I conti correnti bancari

Di Redazione Studenti.

Approfondimento sui conti correnti bancari

I conti correnti di corrispondenza costituiscono al momento attuale il principale strumento utilizzato dalle banche per reperire le risorse di cui necessitano, visto che al momento attuale sono molti i soggetti, imprenditori ma anche famiglie, che ricorrono a questo strumento sia per la sua remuneratività (comunque bassa) sia soprattutto per il gran numero di servizi che ad esso sono collegati.
Dal punto di vista giuridico si tratta di un contratto atipico, cioè non regolamentato dal codice civile, che comprende in realtà molti altri contratti legati alle operazioni di approvvigionamento e finanziamento di volta in volta compiute dalla banca. Sul codice civile vengono regolate solo alcune delle operazioni che possono essere svolte dai correntisti, nella sezione V "delle operazioni bancarie in conto corrente", artt. 1852 e sgg.
L'apertura del conto avviene per iniziativa di un privato, singolo cittadino o impresa, che chiedono di poter aprire il conto corrente. La banca, fatte le dovute indagini sulla moralità, correttezza e solvibilità del potenziale cliente, se ritiene che ve ne siano i presupposti consegna al cliente la lettera-contratto con riportate le clausole generali stabilite dall'ABI e le clausole specifiche applicate al conto corrente dalla banca. Questo contratto può solo essere accettato in toto dal cliente, non è prevista nessuna modifica. Contestualmente all'apertura del conto, la banca rilascia anche un libretto degli assegni, previa dichiarazione del cliente secondo cui egli non è interdetto all'emissione di assegni e non è stato condannato per aver emesso assegni scoperti nel semestre precedente.
Durante il rapporto di conto corrente la banca registra tutte le operazioni compiute e redige due documenti distinti, l'estratto conto e lo scalare interessi che vengono periodicamente inviati ai correntisti (di solito in corrispondenza della fine di ogni periodo di capitalizzazione, ma il correntista può richiedere che l'invio della documentazione avvenga con maggior frequenza sostenendo ovviamente le relative spese).
Il conto può essere estinto in ogni momento su iniziativa di ognuna delle due parti (di solito su iniziativa del cliente) con preavviso di un giorno. La chiusura del conto comporta la determinazione delle competenze fino a quel momento maturate e il versamento da parte della banca del saldo creditore (per mezzo di assegno circolare o di bonifico a un c/c indicato dal cliente) oppure il versamento da parte del correntista del saldo debitore.

Una caratteristica fondamentale dei conti correnti di corrispondenza, che li differenzia dal punto di vista computistico dai depositi a risparmio, è che nei conti correnti di corrispondenza la valuta delle operazioni molto raramente coincide con la data in cui l'operazione viene effettuata. Questo ha una notevole rilevanza ai fini del calcolo delle competenze visto che le operazioni, al momento della redazione dello scalare interessi, vengono ovviamente messe in ordine di valuta, quindi la valuta che viene considerata per la determinazione degli interessi e non la data reale in cui è stata effettuata l'operazione.
Ricordiamo comunque che ci sono alcune operazioni che devono essere registrate obbligatoriamente con valuta in giornata, cioè:
• prelevamenti in contanti;
• versamenti in contanti;
• versamenti di assegni bancari emessi da correntisti della stessa banca;
• versamenti di assegni circolari emessi dalla stessa banca.

Proprio in virtù di questa divergenza tra le valute e le date di svolgimento delle operazioni, può capitare che un'operazione svolta in un certo periodo di capitalizzazione non venga contabilizzata in quel periodo perché ha valuta nel periodo di capitalizzazione successivo (postergate) oppure perché ha valuta nel periodo di capitalizzazione precedente (antergata).
Nel caso di postergate, l'operazione figura nell'estratto conto del periodo in cui essa viene effettuata ma non figura nello scalare interessi, figurerà quindi nello scalare interessi del periodo successivo.
Nel caso di antergata, l'operazione figura sia nell'estratto conto che nello scalare interessi del periodo in cui essa viene effettuata, ma la registrazione nello scalare interessi viene effettuata con una tecnica particolare che permette di rettificare le competenze corrisposte relativamente al periodo precedente.

Sempre a causa della discordanza tra data dell'operazione e valuta, abbiamo sul conto due saldi distinti, quello contabile e quello liquido. Quello contabile deriva dall'estratto conto, quello liquido dallo scalare interessi. Cioè se mettiamo le operazioni in ordine di data, troviamo dopo ogni operazione un saldo che è però il saldo contabile. Se invece mettiamo le operazioni in ordine di valuta dopo ogni operazione troviamo un saldo che è il saldo liquido.

Le competenze vengono liquidate periodicamente con cadenza variabile a seconda delle banche, ma in ogni caso le cadenze devono essere le stesse sia per i conti attivi che per quelli passivi. Per la determinazione delle competenze è necessario innanzi tutto determinare gli interessi moltiplicando la somma dei numeri dello scalare interessi per il tasso e dividendo per 36500 (o per 36,5 se i numeri erano stati divisi per 1000). A questo punto se ci sono stati degli scoperti la banca addebita la commissione di massimo scoperto, una percentuale che viene calcolata su importi diversi a seconda della tecnica scelta.
Le tre tecniche possibili sono:
assoluta, cioè la percentuale è calcolata sul massimo saldo negativo del periodo senza tenere in alcuna considerazione la durata;
relativa, cioè non si considerano gli scoperti che hanno avuto durata inferiore a 10 giorni e tra quelli che restano si calcola la percentuale sul massimo saldo debitore;
mista, cioè non si addebita nessuna commissione se non ci sono stati saldi debitori di durata superiore a 10 giorni mentre invece se ci sono stati saldi debitori di durata superiore a 10 giorni si addebita la commissione di massimo scoperto calcolando la percentuale sul massimo saldo debitore del periodo senza considerare la sua durata.

Oltre alla commissione di massimo scoperto la banca addebita spesso spese generali che di solito hanno ammontare fisso e vengono addebitate al momento della liquidazione delle competenze alla fine di ogni periodo di capitalizzazione e addebita anche spese di tenuta conto, sempre al momento della liquidazione delle competenze, che sono date dal prodotto tra un valore fisso di solito di modesta entità e il numero di scritture che sono state eseguite sull'estratto conto nel periodo di riferimento.