I metodi migliori per studiare

Di Andrea Maggiolo.

Consigli per studiare in modo più rapido e produttivo da un esperto della materia

Qualche giorno fa ho tenuto una lezione alla Sapienza presso la cattedra di Sociologia dei Prof. De Nardis: "La Sociologia", ha enunciato il professore prima di darmi la parola, "è una scienza che studia le cose, quando qualcosa non torna"; e che ci fa capire perché non torna, aggiungo io... Nella mia testa ho subito pensato: fantastico! Se imparo questa materia posso applicarla alla mia vita, quel tanto che basta da far tornare le cose quando non tornano; e siccome in parte il mio lavoro è già questo, su questo ho impostato la lezione, credo sia piaciuta...(lunedì ci ritorno)
A questo proposito ospito per questa settimana il mio amico Claudio Campironi, il migliore insegnante di "tecniche di apprendimento" che io conosca, a me ha dato tantissimi spunti sul perché spesso "qualcosa non torna" nel modo in cui ci hanno "insegnato ad imparare" a scuola, spero lo troviate utile anche per voi:

Inizia dalla fine

Una delle cose più inutili e illogiche che ci hanno insegnato nei nostri primi anni di scuola è affrontare un argomento da studiare partendo dall'inizio.
Ora qualcuno potrebbe giustamente obiettare che è da li che si comincia, per definizione! Ma lasciatemi spiegare, con un esempio semplice, a cosa mi sto riferendo e scoprirete un approccio allo studio diverso e, probabilmente, molto più efficace di quanto possiate immaginare.
Prendiamo in considerazione, ad esempio, un giovane studente alle prese con la matematica.
Se il giovane studente è stato "ben" educato dalla sua insegnante sa che, prima di affrontare gli esercizi, deve studiare ed imparare bene la teoria.
Il giovane studente seguirà quindi con attenzione la spiegazione in classe, magari prendendo appunti su teoremi e dimostrazioni. Inizierà poi lo studio a casa dedicando alle informazioni teoriche tutto il tempo necessario per ben assimilarle, magari utilizzando anche gli appunti presi in classe. Dopo aver (finalmente) imparato e capito cosa deve sapere sarà quindi pronto per dedicarsi agli esercizi.
Fin qui nulla di sbagliato, almeno in apparenza.
In realtà studiando in questo modo i tempi necessari si allungano spaventosamente, è richiesta molta disciplina e concentrazione e, soprattutto, è un metodo che non sarà più sostenibile quando il giovane studente entrerà nel mondo reale, quello del lavoro, quello in cui il tempo per aggiornarsi e studiare è ridottissimo ma prezioso e irrinunciabile.



Cosa significa quindi iniziare dalla fine?
Tornando al giovane studente di matematica iniziare dalla fine significa, nel suo caso, partire direttamente gli esercizi.
Iniziando direttamente dagli esercizi possono accadere sostanzialmente due cose:
1. lo studente è in grado di svolgerli: svolgendo gli esercizi memorizza anche le informazioni teoriche o, se necessario, può approfondirle in un secondo momento e sarà molto più semplice farlo in quanto saprà già a cosa si riferiscono.
2. lo studente non è in grado di svolgere gli esercizi. A questo punto il giovane studente ha un'esigenza reale e concreta (magari supportata da un po' di curiosità) di conoscere la teoria per poi essere in grado di mettere in pratica le informazioni teoriche per risolvere gli esercizi.

La nostra mente, e quindi la nostra attenzione, è continuamente sollecitata da stimoli e pensieri diversi. Purtroppo non siamo in grado di prestare attenzione a tutti questi stimoli contemporaneamente. La nostra mente è selettiva, opera delle scelte, cancella alcune informazioni e si focalizza su altre.
Ti è mai capitato, ad esempio, di dover leggere o studiare qualcosa e, per quanto ti sforzassi, non c'era modo di rimanere concentrati? Probabilmente sì...
Spesso mi chiedono "come posso fare per essere sempre concentrato sulle cose che devo studiare?"
E' semplice, basta iniziare dalla fine (ormai dovresti averlo capito ;-)).
Abbiamo visto che la nostra mente è selettiva, ma è anche molto efficace e possiamo trarre un vantaggio da queste due caratteristiche.
Noi tutti, infatti, tendiamo naturalmente a concentrare le nostre attenzioni su ciò che riteniamo più utile e conveniente per noi in quel momento. Abbiamo una sorta di radar opportunista in grado di andare a caccia delle informazioni importanti. Questo radar è quello che ci permette di rimanere concentrati o, viceversa, è responsabile della nostra scarsa concentrazione (anche se sarebbe più corretto dire "concentrazione sulle cose sbagliate").
La buona notizia è che il radar lo programmiamo noi, non agisce autonomamente. Il radar è programmato dalle nostre esigenze.



Quindi, prima di iniziare a studiare è bene crearsi un'esigenza reale e concreta di assimilare le informazioni da studiare.
Come? Un modo già lo conosci: iniziando dagli esercizi.
Se non ci sono degli esercizi da svolgere creati una lista di domande reali sulla materia che state studiando. Alcuni testi propongono delle domande di verifica a fine capitolo, diversamente investite due mezze giornate per recuperare le domande fatte dal professore (o i temi d'esame). Una volta stilato un elenco dettagliato passa in rassegna le domande e prova a rispondere. Ogni volta che incontri una domanda di cui ignora la risposta vai a cercare le informazioni che ti servono sui testi che hai a disposizione e memorizzale.
Quando sei in grado di rispondere alla domanda in questione (solo allora) passa a quella successiva, e così via.
Esiste poi un ulteriore tipo di domande che è bene porsi regolarmente per massimizzare la propria efficacia nello studio. Inizia realmente dalla fine e chiediti: a cosa mi serviranno le informazioni che voglio studiare ora? che valore hanno per me? perchè è importante memorizzarle? cosa posso fare per massimizzare la mia efficacia?

Spero vi sia piaciuto,
alla prossima, Lorenzo

PS.
Se volete saperne di più o parlare direttamente con lui il sito di Claudio è www.iltuocoach.com