Contesto storico di Platone (II° parte)

Di Redazione Studenti.

Dal punto di vista culturale, l'Atene in cui visse Platone conservava ancora tutto lo splendore tipico del V secolo a. C.

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I capifamiglia, ossia gli uomini liberi greci e cittadini, godevano di una sostanziale uguaglianza, soprattutto nelle città rette da un governo democratico, e partecipavano tutti in qualche modo all'esercizio del potere.
I grandi autori tragici (Eschilo, Sofocle, Euripide) e comici (Aristofane) erano morti, ma i loro drammi continuavano a essere rappresentati con successo. La letteratura in prosa aveva raggiunto alti livelli grazie ai contributi di grandi storici come Senofonte, e di abilissimi oratori come Lisia, Isocrate, Eschine e Demostene.
Dal punto di vista artistico, Atene era abbellita dai grandi monumenti dell'architettura dorica, fra cui spiccavano il Partenone e i Propilei, e ionica, della quale si ricorda soprattutto l'Eretteo. Alla grande scultura di Fidia era subentrata quella di Skopas e poi di Prassitele, due abilissimi modellatori di statue di divinità, soprattutto femminili.
La scienza era rappresentata, nel campo della medicina, dalla scuola di Ippocrate, fondata a Cos, in Grecia, e da personaggi di grande rilievo come Filistione di Locri, nella Magna Grecia; quest'ultimo incontrò Platone a Siracusa nel 360 a. C. Nei campi della matematica e dell'astronomia, emergevano figure come il pitagorico Archita di Taranto, che Platone incontrò nel 389 a. C., e il famoso Eudosso di Cnido, il quale frequentò probabilmente l'Accademia di Platone, diffondendovi la scienza astronomica della scuola cizenica e le cognizioni apprese in Asia e in Egitto; egli aveva inoltre postulato la teoria astronomica secondo la quale l'universo sarebbe costituito da una serie di sfere concentriche.
Per quanto riguarda la filosofia, c'erano importanti scuole di origine presocratica, come la scuola pitagorica con Archita e quella eraclitea con Cratilo. Nei primi decenni del IV secolo a. C., spiccava anche la figura di Democrito di Abdera, il massimo esponente dell'atomismo. Inoltre, continuavano a operare in Grecia i sofisti, anche se si trattava di personaggi meno rilevanti rispetto al V secolo a. C.; fra i sofisti del IV si ricordano: Crizia, il nipote dell'interlocutore dell'omonimo dialogo platonico, Licofrone, Alcidamante, Eutidemo, Dionisodoro, Polisseno.
Prosperavano anche le scuole socratiche minori, ovvero i cinici capeggiati da Antistene, i cirenaici che avevano come massimo esponente Aristippo, i megarici che avevano a capo Euclide e la scuola di Elide con a capo Fedone. Questi erano gli interlocutori con cui Platone si confrontava, ai quali bisogna aggiungere il suo maestro Socrate e i discepoli platonici Speusippo, Senocrate, Aristotele, Eraclide Pontico, Filippo di Opunte, con i quali il filosofo, grazie alla sua lunga vita, collaborò anche quando essi avevano ormai raggiunto l'età matura. Platone può essere considerato il grande protagonista della sua epoca, dalla quale venne inevitabilmente influenzato.