Congresso di Vienna e Restaurazione: riassunto degli eventi e mappa concettuale

Di Elisa Chiarlitti.

Il Congresso di Vienna è la conferenza a cui parteciparono le principali potenze europee al fine di ridisegnare la mappa d’Europa e ripristinare l’Antico regime stravolto dalla Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche

CONGRESSO DI VIENNA: RIASSUNTO - Nel Novembre 1814, gli Stati della coalizione (Austria, Prussia, Inghilterra, Svezia, Russia) credendo che Napoleone fosse definitivamente battuto, si riunirono a Vienna per istituire una pace duratura e per riorganizzare i territori che erano stati annessi alla Francia durante le campagne militari napoleoniche. SCARICA LA MAPPA CONCETTUALE

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Inizio lavori - Contemporaneamente allo svolgimento dei lavori del Congresso, Napoleone nel 1815, riuscì a ritornare in Patria e istituire il Regno dei cento giorni. La coalizione, arricchita di nuovi membri, accelerò le contrattazioni ormai ferme da mesi. Napoleone sconfitto definitivamente a Waterloo, fu esiliato a Sant’Elena, dove morì nel 1821.

Riassunto sul Congresso di Vienna

Finalità del Congresso - Gli Stati vincitori del conflitto contro le truppe napoleoniche, decisero di ricostruire una stabilità politica volta alla pace tra i Paesi, e alla neutralizzazione della Francia in quanto potenza territoriale, operando una suddivisione equa e bilanciata tra gli stati vincitori della coalizione dei territori conquistati da Napoleone.

I principi del Congresso di Vienna

Stati coinvolti - Il congresso di Vienna aperto nel Novembre 1814, ebbe una svolta solo nel mese di Aprile mese in cui arrivò la notizia dello sbarco di Napoleone sulle coste francesi. Fino a quel momento, le trattative tra gli Stati della coalizione erano state piuttosto burrascose poiché ogni rappresentate della coalizione, aveva elaborato una propria visione della suddivisione territoriale da attuare e, ovviamente, ogni statista mirava a non sfavorire il proprio Stato.

Al tavolo delle trattative sedevano: per l’Austria Metternich, per la Russia lo Zar Alessandro I e il conte Nesselrode, per la Prussia Hardenberg, Wellington per la Gran Bretagna e i delegati di tutti gli altri Stati che ebbero minor coinvolgimento nelle vicende napoleoniche. Metternich fu il vero moderatore del Congresso, la sua volontà principale fu quella di mettere al centro del congresso la necessità per l’Europa di bloccare una volta per tutte la politica espansionistica della Francia, e ci riuscì solo in parte, per via della grande capacità politica del delegato francese Talleyrand che riuscì a convincere le altre potenze europee dell’assoluta scissione tra la politica napoleonica e la politica francese, così facendo, riuscì a contenere le richieste di cessione dei territori.

Appunti di storia sulla Santa Alleanza

Suddivisione dell’Impero Napoleonico - La buona politica di Talleyrand ebbe l’effetto di far mantenere alla Francia i confini in vigore nel 1789 senza subire altre confische; gli altri Stati dell’alleanza vollero per una maggiore sicurezza, creare degli Stati - cuscinetto tra la Francia e i loro confini, nacque così il Regno Unito dei Paesi Bassi, una monarchia costituzionale presieduta da Guglielmo I d’Orange. Questo nuovo Paese nacque dall’unione dei territori dei Paesi Bassi austriaci, la Repubblica d’Olanda e la Confederazione Germanica.

La Prussia cedette una parte della Polonia ma acquisì la Pomerania svedese, una parte di Sassonia e alcuni territori affacciati sulla riva sinistra del Reno.

La Russia mantenne il granducato di Varsavia, la Bessarabia e la Finlandia.

L’impero Austro-ungarico dovette cedere i Paesi Bassi ma guadagnò il Veneto e una parte della Galizia.

La Gran Bretagna ebbe i territori di Colonia del Capo e Ceylon.

La Svezia acquisì il Regno di Norvegia.

La Svizzera fu dichiarata neutrale.

In Italia la Repubblica di Venezia insieme alla Lombardia passò sotto dominio dell’Austria con il nome di Regno Lombardo - Veneto; la Repubblica di Genova ormai inesistente fu annessa ai domini dei Savoia; la Repubblica di Lucca divenne Ducato e fu assegnata a vita a Maria Luisa d’Austria; al Regno di Napoli fu annessa la Sicilia e cambiò nome in Regno delle Due Sicilie e fu guidato dalla dinastia borbonica.

Il Congresso di Vienna: lo schema

Le nuove Alleanze - Il Congresso di Vienna fu la naturale conseguenza a un’esigenza che nel 1814 era diventata pressante per ogni Stato, ovvero una pace durevole, per far sì che nessun altro Stato potesse essere nella condizione di invadere gli altri Stati vicini, alcune delle potenze intervenute al Congresso firmarono delle alleanze: Russia, Prussia e Austria crearono la Santa Alleanza che stabiliva il reciproco aiuto tra i firmatari. Questi stessi Paesi firmarono con la Gran Bretagna la Quadruplice Alleanza che cambiò nome successivamente nel 1818 divenendo Quintuplice Alleanza con l’ingresso della Francia.

Il Congresso di Vienna e la firma delle nuove alleanze tra le potenze Europee più influenti sancirono ufficialmente la fine dell’Impero napoleonico.

La Restaurazione - Successivamente al Congresso di Vienna, il quadro territoriale Europeo fu completamente riscritto e con esso anche il quadro politico, infatti, furono ripristinati tutti i legittimi monarchi e governanti che erano stati deposti durante la Rivoluzione Francese e gli sconvolgimenti che ne susseguirono. Molti Stati reintrodussero in blocco anche tutte le vecchie legislazioni e i benefici delle classi più abbienti come la nobiltà e il clero. Questo periodo di ristabilimento degli equilibri passati fu chiamato Restaurazione, proprio perché si restaurarono i vecchi regimi politici. I regnanti più lungimiranti non smantellarono tutte le riforme introdotte durante la momentanea egemonia francese, ma cercarono di integrare il vecchio sistema di governo con il nuovo, in maniera da venire incontro al pensiero del popolo e impedire così rivoluzioni interne.

Le società segrete - Durante la Restaurazione si diffusero in tutta Europa società segrete volte a sovvertire il nuovo ordine imposto dai Governanti, ormai il popolo aveva assunto la consapevolezza che uno Stato potesse essere libero e dotato di una Costituzione giusta. Il fermento del popolo era troppo per svanire, e ben presto queste società si diffusero capillarmente in ogni Paese e pianificarono rivolte, insurrezioni e scontri, finalizzati all’acquisizione di una nuova legislazione, e per quei territori sotto dominio straniero, per ottenere l’indipendenza. Le repressioni attuate dai Governi sulle società segrete e sulle loro manifestazioni di dissenso, anziché soffocare le proteste, resero ancora più forte l’esigenza del popolo di farsi ascoltare, facendo sì che lo scontento crescesse e sfociasse in delle vere e proprie rivoluzioni denominate Moti d’Indipendenza.