La raccolta pronti contro termine

Di Redazione Studenti.

Acquisto di titoli dalla banca che a sua volta li riacquista a termine con un ammontare superiore

LA RACCOLTA PRONTI CONTRO TERMINE NEI PARTICOLARI

Nella raccolta pronti contro termine (P/T) con un unico contratto il cliente si impegna a comprare alla banca a pronti una certa quantità di titoli e la banca si impegna a riacquistarli a termine pagando un ammontare superiore a quello corrisposto dal cliente, applicando un tasso di interesse passivo per la banca la cui entità è variabile e viene di volta in volta contrattata dalle parti in considerazione della durata e dell'entità dell'operazione, al contrario di quanto avviene ad esempio per i BOT o per altri titoli di Stato in cui il tasso di interesse è fisso e immodificabile.

Di solito l'ammontare minimo che il cliente deve versare a pronti è piuttosto elevato (€ 50.000 circa) ma alcune banche prevedono anche versamenti minori per consentire l'accesso alla raccolta P/T anche ai piccoli risparmiatori.

Fiscalmente, gli interessi che il cliente percepisce per queste operazioni non sono tassati nel caso in cui i titoli oggetto della negoziazione siano già di per sé soggetti ad imposta sostitutiva oppure se il cliente è un imprenditore e i proventi dell'operazione concorrono alla formazione dell'utile lordo d'esercizio per evitare che ci sia una doppia tassazione.
In tutti gli altri casi i proventi dell'operazione sono soggetti ad imposta sostitutiva del 12,50%.
Inoltre, se c'è stato un guadagno di capitale (cioè se il corso secco a termine è maggiore di quello a pronti), sul guadagno di capitale deve essere applicata la ritenuta fiscale del 12,50%.

La raccolta P/T presenta per la banca numerosi vantaggi, cioè:
• si tratta di una raccolta vincolata, quindi il cliente non può chiedere lo smobilizzo della somma investita prima della scadenza convenuta;
• è uno strumento alternativo ai BOT che permette alle banche di ottenere almeno una parte dei risparmi dei piccoli risparmiatori che altrimenti si indirizzerebbero tutti sui BOT causando una perdita di importanza e una riduzione delle possibilità di azione delle banche;
• il costo dell'operazione è in genere abbastanza contenuto;
• è un valido strumento di marketing.

Per il risparmiatore invece i principali vantaggi sono:
• la possibilità di concordare con la banca la scadenza dell'operazione;
• il rendimento è di solito superiore rispetto a quello garantito dai depositi sia liberi che vincolati e dai BOT, anche grazie al fatto che la banca non applica nessuna commissione ma solo un rimborso spese di modesta entità;
• l'operazione non presenta rischi visto che l'eventuale variazione del corso dei titoli andrebbe a ripercuotersi sulla banca e non sul risparmiatore che in ogni caso è certo di vedersi corrispondere l'importo a termine determinato alla stipulazione del contratto.