Consigli ai praticanti

Di Redazione Studenti.

Consigli pratici per i praticanti che devono affrontare procedure amministrative e burocratiche

Iscrizione al registro speciale
Il praticante che intende iscriversi per la prima volta nel registro speciale deve rivolgere apposita domanda al Consiglio dell'Ordine presso il Tribunale nella cui Circoscrizione egli ha la residenza.
NB: Per il primo anno il praticante non puo’ essere ammesso all'esercizio del patrocinio.

Domanda e allegati
La domanda di iscrizione, redatta su carta uso bollo, deve essere corredata dai seguenti documenti:

In carta libera:
> Certificato di nascita
> Certificato di residenza
> Certificato di cittadinanza italiana
> Certificati dei carichi pendenti della Procura della Repubblica presso la Pretura del luogo di residenza e della Procura della Repubblica presso il Tribunale del luogo di residenza

In bollo:
>
Certificato generale del casellario giudiziale
> Certificazione di Laurea con l'indicazione degli esami sostenuti.
> Certificato di iniziata pratica rilasciato da un Avvocato oppure certificazione dell'Universita’ attestante l'iscrizione ad un corso post-universitario di pratica forense (vedi punto 2.1)
> Versamento al Consiglio dell'Ordine dei diritti per iscrizione e tessera.
> Due fotografie formato tessera

Svolgimento della pratica
Dopo l'iscrizione, il praticante, dovra’ recarsi presso il Consiglio dell'Ordine per ritirare il libretto della pratica. La pratica del primo anno puo’ essere svolta in due modi:

1 - Frequenza di uno dei corsi post-universitari previsti dall'art. 1, comma 3, D.P.R. 101/1990

In tale ipotesi il praticante all'atto della sua iscrizione deve dichiarare nella domanda che intende frequentare un corso post-universitario ed indicarlo specificatamente. Deve altresi’ allegare, in sostituzione della dichiarazione dell'avvocato, una certificazione rilasciata dall'Universita’, attestante la sua iscrizione al corso post-universitario di pratica forense. AI termine del corso il Direttore dovra’ attestare l'avvenuta frequenza.

N.B.: La frequenza del corso post-universitario e’ sostitutiva della frequenza dello studio dell'avvocato solamente per un anno di pratica. Per gli anni successivi e’ comunque obbligatoria la frequenza dello studio di un avvocato.
N.B.: La frequenza di scuole di formazione professionale di cui all'art. 3 D.P.R. 101/1990 e’ solamente integrativa della pratica forense.

Frequenza dello studio di un avvocato
All'atto della sua iscrizione il praticante procuratore non abilitato ricevera’ dal Consiglio dell'Ordine un libretto, previamente numerato e vidimato dal Presidente (art. 6 D.P.R. 101/1990).

Tenuta del libretto: Il libretto e’ diviso in tre parti:
1)
- La prima riguarda le udienze alle quali il praticante assiste.
A - Come previsto dal citato art. 6, il praticante dovra’, sotto il diretto ed immediato controllo dell'avvocato presso il cui studio esercita la pratica, annotare le udienze alle quali ha assistito. con la indicazione della data, dell'Autorita’ Giudiziaria, del numero di ruolo dei processi, delle parti. nonche’ dell'attivita’ espletata all'udienza (si consigliano per il civile le attivita’ istruttorie).
B - L'assistenza alle udienze non potra’ essere inferiore a venti ogni semestre. Il termine "Udienza" di cui all'art. 6 D.P.R. 101/1990 non e’ di chiaro significato. La norma di cui all'art. 6 deve essere pertanto interpretata, mediante l'esame delle statuizioni di cui all'art. 1 D.P.R. cit.
Tale articolo infatti ribadisce il principio generale al quale si ispira la riforma legislativa del regolamento della pratica: la pratica forense deve essere svolta con assiduita’. Da molti consigli dell'ordine e' ritenuta insufficiente ai tini della pratica l'assistenza ad udienze tenutesi in uno stesso giorno o in pochi giorni.
E' di regola consigliata al praticante l'assistenza alla trattazione di un certo numero di cause (i cui estremi dovranno essere riportati sul libretto della pratica) dinanzi a Giudici diversi con udienze che possono essere ripartite fra la Pretura, il Tribunale (civile e penale), con menzione a verbale.
Le udienze potranno essere civili oppure penali, ma non di mero rinvio.
III - Le cause trattate nelle udienze di cui sopra dovranno essere preferibilmente relative ai procedimenti nei quali e’ difensore l'avvocato nel cui studio il praticante esercita la pratica.
Qualora si tratti di udienze in materia diversa da quelle trattate nello studio del dominus, questi puo’ delegare un collega che coltivi tali materie ad accompagnare il praticante alle udienze e ad asseverare con dichiarazione scritta l'avvenuta assistenza del praticante stesso.
In ogni caso e’ espressamente previsto (al 2° comma dell'art. 6 D.P.R. citato) che l'avvocato deve vigilare sulla pratica e deve attestare la veridicita’ delle annotazioni effettuate dal praticante, fermo restando che il Consiglio dell'Ordine vigila sullo svolgimento della pratica in via autonoma.
N.B. La presenza all'udienza del praticante non abilitato non puo’ assolutamente estendersi alla rappresentanza e difesa della parte, ne’ alla sostituzione di un avvocato (fatti che costituiscono infrazione disciplinare ed integrano gli estremi del reato di esercizio abusivo della professione forense).

2) - La seconda parte del libretto riguarda gli atti processuali o stragiudiziali più rilevanti alla cui predisposizione e redazione il praticante ha partecipato con la indicazione del loro oggetto.

3) - La terza parte riguarda infine le questioni giuridiche di maggiore interesse alla cui trattazione il praticante ha assistito o collaborato.

Esibizione del libretto
Il libretto dovra’ essere esibito al Consiglio dell'Ordine al termine di ogni semestre di pratica.
Prima della esibizione, il libretto dovra’ essere controfirmato (per attestazione di veridicita’ delle annotazioni in esso contenute) dall'avvocato presso il cui studio viene svolta la pratica.

Trasferimenti: Qualora il praticante intenda trasferirsi in uno studio diverso da quello dichiarato all'atto della domanda, deve comunicarlo al Consiglio dell'Ordine.
Attenzione: Mancando la preventiva comunicazione al Consiglio, il periodo di pratica non e’ riconosciuto efficace ai tini del compimento della pratica medesima e del rilascio del relativo certificato (art. 5. ultimo comma, D.P.R. citato).

Termine del primo anno
Al termine del primo anno di pratica il praticante deve:
depositare presso il Consiglio dell'Ordine il libretto della pratica.
illustrare con apposita relazione scritta le attivita’ indicate nel libretto della pratica ed i problemi anche di natura deontologica trattati nel corso di tale periodo. Esaminato quanto descritto ai punti A e B, il Consiglio effettuera’ gli opportuni accertamenti sulle dichiarazioni del praticante e ha facolta’ di invitarlo ad un colloquio per eventuali ulteriori chiarimenti sul tirocinio espletato.
N.B.!: E’ obbligatorio il deposito annuale del libretto unitamente alla relazione.

E’ facolta’ del Consiglio dell'Ordine convocare in qualunque momento dell'espletando periodo di pratica l'iscritto, per verificare la veridicita’ di quanto dichiarato nel libretto e per chiedere chiarimenti e delucidazioni sul tirocinio compiuto.

Secondo anno: il patrocinio
Al termine del primo anno di pratica il praticante deve:
- depositare presso il Consiglio dell'Ordine il libretto della pratica.
illustrare con apposita relazione scritta le attivita’ indicate nel libretto della pratica ed i problemi anche di natura deontologica trattati nel corso di tale periodo. Esaminato quanto descritto ai punti A e B, il Consiglio effettuera’ gli opportuni accertamenti sulle dichiarazioni del praticante e ha facolta’ di invitarlo ad un colloquio per eventuali ulteriori chiarimenti sul tirocinio espletato.
N.B.!: E’ obbligatorio il deposito annuale del libretto unitamente alla relazione.
E’ facolta’ del Consiglio dell'Ordine convocare in qualunque momento dell'espletando periodo di pratica l'iscritto, per verificare la veridicita’ di quanto dichiarato nel libretto e per chiedere chiarimenti e delucidazioni sul tirocinio compiuto.

- IL PATROCINIO -