Cicerone: il contesto storico

Di Micaela Bonito.

Il periodo in cui ha vissuto Cicerone caratterizzato da personaggi illustri


Cicerone: Indice

Vita - Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Contesto storico di Cicerone

Il periodo in cui visse Cicerone è segnato da personalità così emergenti da segnare quella svolta politico-istituzionale che porterà al crollo della repubblica romana e alla nascita del principato augusteo.
Non è un caso che questi anni dall’80 a. C. al 44 a.C.sono noti come “età cesariana”, proprio perché indiscusso protagonista è Giulio Cesare.

Dopo la morte del dittatore Silla (78 a.C), sia i populares che gli equites cercarono di riconquistare quegli spazi politici che Silla aveva loro tolto a favore degli optimates. Un esponente del partito mariano, Marco Emilio Lepido, tentò di occupare Roma, ma fu fermato dall’intervento di Pompeo, il futuro alleato e poi avversario di Cesare.
Negli anni dal 78 al 63 Pompeo Magno, guadagnò notevole prestigio grazie ai grandi successi militari che culminarono con la vittoria su Mitradate nel 66-63, vittoria che assicurò al dominio romano tutta l’Asia minore fino all’Eufrate.

Durante gli anni della campagna di Pompeo in oriente, Cesare a Roma si segnalava per la sua abilità politica strategica. Malgrado le ostilità del senato, Cesare riuscì ad accordarsi con Crasso, allora l’uomo più riccodi Roma, e a sostenere diverse iniziative politiche di tipo antisenatorio, tra cui –forse- anche quella di Catilina. Questi, dopo aver sperperato tutto il suo patrimonio, volle tentare la scalata politica, gareggiando per il consolato nel 64, ma come rivale trovò Cicerone che venne eletto per il 63. Catilina organizzò una rivolta armata che venne però denunciata da Cicerone, il quale fece giustiziare alcuni congiurati.

L’anno successivo, nel 62, Pompeo tornò dalle sue campagne militari: dopo aver celebrato il trionfo e congedate le sue truppe, chiese al senato l’assegnazione di terre ai suoi veterani , ma si vide rifiutare tale richiesta. Allora a Pompeo non restò che accogliere la proposta di Cesare di stringere insieme a lui e a Crasso quell’accordo privato che va sotto il nome di primo triumvirato (60 a.C).

Grazie a questo patto, Cesare potè negli anni successivi dedicarsi alla conquista della Galliane (58-50), dove si procurò prestigio presso l’opinione pubblica romana e soprattutto presso il suo esercito. Tale prestigio però non andava bene al senato, che non vedeva di buon occhio il potere che Cesare stava pian piano conquistando: così il senato concesse a Pompeo poteri straordinari e nel 49 volle che egli intimasse a Cesare di sciogliere i suoi eserciti. Per tutta risposta Cesare con l’esercito varcò il Rubicone, che costituiva il confine dell’Italia entro il quale era vietato guidare le milizie. La gueraa civile era così dichiarata.

La guerra tra Cesare e Pompeo durò dal 49 al 45 e si concluse con la morte di Pompeo, nel 48 in Egitto e la vittoria di Cesare, ormai signore di Roma. Cesare conservò formalmente le istituzioni repubblicane ma in realtà le sostituì con un regime sostanzialmente monarchico: il suo potere si fondava essenzialmente sull’appoggio degli eserciti, dei veterani e della plebe di Roma; nel suo significato storico, esso si giustifica come costruttiva adeguazione dello stato alle complesse esigenze dell’impero mediterraneo, che la repubblica oligarchica senatoriale non era più in grado di soddisfare.

L’opera di Cesare, che vide numerose riforme di tipo costituzionale, amministrativo e urbanistico, fu interrota nel 44 a.C. con una congiura di ispirazione anti tirannica, guidata da Bruto e Cassio.

Se molti, tra cui Cicerone, si erano illusi che con la morte di Cesare potesse essere ripristinata la legalità repubblicana, la stipula del secondo triumvirato, con le conseguenti liste di proscrizione, annullò ogni ipotesi di riassetto dello stato.