Contributo scolastico, ti obbligano a pagarlo?

Di Tommaso Caldarelli.

E' sempre volontario: tutto ciò che c'è da sapere

Il contributo scolastico che gli istituti superiori richiedono alle famiglie è da intendersi come SEMPRE ED INTERAMENTE VOLONTARIO. Vale la pena ricordarlo mentre continuano ad arrivare, dalle scuole, notizie che raccontano di piccoli soprusi da parte delle segreterie didattiche: qualcuno che spesso e volentieri si diverte a far capire che se il contributo non sarà pagato ci saranno delle conseguenze.

ATTENZIONE- Si moltiplicano testimonianze, notizie e appelli da parte dei collettivi studenteschi e delle rappresentanze degli studenti: le scuole che fanno pagare obbligatoriamente il contributo lo fanno in maniera del tutto illecita. Per una volta, c'è di che essere certi: dopo anni di pressioni proprio gli uffici del ministero dell'Istruzione hanno emesso, l'anno scorso, una circolare indirizzata a tutti i presidi che stabilisce e ribadisce dei principi molto chiari: il contributo è sempre da considerarsi volontario e non deve mai essere impiegato per il funzionamento ordinario della scuola (didattica, amministrazione), ma solo per il potenziamento dell'offerta formativa.

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DETRAIBILITA' - La scuola dell'obbligo è infatti gratuita per tutti e non è pensabile alcun contributo volontario; per il biennio delle superiori è prevista una tassa di frequenza che però ammonta a pochi euro. L'Unione degli Studenti ha anche messo a disposizione un modulo da stampare e compilare con tutti i riferimenti legali per comunicare alla scuola che non si intende pagare il contributo scolastico. Ovviamente, bisogna ricordare che alle scuole il pagamento di questo contributo fa molto comodo perché i fondi non ci sono, ma anche nel pagarlo c'è un lato positivo: i contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni, per l’innovazione tecnologica o per l’edilizia scolasticai, secondo una legge del 2007, sono interamente scaricabili dalle tasse.

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VINCOLATI - La scuola ha l'obbligo di indicare come vengono utilizzati questi soldi; molto possono fare poi i rappresentanti in Consiglio di Istituto, studenti o genitori, che dovrebbero chiedere che i fondi del contributo non vengano inseriti nel bilancio in una voce unica ("non vincolati") ma che vengano invece messi a bilancio come fondi vincolati per specifiche attività, così da impedire che vengano utilizzati per altro. Diverso il caso ad esempio delle assicurazioni per la scuola, o dei fondi per le gite scolastiche, che sono da considerarsi invece davvero obbligatori.

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