Catullo: il contesto storico

Di Micaela Bonito.

Nel breve arco della sua vita Catullo visse nel periodo che vide l'ascesa al potere di grandi personalità, quali Pompeo e Cesare.

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Contesto Storico

Al contrario di personaggi come Cicerone e Sallustio che furono protagonisti attivi della vita politica del primo secolo a.C., Catullo rimase lontano dalla politica aderendo ad un modello di vita diverso, introdotto da una nuova corrente letteraria: il neoterismo.
Il “neoterismo” fu, insieme all’epicureismo in filosofia, il fenomeno più vistoso delle trasformazioni culturali che investirono Roma nel momento in cui la città si impose come dominatrice del Mediterraneo con la graduale assimilazione delle forme più raffinate della poesia ellenistica, in seguito alla definitiva conquista del mondo greco.

Il termine neòteroi o poetae novi, usati da Cicerone in senso spregiativo mette in risalto il carattere di novità di questo tipo di poesia, che rompeva ogni legame con l’epos tradizionale.
Questi autori, provenienti per lo più dalla Gallia Cisalpina, sostennero quel rinnovamento che era già stato anticipato dal circolo di Lutazio Catulo nel II secolo a.C.
Questi poeti si rifacevano ai grandi poeti ellenistici greci del III sec a.C., propugnando un tipo di poesia di intrattenimento, lontana da qualsiasi fine di propaganda ideologica e nazionalistica.
Il poeta novus rinunciava a qualsiasi elemento estraneo alla sua personale esperienza di uomo e di artista e rivendicava l’ideale di otium letterario , da dedicare ad un tipo di poesia intesa come lusus, come gioco (e lo stesso Catullo chiamerà alcuni suoi carmi nugae, ovvero inezie, sciocchezze).

Caratteristiche di questo tipo di poesia erano: la brevitas, ovvero l’uso di componimenti brevi, quali l’epillio, l’elegia o l’epigramma; l’erudizione, poiché questi componimenti sono ricchi di richiami allusivi alle opere poetiche dei poeti greci; il labor limae, il lavoro di limatura, la cura formale e stilistica a cui ogni carme è sottoposto.
Lo sviluppo di questo nuovo linguaggio fu graduale: infatti si parla di preneoterici, con riferimento ai poeti della cerchia di Lutazio Catulo, poi di neoterici veri e propri. La distinzione è da mettere in relazione alla lenta assimilazione di modelli greci che con Catullo raggiunse la piena maturità.
Questo poeti incontrarono il disprezzo dei ceti tradizionalisti, poiché da parte loro non era condiviso questo ideale di vita, lontano dagli affari politici, e dedito all’otium e al disimpegno più totale.

Il poeta novus costituiva il rovesciamento dell’ideale aristocratico di civis romanus, tutto foro e politica. Cicerone definiva i neoteroi con l’espressione dispregiativa cantores Euphorionis, cioè imitatori di Euforione di Calcide, uno dei poeti più raffinati dell’ellenismo.

Modelli per i neoteroi furono molti poeti greci, alcuni dei quali si trovavano in quel periodo a Roma: ad esempio Posidonio di Apamea, Partenio di Nicea e Filodemo da Gadara; tuttavia, al di là delle influenze dirette il modello principale era Callimaco, vissuto nel III sec a.C.
Esponenti di rilievo del neoterismo, oltre a Catullo, furono Valerio Catone, Elvio Cinna, Licinio Calvo, Memmio, quinto Ortensio Ortalo. Quasi tutti provenivano dalla Gallia Cisalpina e tutti legati da una un’amicizia tale da far pensare ad un vero e proprio circolo letterario.Questo, in breve, il contesto culturale nel quale Catullo si distinse in modo particolare.