Svetonio: il contesto storico

Di Micaela Bonito.

La storia durante il periodi di Svetonio. Quale politica e quali governatori ci furono in quel periodo.


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Contesto Storico

Sotto l’ultimo principe flavio si organizzò l’opposizione senatoria: Domiziano, infatti, accentuò molto il carattere autocratico del suo potere e riprese a servirsi dei processi di lesa maestà per colpire i dissidenti interni.
Nel 96 d.C. venne ucciso Domiziano, in seguito all’ennesima congiura di corte, dalla quale non fu estraneo lo stesso pretorio.
Venne designato come successore “transitorio” il vecchio Nerva, nobile di nascita e ben voluto da tutti, ma senza discendenti e senza seguito nell’esercito.

Nerva si mosse con estrema cautela, ma non riuscì ad evitare che avesse inizio, specie ad opera dei ceti più colpiti da regime del terrore di Domiziano, la damnatio memoriae dell’imperatore: le statue che lo ritraevano furono abbattute e a lui vennero attribuiti dagli storici i tratti del tiranno folle e sanguinario.

La damnatio memoriae di Domiziano raggiunse toni molto accesi, scatenando la reazione dell’esercito legato ancora all’imperatore ucciso: il pretorio si ribellò e costrinse Nerva a consegnare gli assassini del principe, ai quali Nerva doveva pur sempre il trono. La situazione iniziò a precipitare e Nerva non fu in grado di controllarla. Nel 98 venne scelto come nuovo imperatore Traiano, un valoroso generale spagnolo, che comandava le truppe di stanza in Italia: per la prima volta venne eletto un imperatore che non era originario dell’Italia.
Con Traiano viene fondatala nuova dinastia degli Antonini, che detenne il periodo nel periodo di maggiore prosperità dell’impero.
Il neo-imperatore si prodigò per far cessare lo stato di ostilità con la nobilitas, che minacciava la stabilità del trono e dell’ordine interno.
Non c’era nessun pericolo a mostrare tolleranza ed ossequio per la nobiltà e le sue tradizioni: anzi una politica in questa direzione gli avrebbe assicurato l’appoggio dell’aristocrazia, che si sarebbe sentita sicura della protezione dell’imperatore e da qualsiasi pericolo di persecuzione.
Grande cura fu rivolta al governo delle province e all’esercito, che avevano avuto gran peso all’elezione al trono di Traiano. Questa attenzione per tali soggetti politici fu un punto in comune anche al governo dei successori di Traiano; in particolare Adriano passò gran parte del suo mandato in viaggi di ispezioni per tutte le province del suo impero, per assicurarsi che tutto andasse nel migliore dei modi.

Sotto gli Antonimi però già si mostrano le prime avvisaglie della crisi, che investirà il secolo successivo:

  1. l’impoverimento della penisola italica rispetto alle altre province, costrinse i principi a varare misure economiche eccezionali per porre un argine al suo tracollo economico;
  2. la diffusione del latifondo
  3. ribellioni di popoli irrequieti, come gli Ebrei;
  4. pressione delle popolazioni barbariche ai confini settentrionali e orientali dell’impero.

Il regno degli ultimi imperatori, Marco Aurelio e Commodo, fu, infatti turbato dall’invasione delle tribù germaniche ai confini lungo il Reno; dalla carestia in Oriente e dallo scoppio di una pestilenza che colpì anche l’Italia.