo ad esempio ad un mulino, o anche a un cementificio, tutte attività in cui non è affatto semplice determinare durante il processo di produzione dove finisce un bene e dove inizia l'altro perché i beni non escono dalla produzione divisi ma formano tutto un insieme continuo di materia che solo in seguito verrà divisa per essere commercializzata. In casi come questo, in cui non è possibile distinguere un bene da un altro, il costo del prodotto viene ricercato con riferimento a un certo periodo di tempo, ad esempio si va a vedere quanto ci è costata la produzione di farina o di cemento realizzata nell'arco di una giornata o di una settimana o di un mese a nostra scelta. In questo caso si dice che il costo del prodotto viene ricercato per processo.

Le configurazioni di costo
Come abbiamo già visto, quando andiamo a determinare il costo di un prodotto dobbiamo fare una serie di scelte e tra queste la più importante in assoluto è quella dello scopo: perché vogliamo conoscere il costo di un certo oggetto (ricordiamo sempre che oggetto non è necessariamente sinonimo di prodotto, un oggetto d'analisi può benissimo essere un reparto di produzione, un ciclo di lavorazione, un'area aziendale e così via). Uno dei motivi per cui lo scopo è particolarmente importante lo vediamo nei particolari ora: a seconda dell'obiettivo che mi pongo, ci sono dei costi che definisco specifici, dei costi che definisco generali e che poi devo ripartire e dei costi che non mi interessano per niente. A seconda quindi dello scopo, possiamo decidere di trovare:
il costo Primo, che è dato semplicemente dalla somma dei costi diretti per la manodopera (retribuzioni del personale che lavora solo nel reparto che analizziamo o che produce solo il prodotto che analizziamo), dei costi diretti per le materie prime (costo delle materie necessarie per la produzione del reparto o per produrre il singolo prodotto) e di altri costi speciali (modelli, stampi, forme e così via);
il costo Industriale, che è dato dal costo primo a cui vanno sommati però i costi generali industriali (utenze, materiali di consumo vari utilizzati per la produzione, manutenzioni alle attrezzature industriali, ammortamenti delle attrezzature industriali, manodopera indiretta che lavora nell'area industriale ma che non si occupa di un solo reparto o di un solo prodotto ma di tutta la produzione e così via) che ovviamente devono essere ripartiti tra i vari reparti o tra i vari prodotti seguendo uno dei modi indicati nella parte "metodi di imputazione delle spese generali di produzione";
il costo Complessivo, che si ottiene sommando al costo industriale i costi che non hanno nessuna attinenza con l'attività di produzione, ad esempio i costi dell'area amministrativa e commerciale, gli oneri finanziari, gli oneri tributari e così via;
il costo Economico Tecnico, che si ottiene sommando al costo complessivo gli oneri figurativi, cioè gli interessi di computo (ovvero gli interessi che si sarebbero ottenuti se si fosse scelto di investire il proprio capitale invece che in azienda in un'altra forma di investimento sicura come i titoli di Stato o il conto corrente bancario), lo stipendio direzionale (ovvero la retribuzione che spetta di diritto al proprietario dell'impresa per aver lavorato all'interno dell'impresa in qualità di massimo dirigente) e i fitti figurativi (presenti solo nel caso in cui gli immobili utilizzati per lo svolgimento dell'attività d'impresa siano di proprietà dell'imprenditore, essi consistono nell'ammontare degli affitti che l'imprenditore avrebbe potuto percepire se avesse deciso di mettere in affitto gli immobili invece di utilizzarli per svolgere l'attività d'impresa).